Un papà massacrato dai maranza: Mattarella, svegliati!

Wait 5 sec.

Caro Mattarella (ti do del tu in modo confidenziale perché mi hai insegnato che i potenti non debbono tirarsela, anzi più sono potenti e più debbono essere autoironici, alla mano e tu sei potentissimo, il più potente fra i sovrani democratici e repubblicani), ti racconto una storia. Una bella storia, edificante, incoraggiante, che ti dà, come sempre, ragione: Porto San Giorgio, dove vivo, in provincia di Fermo, un villaggio di 15mila anime scarse, pochi i giovani, è ufficialmente il primo centro in Italia dove dei maranza minacciano apertis verbis il sindaco: “Ti squartiamo, sappiamo tutto di te e della tua famiglia”. Per la serie: se non li avete digeriti, dovrete digerirli.La stimolante faccenda, pensa un po’ presidente, avviene mentre il sindaco partecipa a controlli di polizia sollecitati dai balneari esasperati perché questi sensibili maranza, che secondo te non sono un problema, muniti di cani feroci saccheggiano gli stabilimenti, taglieggiano i bagnanti, fanno razzie nei supermercati, spacciano e menano, molestano, insomma l’intero campionario che conosciamo (noi, tu comprensibilmente no, tu devi regnare). Come se non bastasse, proprio poco fa è emerso questo edificante video in cui si vede un gruppo di maranza colpire con una scarica di calci e pugni un uomo di 40 anni il cui “crimine” è stato quello di chiedere ad un gruppo di giovani di lasciare in pace sua figlia. È successo mercoledì 3 giugno, in pieno giorno, proprio davvanti alla stazione di Porto San Giorgio.Hai, come sempre, ragione, esimio Colle, ermo colle: non sono un problema e sono frutto di arricchenti incroci millenari, questi in particolare sono “italiani seconda generazione” cresciuti nella vicina Lido 3 Archi, a 5 chilometri, un posto simpatico, che ti consiglio di visitare e se mai ti ci porto io, dove ogni notte che Dio sputa in terra scorre sangue nero, dove le 45 etnie vivono su equilibri di violenza, nei casermoni tetri, scanditi da scritte programmatiche “Giustizia per Osama”, “Venite qui sbirri bastardi”, stazionano guardie col classico, elegante machete e sempre i cani da guerra, si pratica ogni genere di violenza e di delinquenza, come ben sapeva quel curioso personaggio dell’avvocato Diprè, il pornografo venuto a raccogliere chissà quale impegno ma indotto dalle circostanze a tornarsene indietro scornato, disgraziatamente a tempo scaduto.Questi affabili maranza, una volta diventati grandi, dunque potenziali risorse in grado di pagarci le pensioni, di fare i lavori che non vogliamo più fare, di rinvigorire col loro sangue giovane, ma più che altro col nostro, la nostra esangue cultura bianca, hanno deciso che a scannarsi tra loro al 3 Archi non c’era gusto: allora hanno preso macchine (senza patente), moto, monopattini, cani morsicosi e si sono sparpagliati, per intrapresa commerciale, nei centri confinanti: Porto Sant’Elpidio a nord, Porto San Giorgio a sud. Imperversano da anni e annorum ma non ricordo una sola campagna elettorale in cui si sia anche solo sfiorato il tema della sicurezza. A me, che denuncio la situazione da anni, nessuno ha mai risposto, neanche quando me li vedevo in faccia, però quando passo mormorano: ah, adè quillu che rompe li cojoni, ma che cazzu vole questo milanese, di che s’impiccia? Tutta invidia perché noi siamo il paese più bello del mondo.No, io qui ci vivo da 40 anni e ci lavoro pure e il mio lavoro è stato a lungo il cronista di nera. Adesso i maranza dicono al sindaco Vesprini, lista civica, fuoruscito dalla sinistra massimalista, che forse li ha un po’ sottovalutati ma poi ha deciso di sostenere le forze dell’ordine nella prevenzione: