Su iniziativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente della Romania Nicusor Dan, 17 Capi di Stato o di Governo dell’Unione Europea hanno indirizzato una lettera congiunta al premier irlandese Micheal Martin, che guida il semestre di presidenza di turno dell’Irlanda al Consiglio dell’Unione Europea, nella quale viene sottolineato l’obiettivo di “preservare l’Agricoltura e la Coesione come priorità centrali nel prossimo bilancio europeo“.Il primo ministro irlandese Micheal Martin (Oli Scarff/Pool Photo via AP)La letteraGiorgia Meloni ha pubblicato la lettera in un post su X. “Insieme a Nicusor Dan, abbiamo unito 17 Amici della Coesione, Stati membri dell’UE, attorno a un obiettivo comune: preservare l’Agricoltura e la Coesione come priorità centrali nel prossimo bilancio europeo, garantendo al contempo risorse adeguate per affrontare le nuove sfide dell’Europa. Siamo fortemente convinti che ciò sia realizzabile – e abbiamo indirizzato una lettera congiunta a Micheal Martin in quanto Presidenza del Consiglio dell’UE 2026, in vista dei prossimi passi nelle negoziazioni sull’MFF”, ha scritto la presidente del Consiglio nel post. “Riconosciamo pienamente che l’Unione europea si trova di fronte a un contesto strategico in mutamento, che comporta nuove sfide ma anche nuove opportunità per un’azione comune europea. Il prossimo QFP deve consentire all’Europa di cogliere tali opportunità e al contempo di rispondere alle crescenti sfide, tra cui la sicurezza e la difesa, la competitività, la connettività, la sicurezza energetica e la resilienza. Allo stesso tempo, ciò non deve avvenire a scapito delle politiche basate sui Trattati, che rimangono la spina dorsale dell’integrazione europea e contribuiscono esse stesse ad affrontare queste nuove sfide. Pertanto, il volume totale stabilito nel Quadro Negoziale della Presidenza cipriota rimane la base rilevante per soddisfare efficacemente tutte queste esigenze finanziarie. Non è il momento per l’Europa di abbassare le proprie ambizioni”, si legge nella lettera.Together with @NicusorDanRO 🇷🇴, we united 17 Friends of Cohesion EU Member States around a common objective: preserving Agriculture and Cohesion as central priorities in the next European budget, while ensuring adequate resources to address Europe’s new challenges.We strongly… pic.twitter.com/HLPsaPmBAS— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) October 3, 2026 “La Politica di Coesione e la Politica Agricola Comune (PAC) sono politiche storiche, ma i loro obiettivi sono più che mai attuali – prosegue la lettera – Esse promuovono la convergenza tra gli Stati membri e le regioni, rafforzano il Mercato Unico e sostengono le aree rurali e meno sviluppate. Contribuiscono inoltre alla competitività e alla sicurezza alimentare dell’Europa, fornendo un sostegno tangibile a milioni di cittadini europei e dimostrando il valore aggiunto della spesa comune europea. Entrambe le politiche si sono continuamente adattate alle nuove realtà economiche e sociali, rimanendo fedeli ai rispettivi obiettivi previsti dai Trattati. Inoltre, esse generano benefici diretti e indiretti per le economie di tutta l’Unione Europea. Riteniamo pertanto che il finanziamento complessivo per la Politica di Coesione e per la PAC debba essere preservato nel prossimo QFP”. Il testo prosegue: “Come evidenziato nella nostra Dichiarazione Congiunta del 26 maggio, queste politiche subiscono già riduzioni in termini reali secondo la proposta della Commissione, nonostante l’aumento generale delle dimensioni del QFP. Ridurle ulteriormente non modernizzerebbe il bilancio dell’Ue; lo indebolirebbe soltanto, rischiando di minare il sostegno pubblico al progetto europeo. Inoltre, il nuovo QFP comporta già una trasformazione fondamentale della sua struttura, della sua programmazione e del suo approccio alla spesa. Le nuove priorità dell’Europa richiedono risorse aggiuntive adeguate, mentre i finanziamenti per l’Agricoltura e la Coesione devono essere preservati. A questo proposito, siamo pronti a lavorare in modo costruttivo sul fronte delle entrate, comprese le proposte di nuove risorse proprie che allevino la pressione diretta sui bilanci nazionali. Tali risorse dovrebbero essere effettive, eque, semplici e non regressive, in linea con la nostra Dichiarazione di maggio. Valuteremo attentamente gli adeguamenti alle proposte che la Commissione si è impegnata a presentare”, si legge. (AP Photo/Virginia Mayo)“Dovremmo anche considerare, tra le opzioni, un rientro più graduale di NextGenerationEU, che potrebbe creare ulteriore spazio fiscale nel prossimo QFP, previa valutazione del suo impatto sul costo complessivo del rimborso, nonché strumenti di debito europei limitati e mirati, per priorità strategiche chiaramente individuate, in linea con la Dichiarazione di maggio. Infine, l’attuale sistema di correzioni/sconti non dovrebbe trovare posto nel prossimo QFP. Gli sconti erano intesi a far fronte a un onere eccessivo sui contributi di alcuni Stati membri. Le circostanze che originariamente giustificavano tali correzioni sono fondamentalmente cambiate. Valutando i contributi nazionali, si dovrebbe tener conto non solo del loro livello assoluto, ma anche dei diversi livelli di prosperità degli Stati membri e del relativo sforzo richiesto a ciascuno di essi”. “Contiamo sulla Presidenza irlandese affinché tenga debitamente conto di queste considerazioni nella preparazione del prossimo Quadro Negoziale e restiamo pronti a lavorare con la Presidenza e tutti gli Stati membri verso un QFP ambizioso, equilibrato e adeguatamente finanziato”, conclude la lettera firmata da Giorgia Meloni, Nicusor Dan (Presidente della Romania), Rumen Radev (Primo Ministro della Bulgaria), Nikos Christodoulides (Presidente di Cipro), Andrej Plenkovic (Primo Ministro della Croazia) Andrej Babiš (Primo Ministro della Repubblica Ceca), Kristen Michal (Primo Ministro dell’Estonia), Kyriakos Mitsotakis (Primo Ministro della Grecia), Péter Magyar (Primo Ministro dell’Ungheria), Andris Kulbergs (Primo Ministro della Lettonia), Gitanas Nauseda (Presidente della Repubblica di Lituania), Robert Abela (Primo Ministro di Malta), Donald Tusk (Primo Ministro della Polonia), Luís Montenegro (Primo Ministro del Portogallo), Janez Janša (Primo Ministro della Slovenia), Robert Fico (Primo Ministro della Slovacchia), Pedro Sánchez Pérez-Castejón (Presidente del Governo di Spagna). 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