Alla conferenza stampa tenutasi nella tarda mattina odierna a Milano e a cui Calcio e Finanza ha partecipato, oltre alla presidentessa del Venezia Francesca Bodie erano presenti anche altri componenti della dirigenza del club veneto come Andrea Rogg, Director of Operations, al Chief Revenue Officer Nicola Boscaro, e Filippo Antonelli, direttore sportivo e general manager.Negli ultimi anni, il club lagunare sta portando avanti il progetto stadio (la prima pietra è stata posata a ottobre 2025), che rientra nel più complesso piano Bosco dello Sport del Comune di Venezia: «Siamo partiti come club due anni e mezzo fa a lavorare su questo progetto pubblico-privato di pari passo con il Comune, a cui bisogna sinceramente dare la nostra gratitudine perché ha lavorato in modo incredibilmente attento e focalizzato su questo progetto, che è un progetto ampio – ha esordito il direttore Rogg –. Due anni e mezzo fa abbiamo iniziato partecipando al bando di gara per l’assegnazione della gestione. L’impianto rimarrà di proprietà del Comune di Venezia. Abbiamo vinto il bando di gara un mese e mezzo fa e ora ci stiamo preparando all’ultima fase che è quella della firma del contratto di concessione. Quindi il Venezia diventerà il concessionario della gestione per 40 anni, pagando un canone concessorio e una revenue share e potendo poi disporre di tutte le attività che saranno gestite all’interno dello stadio».Ma il progetto infrastrutturale del Venezia non si limita solamente al nuovo stadio, estendendosi al centro di allenamento, come sottolineato dal Ds Antonelli: «Io sono molto legato al nostro centro sportivo, per cui sono in corso delle valutazioni, anche su iniziative portate avanti dai nuovi soci, la presidentessa Bodie e il padre Tim Leiweke, che mi hanno anche positivamente sorpreso. Per esempio quello di pensare il nostro centro sportivo come un ambiente dove le nostre famiglie, i nostri ragazzi possano venire, dove possiamo fare eventi, dove possiamo celebrare e fare feste e portare avanti quella che è la comunità, non solo durante l’evento sportivo ma anche nell’arco della settimana. Stiamo verificando le varie opportunità per sviluppare ancora qualche area vicino al nostro stadio».«Questa è una società con un gruppo di proprietari che non è un fondo, ma sono appassionati di questa città che ha saputo evolversi fino ad arrivare ad oggi alla massima espressione con Francesca e suo papà, che hanno l’esperienza nello sport e possono dare, grazie a tutti i progetti, finalmente un’ambizione forte con la consapevolezza che comunque io dico sempre: il Venezia in questi anni ha perso la categoria, ma non ha mai perso la rotta», ha continuato Antonelli.In attesa della realizzazione del nuovo impianto, con l’inaugurazione fissata per la primavera 2027, il Venezia continua a essere il gestore anche dello stadio Penzo. « Siamo concessionari della gestione ormai da 10 anni – ha sottolineato Andrea Rogg –. Quando siamo entrati c’era l’erba altissima. Con il Comune abbiamo lavorato veramente mano a mano, come si dice, su tutti gli aspetti, noi abbiamo la concessione fino al 2030. Nello stadio nuovo ci entreremo prima, sicuramente onoreremo la nostra concessione lavorando con il Comune, supportandolo in ciò che vorrà fare con l’impianto. Non sto dicendo niente di segreto. Ci sono state alcune dichiarazioni pubbliche. Il Comune vuole che il Penzo resti un impianto sportivo, forse rendendolo polifunzionale, ripristinando una pista d’atletica che c’era prima. E se questo progetto si concretizzerà noi sicuramente almeno fino al 2030 saremo a fianco del Comune. Continueremo ad avere tante altre squadre. Il direttore Antonelli sta lavorando su un progetto incredibile di integrazione del settore giovanile».In merito, il Ds Antonelli ha aggiunto: «Il Penzo potrà essere uno sviluppo per il nostro settore giovanile o magari potrà essere sfruttato insieme a qualche società dilettantistica per portare avanti il progetto dei giovani che comunque per noi è fondamentale, anche per avere un’altra forma di ricavo».Il nuovo stadio diventerà invece contenitore di grandi eventi: «Oltre al calcio, che rimane il nostro core business, nel nuovo impianto ci saranno dei concerti e degli eventi. Grazie a Francesca Bodie e a suo papà cominceremo ad imparare come si organizzano eventi di entertainment a livello globale e abbiamo la missione che il nostro stadio da 18.500 posti non diventi chiaramente il più grande, ma sicuramente un gioiello e tutti resteranno a bocca aperta. Quindi la nostra missione è non il più grande, ma sicuramente il più bello».