Russia-Ucraina, Zelensky promette più attacchi alle raffinerie russe dopo il no di Putin alla tregua energetica

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KIEV — Più attacchi alle raffinerie russe. Lo ha annunciato sabato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a Reuters, mentre fuori suonavano le sirene antiaeree. «Dobbiamo rispondere in ogni modo possibile. Ai loro attacchi sulla nostra energia rispondiamo sulla loro energia. Prima di tutto le raffinerie: sono quelle che danno loro i soldi per questa guerra», ha detto, in maglietta nera e giacca militare. «Ma non risponderemo come loro, su qualunque obiettivo civile».Nelle stesse ore Kiev ha rivendicato circa 140 chilometri quadrati ripresi nel Donbass orientale con una controffensiva in codice «Vivaldi», ancora in corso. È una cifra ucraina, non verificata sul terreno da osservatori indipendenti, e l’annuncio sulle raffinerie è una dichiarazione d’intenti più che un piano: Zelensky non ha indicato obiettivi né tempi. Ma arriva due giorni dopo che Vladimir Putin ha chiuso la porta a una tregua sulle infrastrutture energetiche.I numeri della campagna pesano già su entrambi. Lo stesso Putin ha ammesso che gli attacchi ucraini alle raffinerie sono costati alla Russia circa l’1% del Pil. Dall’altra parte i droni russi a reazione, decine al giorno dall’estate, sono troppo veloci per gli intercettori ucraini: Kiev deve alzare in volo i caccia F-16 e i MiG per abbatterne circa il 60%, e le munizioni per gli aerei si stanno esaurendo. Questa settimana è stato impiegato per la prima volta in combattimento il missile balistico ucraino FP-7.Zelensky ha parlato anche di una «nuova dottrina» russa che l’intelligence di Kiev dice di aver letto in documenti riservati: colpire infrastrutture, logistica, strade, scuole e ospedali «per spingere la gente a lasciare la capitale e le altre città». È la sua versione, fondata su carte non rese pubbliche. Il Cremlino sabato non era raggiungibile per un commento; entrambe le parti negano di colpire deliberatamente i civili.Il ministero degli Esteri russo, in un comunicato in cui invita diplomatici e cittadini stranieri a lasciare Kiev «o rischiare di essere colpiti», ha detto che Mosca continuerà a colpire «sistematicamente» obiettivi in Ucraina come rappresaglia per gli attacchi sul territorio russo. Molte ambasciate restano aperte. A Kiev sabato un raid russo ha colpito il Ponte Nord, due feriti: è il secondo ponte della capitale centrato in due giorni, dopo il Ponte Sud sul Dnipro il 1° ottobre, il primo grande ponte della città colpito dall’inizio della guerra.Il no di Putin a ValdaiPer capire il peso dell’annuncio bisogna tornare al 22 settembre, quando Zelensky, dopo aver incontrato Donald Trump a New York, aveva rilanciato la proposta di una tregua limitata all’energia: Mosca avrebbe smesso di colpire le centrali ucraine, Kiev le raffinerie russe. Gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner avevano visitato Mosca e Kiev a inizio settembre, e Kushner aveva indicato nel Donbass il principale ostacolo a un accordo.La risposta di Putin è arrivata il 1° ottobre dal palco del Valdai, il forum che il Cremlino riunisce ogni autunno a Mosca: «Ci dicono: smettete di colpire le loro navi e loro smetteranno di colpire le vostre raffinerie. È semplicemente ridicolo». Alla domanda se fosse un no, ha risposto: «Sì, no». Già il 10 settembre il portavoce Dmitry Peskov aveva definito l’energia «il tallone d’Achille» ucraino e detto che un incontro con Zelensky è possibile «solo a Mosca».Zelensky ha detto a Reuters di non aver ricevuto alcun segnale che Putin cerchi negoziati o una pausa sull’energia. Ha avvertito Washington di non farsi «illusioni» che la Russia chiuderebbe la guerra ottenendo il Donbass, che Mosca pone come condizione per qualsiasi intesa. La controffensiva Vivaldi serve anche a questo: ogni chilometro ripreso toglie peso alla richiesta russa sul tavolo. Sui colloqui a tre proposti dagli Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti ha detto che data e luogo non sono ancora fissati.Il mare resta fuori da ogni ipotesi di tregua. Sabato nella regione di Odessa un attacco russo ha colpito una nave battente bandiera liberiana: un morto, tre feriti e dodici marittimi evacuati, secondo l’Autorità portuale ucraina; colpito anche un cargo nel porto. Dall’altra parte del fronte le autorità installate da Mosca hanno contato due morti nel Lugansk occupato e un morto e dieci feriti nello Zaporizhzhia occupato. Nella stessa intervista Zelensky ha escluso una normalizzazione dei rapporti economici con l’Occidente prima della fine delle ostilità: «La pace è più importante di qualunque economia».