Banco Bpm rompe gli indugi e propone a Banca Monte dei Paschi di Siena l’avvio di un confronto per arrivare a un’operazione di aggregazione tra i due istituti. La decisione è stata approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione della banca e punta alla creazione di un nuovo grande gruppo finanziario italiano, destinato a diventare il secondo operatore nazionale per dimensioni in termini di finanziamenti alla clientela e raccolta.L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha comunicato a Mps il proprio interesse ad avviare rapidamente un dialogo per discutere e definire una possibile integrazione concordata, nella convinzione che l’operazione possa generare valore significativo per gli azionisti e rafforzare il posizionamento competitivo del nuovo gruppo.Un’operazione costruita come merger of equalsSecondo Banco Bpm, l’aggregazione dovrebbe essere realizzata attraverso le modalità tipiche di un “merger of equals”, formula ritenuta la più adatta per allineare gli interessi degli azionisti e costruire un progetto industriale condiviso. L’obiettivo dichiarato è quello di preservare il DNA delle due banche, valorizzandone le rispettive culture aziendali e mantenendo il legame con i territori di riferimento.La governance del futuro gruppo sarebbe basata su criteri di equilibrio e rappresentatività, con particolare attenzione alla salvaguardia dei brand storici e delle sedi che hanno caratterizzato il percorso dei due istituti.Sinergie per oltre 1,1 miliardi di euroUno degli elementi centrali della proposta riguarda il potenziale industriale dell’operazione. Banco Bpm stima infatti sinergie superiori a 1,1 miliardi di euro lordi annui, di cui oltre 650 milioni derivanti da risparmi di costo e più di 450 milioni da maggiori ricavi.La banca ritiene che l’integrazione possa beneficiare delle forti complementarità territoriali e industriali esistenti tra le due realtà, facendo leva su una rete distributiva estesa e su fabbriche prodotto integrate. A ciò si aggiungerebbero le opportunità derivanti dall’integrazione con il polo formato da MPS e Mediobanca, già al centro delle attuali dinamiche di consolidamento del settore.Leggi anche:UniCredit vince in Germania e si prende CommerzbankNasce il secondo gruppo bancario italianoNella visione delineata da Banco Bpm l’operazione darebbe vita a un nuovo campione nazionale del credito, con una presenza capillare sull’intero territorio italiano e una posizione particolarmente forte in regioni strategiche come Lombardia, Veneto e Toscana.L’aggregazione consentirebbe inoltre di raggiungere una dimensione sufficiente per sostenere i crescenti investimenti in tecnologia e innovazione, fattore considerato essenziale per competere sia con i grandi gruppi europei sia con i nuovi operatori digitali.Capitalizzazione oltre 50 miliardi e utili in crescitaDal punto di vista finanziario, Banco Bpm sostiene che il nuovo gruppo potrebbe raggiungere una capitalizzazione di mercato superiore a 50 miliardi di euro, rafforzando il proprio peso nei mercati finanziari e ampliando la platea degli investitori.La banca indica inoltre un CET1 ratio pro forma pari a circa il 15%, una creazione di valore stimata in almeno 5,5 miliardi di euro e una crescita degli utili per azione superiore al 10%. A regime, la potenziale generazione di utile netto potrebbe arrivare a circa 6 miliardi di euro, con una capacità di remunerazione degli azionisti superiore a quella prevista dai piani industriali autonomi delle due banche.Unipol osserva da vicino e rafforza la propria presenzaSullo sfondo dell’offerta lanciata da Banco Bpm emerge anche il ruolo di Unipol, comparsa nelle ultime settimane nel capitale dell’istituto milanese con una quota dell’1,5%. Formalmente l’investimento viene descritto come una partecipazione finanziaria, ma la sua presenza non è passata inosservata in una fase in cui il mercato segue con attenzione ogni movimento dei protagonisti del consolidamento bancario.Il gruppo guidato da Carlo Cimbri, già azionista di riferimento di Bper, mantiene pubblicamente un profilo prudente. Tuttavia, la presenza simultanea nel capitale di Banco BPM e il tradizionale interesse per le operazioni di bancassicurazione alimentano le speculazioni degli osservatori. Non a caso, negli ultimi mesi sono tornate a circolare indiscrezioni su un possibile interesse di Unipol verso Mps, considerata una pedina strategica anche per i futuri equilibri nel settore assicurativo. In questo scenario, l’eventuale aggregazione tra Banco Bpm e l’istituto guidato da Luigi Lovaglio potrebbe avere effetti ben oltre il semplice perimetro bancario, coinvolgendo anche dossier come Generali, di cui Mps è destinata a diventare un azionista rilevante attraverso l’operazione Mediobanca.Il risiko è appena iniziatoDietro il comunicato diffuso da Banco Bpm, alcuni osservatori leggono un messaggio indirizzato direttamente al vertice di Mps. L’iniziativa viene infatti interpretata come un invito pubblico dopo contatti già avvenuti tra le parti, con l’obiettivo di spingere Siena a esprimere apertamente la propria posizione sul progetto di fusione.Se Monte dei Paschi dovesse confermare la propria indisponibilità a un’operazione concordata, Banco Bpm sarebbe chiamata a valutare le prossime mosse. Tra gli scenari possibili c’è anche quello di un’offerta più aggressiva, destinata però a ridisegnare gli equilibri dell’intero settore. Una prospettiva che inevitabilmente viene monitorata da tutti gli altri grandi protagonisti del mercato, a partire da UniCredit e Bper, che potrebbero essere costretti a riconsiderare le proprie strategie qualora il progetto di aggregazione tra Banco Bpm e Mps dovesse rallentare o arenarsi. In altre parole, la proposta avanzata da Piazza Meda potrebbe rappresentare soltanto il primo atto di una nuova fase del risiko bancario italiano, destinata a produrre ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.Enrico Foscarini, 7 giugno 2026L'articolo Banco Bpm propone la fusione a Mps proviene da Nicolaporro.it.