«Il Venezia – ha proseguito Rogg – si è impegnato a fare degli investimenti. Noi stiamo chiudendo il tutto per calcolare il valore dell’investimento in modo che vada poi a combaciare con ciò che era quello dichiarato nel bando e poi allegarlo al contratto di concessione. Quindi pensiamo che nell’arco di un mese dovremmo esserci. Grazie anche ai contatti che Tim e Francesca hanno a livello globale, ci siamo avvalsi di un team di esperti da tutti i punti di vista. Abbiamo preso lo studio di architettura più importante al mondo per quanto riguarda il design agli impianti sportivi, che è Populous. Ci siamo avvalsi di quello che tecnicamente si chiama Honor Representative, quindi una società che fa sostanzialmente le veci del club, ed è CAA Icon. E dal punto di vista commerciale, sotto il coordinamento e la leadership di Nicola Boscaro (recentemente arrivato dal Milan, ndr), abbiamo stretto un accordo con Elevate per quanto riguarda diciamo la commercializzazione di tutta una serie di diritti che vanno dalle zone premium, le corporate hospitality fino sponsorship e a tutti gli asset relativi alla vendita di questi asset».Capitolo naming rights: «La titolazione dal punto di vista di sponsorship è uno dei diritti del concessionario, quindi uno dei diritti del Venezia. Poi immagino che il Comune darà anche un nome legato alla storia della città di Venezia come nome ufficiale e pubblico dell’opera. Gli spazi all’interno dello stadio? Con Elevate stiamo analizzando quale potrebbe essere il servizio migliore da dare agli utenti, perché appunto questi 3.600 metri quadri saranno aperti 365 giorni l’anno. Ovviamente come negozi esperienziali all’interno dello stadio, nei giorni gara avremo due punti vendita ulteriori che saranno accessibili all’interno del campus, quindi della zona tra il primo livello e il secondo livello dello stadio. Non è previsto un hotel. Di questi 3.600 metri quadri già abbiamo deciso di destinare una parte a uno store esperienziale del Venezia Calcio, dove si potranno trovare tutti i prodotti di merchandising e dove si potrà navigare un po’ all’interno della storia del club in modo interattivo. Una parte verrà destinata ad una corporate hospitality, che potrà però anche essere convertita».La presidentessa del Venezia Bodie: «Qui per restare a lungo. NBA Europe? Noi ci siamo per qualunque attività sportiva»La nuova numero uno del club veneto è intervenuta quest’oggi a Milano per il suo primo incontro con la stampa, parlando dei progetti futuri, stadio compreso.Negli ultimi anni, il Venezia è diventato un punto di riferimento per quanto riguarda il merchandising, specialmente per le maglie usate per omaggiare la città e la Regione, ma diventate anche esempio di moda: «Il lavoro fatto è stato sicuramente importante, non credito mio perché appunto sono entrato un mese fa – ha dichiarato il Chief Revenue Officer Nicola Boscolo – . Però quella del Venezia è una delle maglie che è diventata nel tempo una delle più iconiche non solo livello calcistico, ma anche a livello stilistico. Un titolo che porto sempre quando presento a varie aziende o comunque quando devo presentare Venezia, è quello di Sport Illustrated che diceva: “Venezia non sbaglia mai”».Chiusura dedicata al prossimo futuro: «Ogni lancio maglia è sicuramente stato importante. Abbiamo un piano anche per la prossima stagione, già sviluppato. Cominceremo dalla prima settimana di luglio con il lancio della nuova maglia e poi c’è una riqualificazione in corso su tutti i prodotti e tutte le maglie che verranno sviluppate nel corso della stagione. E stiamo lavorando molto anche su altri elementi, giusto per non focalizzarsi solo su quello che è il prodotto core, che rimarrà comunque il cardine di tutta la nostra strategia. Ma andiamo a sviluppare anche altre collaborazioni su altri prodotti che possano comunque sempre essere associate a noi, al nostro brand, a come ci rappresentiamo e che comunque possono essere un valore per i tifosi. Non vogliamo sviluppare cose tanto per svilupparle, ma vogliamo essere sempre un tutt’uno appunto con quello che poi alla fine è il nostro ultimo punto di contatto».