Donnarumma, ancora tu: l’Italia ha un solo vero fuoriclasse e gioca tra i pali

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La prestazione contro la Francia è soltanto l’ultima conferma: Gianluigi Donnarumma appartiene alla categoria dei portieri che spostano davvero gli equilibriCi sono partite che ribadiscono concetti già noti. Francia-Italia 1-1 è stata una di queste. Perché se gli azzurri sono usciti dallo Stade de France con un risultato positivo, una parte importante del merito porta ancora una volta il nome di Gianluigi Donnarumma.LEGGI ANCHE: le ultime notizie in Serie AContro una Francia capace di creare diverse occasioni e di mettere sotto pressione la squadra di Roberto Mancini, il portiere azzurro è stato decisivo in più circostanze. Le cronache della partita hanno sottolineato le sue parate determinanti e il ruolo avuto nel conservare il pareggio; anche la stampa internazionale ha evidenziato come la sua prestazione abbia impedito ai francesi di trasformare la superiorità territoriale in una vittoria.Ed è proprio qui che il discorso deve allargarsi.Donnarumma, l’unico fuoriclasse assoluto dell’ItaliaL’Italia possiede buoni giocatori, elementi di livello internazionale e giovani che possono crescere molto. Ma se con il termine “fuoriclasse” intendiamo un calciatore capace di stare stabilmente ai massimi livelli mondiali, di decidere partite da solo e di garantire prestazioni superiori quando la pressione aumenta, allora oggi il nome che emerge sopra tutti è quello di Donnarumma. 🎧 Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. Può piacere o meno. Si può discutere sulla tecnica con i piedi, su qualche errore commesso durante la carriera o sulle scelte fatte fuori dal campo. Ma quando il giudizio riguarda esclusivamente il rendimento tra i pali, i fatti continuano a parlare con grande chiarezza.Donnarumma è da anni il punto fermo della Nazionale. E soprattutto possiede quella caratteristica che distingue i grandi portieri dagli altri: la capacità di trasformare una partita che rischia di scappare via in una gara ancora aperta.Contro la Francia lo ha fatto di nuovo.Ha chiuso la partita con sette parate, diverse delle quali in situazioni potenzialmente decisive. Anche Adrien Rabiot, al termine dell’incontro, lo ha definito “straordinario”, riconoscendo il peso avuto dal portiere italiano sul risultato.Donnarumma tra i migliori portieri del mondoDefinire Donnarumma uno dei primissimi portieri del panorama internazionale non significa sostenere che sia perfetto. Nessun portiere lo è. Significa riconoscere la continuità con cui riesce a essere determinante ai livelli più alti.Le grandi squadre possono costruire, attaccare e dominare, ma nelle partite più difficili arriva quasi sempre un momento nel quale serve qualcuno capace di cancellare un errore dei compagni. Donnarumma quella responsabilità se la prende continuamente.La sua grandezza emerge soprattutto nelle notti in cui l’Italia soffre. Quando la squadra arretra, concede campo o perde le distanze, davanti alla porta rimane lui. E spesso basta.È questo il tratto dei portieri appartenenti alla fascia più alta: non devono necessariamente compiere dieci interventi spettacolari ogni partita. Devono essere decisivi quando serve. E Donnarumma lo è stato ancora una volta in Francia.L’Italia può crescere, Donnarumma è già arrivatoL’Italia di Mancini sta cercando una nuova identità. Ci sono giovani interessanti, giocatori tecnici e una squadra che contro la Francia ha dimostrato di poter competere contro avversari di altissimo livello.Ma mentre altri devono ancora completare il proprio percorso, Donnarumma quella dimensione l’ha già raggiunta.Da tempo.La notte dello Stade de France non rappresenta una scoperta. È piuttosto l’ennesimo promemoria per chi ogni tanto sembra dimenticarlo.L’Italia può discutere su chi sarà il prossimo centravanti, sul centrocampo del futuro, sui giovani da lanciare e sul sistema tattico migliore. Su una cosa, invece, non dovrebbe avere dubbi.Tra i pali possiede un calciatore che appartiene già all’élite mondiale.E in questo momento, nel senso più pieno del termine, probabilmente il suo unico vero fuoriclasse.