«È iniziato El Niño». L’allarme del servizio meteorologico Usa: «Sarà molto forte». Quali sono i rischi per l’Italia

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El Niño è ufficialmente arrivato. Il servizio meteorologico statunitense, la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), ha annunciato che il fenomeno climatico si è sviluppato nel Pacifico tropicale. El Niño si presenta mediamente ogni 2-7 anni e può durare da 9 a 12 mesi. Secondo le previsioni della Noaa, potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, raggiungendo un’intensità moderata o forte entro l’autunno. Il picco è, quindi, previsto per l’inverno 2026. I meteorologi prevedono una probabilità del 63% che le temperature superficiali del mare superino i 2,0°C nella regione del Pacifico. Se questa soglia viene superata, la Noaa considera l’evento «molto forte». «Ogni El Niño è diverso. Ognuno è unico e lascia la propria impronta sul nostro clima», ha dichiarato Ken Graham, direttore del National Weather Service (Nws) della Noaa.Tempeste e uragani, cicloni e inondazioniEl Niño provoca venti in quota più forti che tendono a sopprimere lo sviluppo di tempeste e uragani nel bacino atlantico, e venti più deboli che tendono a favorire lo sviluppo di cicloni tropicali nei bacini del Pacifico orientale e centrale. Il rischio di inondazioni dovute all’alta marea potrebbe aumentare in alcune zone degli Stati Uniti, soprattutto sulla costa occidentale. Provoca anche cambiamenti nella migrazione di pesci e altri organismi oceanici, con le specie di acque calde che si spostano verso nord, mentre le specie di acque fredde si spostano più a nord o in acque più profonde. Questi cambiamenti comportamentali influiscono sulla crescita, la sopravvivenza e la riproduzione.Gli effetti e doveMa gli effetti di El Niño non si manifestano in modo uniforme nel mondo. In Amazzonia, Australia e nel Sud-Est asiatico prevalgono condizioni di siccità, mentre in Cina, nell’Africa centrale e negli Stati Uniti meridionali aumentano le precipitazioni e le temperature tendono a diminuire. In India, Brasile e Giappone si registrano invece condizioni più calde. Mentre in India le piogge monsoniche fondamentali per la coltivazione del riso risultano più deboli.I rischi per l’ItaliaAnche l’attività ciclonica cambia: gli uragani nell’Atlantico tendono a diminuire, mentre nel Pacifico aumenta la frequenza dei tifoni. Il rapporto tra El Niño e il clima europeo è meno immediato, ma il fenomeno agisce come un amplificatore degli eventi estremi. Sommato agli effetti del riscaldamento globale, può rendere le ondate di calore più intense e persistenti anche in Italia. Per questo motivo, l’estate potrebbe essere caratterizzata da temperature particolarmente elevate. Ma l’anticiclone africano atteso sul nostro Paese nei prossimi giorni non è legato a questo fenomeno climatico. Perché – come ha evidenziato anche l’Arpal Liguria – non esiste una relazione diretta tra la presenza o l’intensità di El Niño e un’estate calda in Europa.Foto copertina: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO | La prima ondata di calore investe il Piemonte, domani giornata da bollino rosso, Torino, 26 maggio 2026L'articolo «È iniziato El Niño». L’allarme del servizio meteorologico Usa: «Sarà molto forte». Quali sono i rischi per l’Italia proviene da Open.