Nonostante nelle coalizioni si sia subito passati ai bilanci dopo le vittorie al primo turno nei grandi capoluoghi come Venezia e Reggio Calabria, entrambe andate alla destra, la partita delle comunali non è ancora chiusa. Domenica 7 e lunedì 8 giugno si torna alle urne per i ballottaggi in 42 Comuni. Sei sono capoluoghi: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. È il secondo tempo di una tornata che ha già consegnato alcuni segnali politici: il centrodestra, anche a sorpresa, tiene incassando alcuni successi, mentre cresce il ruolo di civici e centristi, potenziale ago della bilancia in questa seconda manche.La sfida che ora agita Fratelli d’Italia in particolare è Lecco. Qui Filippo Boscagli, candidato sostenuto dalla coalizione e uomo di FdI, è arrivato davanti al sindaco uscente Mauro Gattinoni: 48,65% contro 42,53%. Poteva essere una rivincita quasi perfetta rispetto al 2020, quando il centrodestra perse Palazzo Bovara per appena 31 voti. Boscagli era a un passo dalla soglia del 50% che gli avrebbe risparmiato il ballottaggio. Per il partito della premier la conquista di Lecco ha un valore che va oltre il Comune: significherebbe aggiungere una bandierina in Lombardia, dove la coalizione governa la Regione ma nei capoluoghi latita. Mentre ancora si discute sul nome da far correre a Milano il prossimo anno (e, chissà, del partito che si aggiudicherà il candidato alle regionali).Arezzo, il rebus dei voti dei centristiAnche ad Arezzo il centrodestra parte avanti con Marcello Comanducci, fermo al primo turno al 43,8%. Dietro di lui c’è Vincenzo Ceccarelli, candidato del centrosinistra, al 32,37%. Ma gli occhi sono tutti puntati su Marco Donati, civico sostenuto anche da Azione, che ha raccolto 9.299 voti, pari al 20,49%, e, escluso dal ballottaggio, ha scelto di non dare indicazioni di voto. Una neutralità difesa dal partito di Carlo Calenda, che ha preso le distanze dai candidati dell’area Donati che ora sostengono Ceccarelli. La direzione che prenderanno i voti moderati domenica e lunedì, insomma, resta un’incognita.Da Chieti a Macerata, le sfide del centrosinistraDove ha buone chance il centrosinistra, almeno nei numeri del primo turno, è Chieti. Giovanni Legnini era a un passo dalla vittoria con il 47,21%, mentre Cristiano Sicari si è fermato al 27,47%. Il centrodestra, però, arriva al ballottaggio ricompattato: Sicari ha stretto un accordo con l’area che al primo turno sosteneva Mario Colantonio, arrivato al 16,64%, e con alcune liste centriste, tra cui quelle che avevano appoggiato Alessandro Carbone, fermo al 4,76%. Resta da capire se la somma farà il totale e riuscirà a ridurre il divario con Legnini, che parte in vantaggio.Anche a Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli ha mancato la riconferma per un soffio: 49,96%. Il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli è arrivato secondo con il 41,95% e ha cercato di allargare la coalizione con l’intesa con Marco Sigona, candidato di Officina delle Idee. Nelle Marche a guida Francesco Acquaroli, dal Nazareno ancora sperano in una rimonta per assestare un colpo al dominio della destra in regione.Ad Agrigento si gioca sempre su una manciata di voti. Michele Sodano, candidato del centrosinistra, è in testa con il 39,13%, a un passo dalla soglia del 40% che in Sicilia avrebbe evitato il ballottaggio. Dino Alonge, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e autonomisti, si è fermato al 34,7%. Il centrodestra ha pagato le divisioni, con Luigi Gentile, sostenuto da Lega e Dc, al 14%, che ha escluso apparentamenti. Qui il centrosinistra può dunque tentare il colpo, ma in caso di vittoria i numeri in consiglio potrebbero complicare la vita della nuova amministrazione.A Trani si vota dopo due mandati targati centrosinistra. Marco Galiano, sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal Movimento 5 Stelle, parte dal 40,69%. Angelo Guarriello, candidato del centrodestra, dal 30,32%. L’assenza di un apparentamento con il civico Giacomo Marinaro, terzo con il 21,5%, complica la rimonta della destra.Chi tenere d’occhio oltre ai capoluoghiFuori dai capoluoghi, sotto la lente d’ingrandimento c’è il Lazio. A Genzano di Roma il centrodestra di Fabio Papalia è arrivato primo con il 34,14%, davanti al sindaco uscente Carlo Zoccolotti, fermo al 29%. Ma il quadro è frammentato: ci sono anche Giulia Briziarelli, che ha raccolto il 15,31%, Flavio Gabbarini con il 14,8%, Piergiuseppe Rosatelli con il 6,76% e non è chiaro come si distribuiranno i voti del loro sostenitori. Per Fratelli d’Italia, che nei Castelli Romani ha schierato i big in campagna elettorale, Genzano è una sfida da vincere per allargarsi in una regione roccaforte.Tra i Comuni da attenzionare c’è infine Vigevano, dove il centrosinistra è arrivato primo con Rossella Buratti al 34,3%, il ballottaggio si gioca contro Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia. Qui a sorprendere è il risultato di Furio Suvilla, candidato vannacciano, che ha superato il 14% e può diventare decisivo nella seconda manche.L'articolo Comunali, sei capoluoghi al ballottaggio: da Lecco ad Arezzo, qual è la posta in gioco per i partiti proviene da Open.