La tensione sulla casa esplode davanti al Congresso spagnolo. Il Parlamento ha bocciato il primo dei due decreti varati dal governo di Pedro Sánchez per intervenire sull’emergenza abitativa: 172 voti favorevoli e 178 contrari, con PP, Vox e Junts schierati contro. Poco dopo ha bocciato anche il secondo decreto, quello che autorizzava il rinnovo automatico dei contratti di locazione. In questo caso il provvedimento ha ricevuto 166 voti a favore e 184 contrari. Due sconfitte pesanti per l’esecutivo, arrivata mentre centinaia di manifestanti seguivano la votazione dalle strade di Madrid. Alla notizia del risultato, racconta El País, dalla protesta si sono levate grida di «vergogna» e «sciopero generale».Poco prima del voto, Sánchez era intervenuto a sorpresa in aula tentando un ultimo appello ai deputati. Il premier ha ammesso che i provvedimenti non sarebbero stati sufficienti a risolvere da soli la crisi abitativa, sostenendo però che avrebbero contribuito ad attenuarla. Poi si è rivolto direttamente al Parlamento: «Vi chiedo di pensare alla gente», ricordando giovani impossibilitati a lasciare la casa dei genitori, famiglie alle prese con affitti sempre più elevati e anziani senza un’abitazione di proprietà. Rivolgendosi ai parlamentari di Pp e Junt, li aveva esortati a “fare la cosa giusta perché la storia vi giudicherà prima di quanto pensiate e più severamente di quanto possiate immaginare”.Il tentativo non è bastato. La ministra della Casa, Isabel Rodríguez, aveva cercato fino all’ultimo di convincere Junts, ricordando che, secondo il governo, gran parte delle richieste avanzate dalla formazione catalana era stata recepita nei provvedimenti. L’esecutivo si era inoltre detto disponibile a trasformare le norme in progetti di legge, così da consentire successive modifiche tecniche. Junts ha però confermato il no, contestando l’efficacia delle misure contro fondi e speculazione immobiliare.Sul fronte opposto, il PP ha attaccato frontalmente le politiche dell’esecutivo. Juan Bravo ha sostenuto che la risposta alla crisi debba passare dall’aumento dell’offerta di immobili e non da un maggiore intervento pubblico nel mercato. Anche Vox si è schierato contro, sostenendo che il secondo decreto avrebbe danneggiato il mercato degli affitti e limitato il diritto di proprietà.Fuori dal Parlamento, intanto, la protesta ha accompagnato minuto per minuto il dibattito. Alle 15, riferisce El País, tra i manifestanti era calato il silenzio: telefoni in mano, molti seguivano la votazione in streaming o alla radio. Dopo la bocciatura, l’atmosfera è cambiata: «La lotta è l’unica strada», hanno urlato alcuni partecipanti.La mobilitazione non riguarda soltanto Madrid. A Barcellona il Sindicat de Llogateres ha organizzato una protesta davanti alla sede di Junts, mentre alcuni manifestanti hanno continuato a seguire il dibattito parlamentare dall’accampamento di Plaça Catalunya nonostante la pioggia. Sullo sfondo resta ora anche la questione politica: dopo la sconfitta parlamentare si è riaperto il confronto sulla tenuta della legislatura e sull’ipotesi di elezioni anticipate. Secondo El Pais la prima domenica disponibile sarebbe il 29 novembre.Articolo in aggiornamentoL'articolo Spagna, Sanchez è stato sconfitto: cade il governo su decreto casa proviene da Nicolaporro.it.