Crans Montana, nessuna traccia di alcol o droga: i sei giovani tentarono di salvarsi

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Nuovi elementi emergono dall’inchiesta sulla tragedia di Crans Montana, in Svizzera, costata la vita a sei giovani italiani nella notte di Capodanno. Gli esami autoptici disposti dalla Procura di Roma hanno escluso la presenza di alcol e sostanze stupefacenti nel sangue delle vittime.Secondo quanto emerso dagli accertamenti tossicologici, tutti e sei i ragazzi erano perfettamente lucidi al momento dell’incendio che ha devastato la struttura. Un risultato che potrebbe avere importanti conseguenze sul piano giudiziario, aggravando la posizione degli indagati Jacques e Jessica Moretti, già accusati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo.Le autopsie hanno inoltre chiarito le cause dei decessi: alcuni giovani sono morti a causa delle gravissime ustioni riportate, altri per l’inalazione dei fumi tossici sviluppati dall’incendio.Gli accertamenti confermano anche che le vittime avrebbero tentato di mettersi in salvo in modo razionale e organizzato, cercando le uscite di emergenza. Un comportamento incompatibile con uno stato di alterazione psicofisica e che, secondo gli investigatori, escluderebbe qualsiasi ipotesi di concorso di colpa da parte dei ragazzi.Le conclusioni degli esami rappresentano un elemento particolarmente rilevante per le indagini. In un primo momento si era ipotizzato che, trattandosi della notte di Capodanno, le vittime potessero aver consumato alcolici o assunto sostanze stupefacenti. Le testimonianze raccolte avevano infatti riferito della presenza di droga all’interno della struttura durante la serata.I risultati scientifici raccontano invece una realtà diversa: i sei giovani non avevano assunto né alcol né droga e hanno cercato di reagire lucidamente all’emergenza, trovandosi però intrappolati senza possibilità di fuga.Nei prossimi giorni la Procura acquisirà ulteriore documentazione dalle autorità svizzere di Sion. Un passaggio che potrebbe portare a nuovi sviluppi investigativi, ulteriori contestazioni e possibili nuove iscrizioni nel registro degli indagati.