L'obesità del bimbo può dipendere anche dal papà

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AGI - L'obesità infantile potrebbe dipendere anche dalla salute del padre prima del concepimento e durante la crescita dei figli. E' quanto emerge da una revisione pubblicata su Current Obesity Reports da ricercatori della University of California Irvine, secondo cui peso corporeo, alimentazione, stress, salute mentale e stili di vita paterni possono influenzare il rischio di obesità e malattie metaboliche nelle generazioni successive. Lo studio richiama l'attenzione su un aspetto spesso trascurato dalla ricerca medica, storicamente concentrata quasi esclusivamente sul ruolo materno nello sviluppo del bambino."Abbiamo scoperto che la salute dei padri rappresenta un contributo importante alla salute dei figli attraverso meccanismi biologici, comportamentali e ambientali" spiega Matthew Landry, docente di salute pubblica alla UC Irvine e autore corrispondente dello studio. Secondo i ricercatori, il rischio di obesità è ereditabile in una quota compresa tra il 40 e il 70% e può essere trasmesso attraverso meccanismi complessi che coinvolgono sia geni sia ambiente familiare. Negli ultimi anni numerosi studi hanno mostrato che l'obesità maschile può alterare la qualità dello sperma e modificare alcuni marcatori epigenetici, cioè segnali biologici influenzati da dieta, ambiente e comportamenti che regolano il funzionamento dei geni durante le prime fasi dello sviluppo embrionale. Queste modifiche potrebbero influenzare metabolismo, regolazione dell'appetito e predisposizione futura alle malattie metaboliche nei figli. Lo studio sottolinea però anche un dato considerato incoraggiante.I dati incoraggiantiSecondo le evidenze raccolte, molti di questi effetti sembrano almeno in parte reversibili. Interventi di perdita di peso, modifiche dello stile di vita e chirurgia bariatrica possono infatti migliorare la salute dello sperma e ridurre le alterazioni epigenetiche associate all'obesità. Ma il ruolo paterno non si limita alla biologia. I ricercatori evidenziano che le abitudini quotidiane dei padri influenzano profondamente il comportamento alimentare dei figli, i livelli di attività fisica e il rischio di sviluppare obesità. La partecipazione attiva alla preparazione dei pasti, i pasti condivisi in famiglia e l'attività fisica svolta insieme risultano associati a migliori esiti di salute nei bambini.La revisione mette inoltre in evidenza i fattori sociali che possono limitare la capacità dei padri di sostenere stili di vita sani all'interno della famiglia, tra cui reddito, insicurezza alimentare, condizioni del quartiere, salute mentale e politiche lavorative poco compatibili con la vita familiare. Per gli autori, la prevenzione dell'obesità dovrebbe quindi diventare maggiormente 'father-inclusivè, coinvolgendo attivamente i padri nei programmi sanitari e nelle strategie di salute pubblica.Tra le misure suggerite figurano supporto alla salute mentale paterna, congedi parentali retribuiti, maggiore flessibilità lavorativa e una partecipazione più diretta dei padri nei percorsi di assistenza prenatale. "I padri sono stati storicamente trascurati nella ricerca sulla salute materno-infantile - conclude Landry - riconoscerli come attori attivi nella salute familiare apre nuove opportunità per migliorare gli esiti delle future generazioni".