ti facciamo fuori. Lui non può che rispondere “Non mi farò intimorire, anzi più avanti sulla sicurezza”. Magari un filo tardivo, comunque vaste programme: non ha paura di passare da razzista, da non inclusivo? Il Pd locale, che Vesprini conosce bene tanto da averli mollati, ha subito cominciato con le solite pippe di repertorio, la repressione non basta, ci vuole più inclusione. Come la loro? Che quando comandavano, coccolando il locale centro sociale che più che altro è una patetica mescita di disperati, avevano riempito un paio di ville inabitate, di proprietà comunale, di potenzialità africane? Hanno dovuto smammarli, avevano mandato tutto in malora e l’apporto sociale si risolveva nello svacco panchinaro quando andava bene.I bravi residenti che fondano comitati per la pace, intesa come silenzio serale contro i turisti molesti, rimangono convinti di vivere nel paese più bello del mondo, però un po’ meno di prima. “La sera non si può più uscire, più uscire, la stazione è un inferno”. La sera dopo le 8 non esce nessuno a prescindere, i negozi sono rari e alle 7 già spenti, ma in provincia c’è sempre un po’ quella diffidenza emulativa, quel voler essere nel tempo comune seppur infame: “Beh? Che noi siamo forse di meno degli altri?”. Solo che qui la stazione ha 3 binari e non è nessun inferno, pare quella di un plastico.I maranza però sono uguali a quelli della metropoli e si vanno coordinando, agli stanzali si aggiungono quelli dei centri vicini, arrivano coi treni, delinquono e rientrano. Più arroganti di ieri, Modena, l’abbiamo detto subito e, dannazione, avevamo ragione, era un innesco, serviva a incendiare la prateria dalle Alpi al Lilibeo e, a poche ore dalle minacce al primo cittadino, davanti alla stazione che è il centro del centro gli stessi che ormai hanno il controllo hanno puntato uno di 40 anni che voleva difendere la figlia dalle loro molestie, lo hanno massacrato, preso a bottigliate, lasciato nel suo sangue e poi sono spariti, presumibilmente rientrati a Lido 3 Archi in souplesse. La polizia è arrivata in massiccio spiegamento ma erano rimasti gli habituè del piazzale che dicevano, ah sempre quelli, va beh, non è morto nessuno però non si può più andare avanti, ormai siamo come a Milano. Odiata sognata Metropolis. Dopo un po’ sono andati a prenderne tre, senza bisogno di identificarli, il quarto si era rintanato nella solita fogna. “Temporaneamente in stato di fermo”. Temporaneamente quanto?Io questi maranza li so, tutti li sanno. Una volta sono lì che aspetto il treno e ci sono questi, tre o quattro, che molestano le ragazze. Stavo in piena chemio, ma o Allevi vaneggia quando dice che la malattia rende migliori o sono proprio io irrecuperabile, sta di fatto che mi ritrovo peggio che a 20 anni, in fondo solo un teppista che ha avuto la fortuna di mettersi a scrivere, e così quando mi vedono che mi avvicino col cranio rasato e l’espressione programmatica la piantano e se ne vanno facendo versi. E io mi sento un po’ come Bronson nel giustiziere della notte, manca solo che gli faccio il gesto della pistola con le dita. Vado in biglietteria e dico ma scusate, cazzo, non li vedete? L’impiegata faceva finta di non sentire, si è barricata dentro. Almeno chiamate la polizia! Dopo 20 minuti è arrivato il treno, sono salito, non s’è visto nessuno. Sabato scorso, ennesima rissa degli stessi maranza sul lungomare: violentissimi, cercavano di sfasciarsi, la gente urlava basta, smettetela.Dice la gente, anche qui: avete votato No al referendum? Adesso ce li teniamo, non si può fare niente. La gente dice il vero ma non tutto il vero perché un po’ tutti fin che possono non vedono, non vogliono rinunciare alla leggenda