Giovani maschi tra i 15 e i 35 anni, con traumi per lo più da cadute dovute a distrazione, che hanno un picco il venerdì. L’identikit di chi si fa male in monopattino arriva da un recente studio condotto sulla città di Roma dagli Ortopedici e Traumatologi Ospedalieri d’Italia (Otodi). “Ma i risultati – assicura a LaSalute di LaPresse Marco Mugnaini, presidente nazionale degli Ortopedici ospedalieri (Otodi) e fra gli autori della ricerca – possono essere estesi nelle varie città in cui questo mezzo di trasporto negli anni è diventato ‘virale’”. “Non a caso da me, a Firenze, si è scelto di vietare i monopattini elettrici in sharing: non c’è rispetto delle norme e i pericoli per la salute si moltiplicano”. Drammatico il bilancio dell’incidente di Milano in cui ha perso la vita un ragazzo di 19 anni, passeggero di un monopattino guidato da un altro giovane, che è rimasto ferito. Lo studio sui traumi in monopattino, venerdì neroPubblicato sul ‘Journal of Orthopaedic Reports’, il lavoro degli ortopedici ha analizzato per la prima volta in modo sistematico gli infortuni legati all’uso del monopattino elettrico nel centro storico della capitale. E questo a partire dalla prima autorizzazione di questi mezzi nel 2018, fino a tutto il 2024 (escludendo l’anno del Giubileo per evitare alterazione dei dati quotidiani). Ebbene, se gli incidenti in monopattino avvengono tutta la settimana, il picco secondo lo studio gli esperti Otodi si registra appunto il venerdì. Mentre il 63% degli infortuni avviene nei mesi caldi: da giugno a settembre, probabilmente con il maggior uso di questo mezzo di trasporto. “L’utilizzo dei monopattini elettrici è associato a traumi significativi soprattutto tra i giovani adulti”, scandisce Mugnaini, che ha firmato il lavoro insieme ad Andrea Fidanza, presidente degli ortopedici under 40 (Otodi Young). “Abbiamo consegnato qualche mese fa i risultati del nostro studio al sindaco della mia città, Firenze, perché siamo convinti che questo lavoro faccia emergere un problema. L’obbligo di casco e targa dovrebbe aiutare, ma il problema resta l’uso scorretto”, continua lo specialista. I campanelli d’allarmeL’analisi degli infortuni fa emergere diversi campanelli d’allarme. “Preoccupa il basso uso del casco e l’elevato numero di fratture che richiedono interventi chirurgici, con un impatto rilevante sui pronto soccorso, sui reparti di ortopedia e sui costi per il Servizio Sanitario Nazionale”, sottolineano gli autori.L’analisi ha esaminato 441 pazienti con traumi da monopattino in due trauma center di Roma che hanno necessitato (almeno) di una visita specialistica. L’età media è di 29,9 anni, per il 71% si tratta di maschi e nel 70% hanno tra i 15 e i 35 anni. Il 78% degli incidenti sul monopattino è dovuto a cadute spesso per pavimentazione irregolare (sanpietrini, marciapiedi sconnessi), superfici scivolose (pioggia, fogliame), ma anche distrazione (uso del cellulare, app di navigazione). Il 22% a collisioni, per lo più contro ostacoli fissi (pali, cestini, arredo urbano). Traumi da monopattino: lesioni non banaliDà da pensare che solo 36 persone su 441 indossassero il casco. Nessuno aveva protezioni aggiuntive (polsiere, gomitiere, etc.). Quelli da monopattino sono infortuni non banali, che spesso richiedono cure specialistiche. Parliamo di lesioni alla testa e al volto (24%), con traumi cranio-facciali, maxillo-facciali, dentali o neurochirurgici; lesioni ortopediche (79%) a braccia o gambe, tra cui fratture e lussazioni (170 fratture e 16 lussazioni). Polso, testa del radio, clavicola, omero prossimale, ma anche caviglia, piatto tibiale, rotula, tibia sono le aree più spesso danneggiate. Circa 1 frattura su 4 ha richiesto un’operazione. “Occorre intervenire: i monopattini elettrici possono essere una risorsa per la mobilità sostenibile, ma non a scapito della salute”, conclude il presidente Questo articolo Monopattino e incidenti, giovani maschi prime vittime proviene da LaPresse