Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache americano nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), spiegando che l’operazione, ordinata dal presidente Donald Trump, rappresenta una risposta “proporzionata” a quella che Washington definisce un’aggressione iraniana. Trump ha accusato direttamente Teheran di aver colpito il velivolo e ha ribadito che gli Usa “devono necessariamente rispondere“. Secondo un funzionario americano citato da Axios, le indagini avrebbero accertato che l’Apache è stato abbattuto da un drone iraniano, anche se non è ancora stato stabilito se l’azione sia stata intenzionale. Teheran respinge però l’accusa di un attacco deliberato: il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato ad Al Jazeera che le forze iraniane non hanno preso di mira volontariamente l’elicottero statunitense. Intanto l’agenzia Mehr riferisce di esplosioni registrate sull’isola di Qeshm e nelle città portuali di Jask e Sirik, mentre la rappresaglia americana rischia di compromettere ulteriormente la fragile tregua nella regione.La tensione tra Iran, Israele e LibanoL’episodio giunge in un momento di tensione. Dopo gli scambi di attacchi fra Iran e Israele fra domenica e lunedì, che si sono interrotti – stando alle ricostruzioni – per le pressioni di Trump sul premier israeliano Netanyahu, Israele non ha fermato gli attacchi in Libano, nonostante gli avvertimenti di Teheran. L’Iran insiste fin dall’inizio sul fatto che anche il Libano deve rientrare in un accordo di tregua e l’ultimo attacco di domenica sera contro Israele Teheran l’ha lanciato proprio dopo che l’Idf aveva colpito Beirut, ma martedì l’esercito israeliano ha nuovamente colpito il Libano, precisamente le zone di Nabatieh e Tiro. Nella città di Tiro, patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1984, il raid israeliano ha colpito una zona residenziale provocando 9 morti e 28 feriti. Centinaia le persone in fuga per gli ordini di evacuazione dell’Idf, che per la prima volta hanno riguardato anche un quartiere cristiano.Benjamin Netanyahu e Donald Trump (AP Photo/Alex Brandon, File)Trump su Netanyahu: “Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa”Trump ha voluto far passare il messaggio di avere il controllo su ciò che accade. Parlando con la Bbc, ha negato che Netanyahu lo abbia sfidato ordinando un’azione militare contro l’Iran in risposta a Teheran. “Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa“, ha assicurato Trump all’emittente, “tutto quello che ho detto (a Netanyahu) è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo”.Il “sempre più vicino” accordo tra Washington e TeheranLa versione fornita dal presidente Usa è che un’intesa fra Iran e Stati Uniti sia vicina. Washington è “nelle fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera la produzione di armi nucleari, eccetera” e “lo Stretto di Hormuz si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma, che potrebbe avvenire tra due o tre giorni“, ha detto Trump ai giornalisti. Più prudenti le prospettive fornite dall’Iran: l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite Amir Saeid Iravani ha detto che si spera in un accordo entro fine mese. Usa e Iran stanno “fornendo e scambiando opinioni per raggiungere una conclusione” attraverso il Pakistan, “non abbiamo ancora ricevuto un documento definitivo, ma stiamo lavorando per ottenerlo“, ha detto Saeid. Secondo un conteggio fornito dalla Cnn, sono 37 le volte in cui da marzo Trump ha affermato che un accordo con l’Iran era imminente o che Teheran era desiderosa di raggiungerlo.Questo articolo Iran, attacchi Usa contro Teheran dopo l’elicottero abbattuto. Trump: “Dovevamo rispondere” proviene da LaPresse