del paese più bello del mondo. Mi dicono in confidenza alcuni tutori dell’ordine, comprensibilmente frustrati: “Se noi chiediamo i documenti agli italiani ce la caviamo in due minuti, invece coi maranza è un casino, non li hanno o li hanno falsi, si ribellano, sono pericolosi, bisogna fermarli, portarli in caserma e per cosa? Magari siamo a fine turno e vogliamo solo andarcene a casa e allora s’arrangiassero tutti, tanto alla fine a passare da carogne siamo noi e ci processano. E poi hanno votato No al referendum? Allora non si lamentassero”.Sempre il referendum viene fuori, ah presidente, e noi sappiamo come la pensavi pure tu, però capisci bene che è stata un’occasione persa, che così non cambierà mai niente, che la sottomissione passa anche per queste cose qua all’apparenza insussistenti. O è questo che davvero si voleva? E io gli sbirri li capisco, capisco che possono scoglionarsi a vedere le parate del 2 giugno con tutti che gli lisciano il pelo (tutti no, ci sono i soliti preti marxisti e le solite Salis che vorrebbero abolirli): perché se delle divise si comportano così in una democrazia che funziona sono fellone, ma se lo fanno in una democrazia di merda hanno solo ragione. Poi è vero che la gente tante cose non le vuole vedere, non le vuole sapere. Porto San Giorgio, che qui considerano un po’ la Dubai del circondario, piccola e costosa, ha un sacco di problemi ma tutti, come in quel racconto di Paolo Villaggio, urlacchiano: “Questo è il paese più bello del mondo! Ci dica la verità! Non lo pensa anche a lei?”. Come no. Un paese dove nel giro di 15 anni sono andati persi quasi quattro negozi su dieci, ne restano non più di 400 a servire 15mila abitanti, oltre 200 attività sparite fra ingrosso e dettaglio, i locali non durano, gli alberghi sono pochissimi, il turismo fatica, di realtà iscritte alla Camera di Commercio intorno a 160 da 190 che erano, la pesca, e questo è un centro marinaro, in sprofondo, l’unica cosa che cresce sono le immobiliari, un controsenso in una piazza dove il costo per metroquadro è spropositato e gli affitti vanno di conseguenza, ci sono finanziarie di fuori con disponibilità sospette che fanno incetta di immobili, anche commerciali, i cui costi sono insostenibili, il mercato ne esce alterato, drogato. La crisi del calzaturiero prima, il terremoto poi, la pandemia da ultimo con le sue chiusure scriteriate ha svuotato questo ed altri centri del Fermano e delle Marche, di commercio spicciolo quasi niente, piccoli incantevoli viali come il viale Roma sono una spoon river di saracinesche abbassate. Ma guai a dirglielo: “Questo è il paese più bello del mondo e se non ti sta bene te ne puoi tornare da dove sei venuto”. C’è pure un comitato per la sicurezza, a quanto pare un po’ distratto o poco incisivo.Comunque hai ragione ermo Colle, l’immigrazione non è un problema. Nel senso che è un problema risolto. Perché passi il gran casino delle due metropoli italiane, Milano e Roma, passino le medie Modena e Firenze e Bologna e Genova, passi perfino la squallidissima Vimercate, passi l’infesto di maranza e di cellule, di focolai islamisti che se si attivano tutte insieme è la fine, ma quando in un borgo 4 balordi che ci vorrebbe un soffio a disperdere o a schiacciare arrivano a sputare in faccia al sindaco minacce di morte, in presenza della polizia, vuol dire che il Paese è fottuto da cima a fondo. Problema risolto, sì, col vigoroso impegno, a vario titolo, di tanti che non vedono, che esorcizzano, che non dicono che l’immigrazione è un problema e come. Tu non pensi, Presidente?Max Del Papa, 5 giugno 2026L'articolo Un papà massacrato dai maranza: Mattarella, svegliati! proviene da Nicolaporro.it.