Morte Fakir, il legale: “E’ deceduto per mancanza di ossigeno, la cocaina non è una concausa”

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La presunta causa della morte di Abderrahim Fakir sarebbe per ipossia provocata dal mantenimento della posizione prona. Lo dice a LaPresse l’avvocato Fabio Anselmo, che difende i familiari del 42enne morto il 19 luglio durante un fermo nel quartiere Pilastro a Bologna. “Morte per ipossia determinata da posizione prona, da aumentato fabbisogno di ossigeno per cocaina e stato di agitazione. Ma la cocaina non è una concausa. Come nella sentenza Magrini, citata nella discussione, la cocaina non è nemmeno concausa, insieme all’agitazione ha aumentato il fabbisogno di ossigeno di cui è stato privato a causa del mantenimento della posizione prona da parte degli agenti”. Secondo il legale, dai consulenti sarebbero arrivati pure rilievi sull’operato dei sanitari, in particolare per non avere chiamato un medico mentre Fakir si trovava in stato di agitazione. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica del decesso.La vicendaGli ultimi istanti di vita di Abderrahim Fakir furono ripresi in un video di cinque minuti girato da una finestra che affaccia sulla strada in cui l’uomo muore sotto il peso di due agenti di polizia che lo bloccano, premendogli la faccia a terra. Cinque, lunghi minuti in cui la vittima, un 42enne di origine marocchina, si sente ansimare e gemere, invocare “Aiuto, aiuto” e non ricevere mai risposta. Ammanettato e con le caviglie bloccate, la sua voce si affievolisce fino a non sentirsi più. Solo a questo punto intervengono i soccorritori, che girano invano il corpo dell’uomo, ormai privo di vita. La Questura di Bologna aveva spiegato che “Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza” e che i poliziotti “sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto”. Sulle tempistiche dei sanitari del 118, la Questura ha aggiunto che “Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l’ausilio dei soccorritori” e che “dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza del 118, il soggetto è deceduto“.Le tesi difensive dei poliziotti e della famiglia della vittimaSecondo l’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti iscritti nel registro degli indagati, durante la colluttazione, Fakir “quando si divincola dalla presa si mette sul fianco” e, nel tentativo di mordere il polpaccio di un poliziotto, “si ferisce contro l’asfalto“. Successivamente, sempre secondo la ricostruzione della difesa, “con lo spray si ritrae velocemente e nel tirarsi indietro va nuovamente a ferirsi la nuca”. “È plausibile che il sangue sia scorso sulla guancia cadendo verso il basso”, ha aggiunto Bordoni. L’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia Fakir, ha contestato quella che definisce una “narrazione difensiva” della vicenda. “Mi pare che stiano usando la stessa tecnica comunicativa che venne adottata per il caso Aldrovandi. Ma non ha portato loro molta fortuna”, aveva detto il legale, secondo il quale i “risultati dell’autopsia parlano chiaro: asfissia posturale traumatica violenta con segni di infiltrazioni emorragiche sul dorso, polmoni pieni di sangue”.Questo articolo Morte Fakir, il legale: “E’ deceduto per mancanza di ossigeno, la cocaina non è una concausa” proviene da LaPresse