Inchiesta sulla Galleria, parla Lisa: “Così è nato il mio esposto per difendere il museo. Siciliano? Garanzia di trasparenza e competenza”

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L’inchiesta sulla concessione degli spazi in Galleria ha sollevato un polverone  all’interno del mondo politico milanese. Come emerso ieri, la vicenda sarebbe nata dall’esposto presentato da Massimiliano Lisa, presidente del Museo Leonardo 3 (al centro di un contenzioso con il Comune) e candidato sindaco con la lista “Milano Civica”. Milano Quotidiano lo ha intervistato per conoscere la sua versione dei fatti. L’INTERVISTALisa, è vero che alla base dell’inchiesta sugli spazi in Galleria ci sarebbe il suo esposto?Questo non lo so, però nel marzo dello scorso anno ho fatto un esposto alla Corte dei Conti e un esposto alla Guardia di Finanza per quello che secondo me era una turbativa d’asta. Per me c’era anche il danno erariale, per questo ho presentato l’esposto alla Corte dei Conti. Ho fatto poi l’integrazione di esposto perché dopo le interviste che ho rilasciato mi hanno contattato altri soggetti.Parlando della sua vicenda: il Comune sostiene che il rapporto tra Leonardo3 e il concessionario costituisse una subconcessione vietata. Perché ritiene questa interpretazione sbagliata?Io ho sostenuto che siamo stati lì per 10 anni, nei quali abbiamo avuto il patrocinio del Comune di Milano. Se dopo sei mesi diventiamo dei subconcessionari da cacciare, o il Comune è cieco e fa le cose senza criterio, oppure è successo qualcosa. L’azione  iniziata contro di noi, secondo me, è dovuta al fatto che io mi sono permesso di denunciare un abuso d’ufficio. Perché prima di questa denuncia, nessuno aveva mai eccepito nulla.Lei ha parlato di mancanza di trasparenza nella gestione di alcune concessioni. A quali casi si riferisce concretamente?Io mi posso riferire al caso per cui ho fatto l’esposto originariamente. Durante il Covid è stata fatta una manifestazione di interesse per gli spazi sui tetti tramite un intermediario (l’imprenditore Rudy Citterio, ndr), ma non un bando. Io non ho manifestato interesse, ma successivamente con una PEC hanno aggiunto un pezzo a questa concessione riguardando l’ingresso dove si trova il nostro museo. Avrebbero dovuto fare un’asta per questo spazio. Per me c’è stata una turbativa d’asta e un danno erariale.Lei è candidato sindaco e contemporaneamente è protagonista di un duro contenzioso con il Comune. Come risponde a chi sostiene che la sua candidatura sia anche una forma di rivalsa politica?Confermo che il mio interesse per la cosa pubblica nasce da questo problema che abbiamo avuto. Io ho 58 anni e da 20 anni mi occupo di Leonardo Da Vinci. Improvvisamente, per via di una gestione opaca di questa amministrazione, diventiamo da uno dei “fiori all’occhiello della città”, a degli abusivi da cacciare o dei morosi. L’ho trovato inaccettabile. Dopo gli esposti mi sono interessato sempre di più alla vita politica, ho scoperto che la gestione della cosa pubblica a Milano era inaccettabile. Dire che mi candido per difendere il museo è totalmente errato, anche perché io non potrei mai essere sindaco e concessionario del Comune di Milano. A differenza di Berlusconi che entrò in politica per difendere le sue aziende, io entro in politica per lasciare la mia azienda.Si è parlato anche dell’inopportunità della candidatura di Tiziana Siciliano a vicesindaca, in quanto sino a pochi mesi fa coordinava diverse rilevanti inchieste contro il Comune. Lei cosa ne pensa?È l’esatto opposto. È una garanzia per la città che una persona che ha fatto per 40 anni il magistrato prenda come incarico l’assessorato alla Trasparenza e il ruolo vicesindaca. Eviterà quello che succede oggi. Non ci saranno quindi scontri con la Procura o rinvii a giudizio per aver commesso degli illeciti. La sua conoscenza delle leggi consentirà alla giunta di evitare tutti gli orrori che ha commesso l’attuale Amministrazione. A differenza di quello che adombra il Corriere in maniera subdola, io ho conosciuto la Siciliano personalmente a gennaio di quest’anno, e i miei esposti sono di luglio. Dovrei essere premiato per aver avuto il coraggio di denunciare queste cose, non additato come untore.L'articolo Inchiesta sulla Galleria, parla Lisa: “Così è nato il mio esposto per difendere il museo. Siciliano? Garanzia di trasparenza e competenza” proviene da Nicolaporro.it.