«I miei amici del governo a cominciare da Salvini… si sarebbero aspettati… una presa di distanza». Così parlava Tommaso Miele, presidente aggiunto della Corte dei Conti, al telefono commentando le sentenze dei magistrati contabili. Il tema è il Ponte sullo Stretto di Messina e il magistrato criticava i colleghi per lo stop al progetto: «Non sono assolutamente allineato a quei deficienti». Con lui sono indagati l’avvocato Francesco Giacomo Saccomanno, in quota Lega nel Cda della società Stretto di Messina. E Vincenzo Virgiglio, imprenditore edile e presidente dell’associazione “Accademia Calabria”. La procura di Roma contesta i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.L’inchiesta sul Ponte sullo Stretto di MessinaSecondo l’ipotesi accusatoria Miele sta per andare in pensione. Ma dopo vorrebbe ricoprire «la carica di presidente dell’Antitrust o, in alternativa, di una società partecipata come Postepay o Poste Italiane». Per questo, racconta oggi La Stampa, viene avvicinato da Saccomanno e da Virgiglio. Che cercano una sponda per il progetto. Il 2 ottobre 2025 Virgiglio chiama Saccomanno: «Ci sei più tardi? Ho una grande notizia da darti». Secondo gli inquirenti Saccomanno, attraverso Virgiglio, ha contattato Mele per farsi rivelare notizie coperte da segreti d’ufficio, per restare costantemente aggiornati sull’andamento dell’istruttoria e sugli orientamenti dei magistrati investiti nella funzione di controllo.Oltre il ponteI primi contatti risalgono al 28 settembre 2025. La Corte dei Conti chiede un’integrazione della documentazione del progetto. La società concessionaria chiede a Miele cosa fare: «Se riesci a domandargli. Ma non è se diciamo, se dobbiamo preoccuparci o meno. Capito?». Le conversazioni, intercettate dai carabinieri del Ros si concentrano sul convegno Oltre il ponte del 30 ottobre. «A me interessa che quella cosa che ti ho detto venga confermata. Capito?», dicono. Lui «è già a disposizione». La faccenda però è complessa. «È una situazione… critica!», afferma. Poi spiega il suo piano: «Quando andrò in pensione io dovrei fare il Presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto… c’ho l’imbarazzo della scelta e ti dico la verità…».Chi è Tommaso MieleTommaso Miele, 70 anni, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti in pensione da febbraio, è originario di Frosinone. Ha due figli avvocati e prima della magistratura contabile ha lavorato al ministero dell’Interno. Poi la nomina a presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti del Molise e il successivo passaggio alla guida degli uffici del Lazio. Ha firmato ottomila sentenze. E su di lui c’è un’altra inchiesta. La Guardia di Finanza aveva avviato accertamenti sui bilanci dell’Università di Cassino, dove Miele ricopriva il ruolo di presidente del collegio dei revisori dei conti ed era professore a contratto.Miele aveva un avviso di garanzia per presunte irregolarità nei bilanci degli anni 2013-2015: un buco stimato da 40 milioni di euro e il mancato versamento di contributi previdenziali per decine di milioni. Poi la sua posizione è stata archiviata. È stato capo dell’ufficio legislativo del ministero della Sanità durante il governo Prodi (1996), ma anche commissario straordinario della Lega Pro del calcio nel 2015.Giacomo SaccomannoGiacomo Saccomanno, di Rosarno, 71 anni, dal 2023 era nel cda della Stretto. Ha lasciato due mesi fa. Lui è l’uomo che Salvini sceglie nel gennaio 2021 per costituire il partito in Calabria. In vista di quell’espansione al Sud mai riuscita al Carroccio. Nel suo curriculum anche due anni da sindaco di Rosarno, la creazione della “Fondazione antimafia Antonino Scopelliti” e la presidenza del Rotary club calabrese.Vincenzo VirgiglioVincenzo Virgiglio, imprenditore, anche lui nato a Rosarno, 65 anni, geometra e Cavaliere al merito della Repubblica dal 2004, è cugino di Cosimo Virgiglio, pentito di ‘ndrangheta ed ex massone, in passato affiliato alla cosca Molè di Gioia Tauro, da dieci anni collaboratore di giustizia. È responsabile delle relazioni esterne dell’associazione Accademia Calabria, di cui Saccomanno è presidente. Miele aveva il domicilio a casa sua. Miele era in attesa di «assumere la presidenza di tre comitati all’interno del gruppo Poste». E in una registrazione di aprile Saccomanno gli propone altre poltrone in Sicilia e dicendosi pronto a intercedere con il governatore del Distretto Rotary sull’isola: «Io sono a disposizione… mi devi solo mandare un tuo curriculum… così glielo passo al governatore della Sicilia e… così a posto tutto».L'articolo Il giudice e il Ponte sullo Stretto bocciato: «I miei amici del governo come Salvini si aspettavano altro» proviene da Open.