Garlasco, i detenuti di Bollate ai giornalisti: “Stasi non è più qui, è a casa”

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“Cosa aspettate qua davanti? Stasi non è qui ma a casa in licenza, fino a domenica sera non torna, qui perdete tempo”. Con queste parole alcuni detenuti della casa circondariale di Bollate, in uscita per recarsi al lavoro, si sono rivolti ai giornalisti assiepati già di primo mattino nel parcheggio antistante l’ingresso del carcere. La circostanza è stata confermata anche da un agente della polizia penitenziaria in uscita dall’istituto. La procura generale di Milano, ieri ha espresso parere favorevole alla messa alla prova di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l‘omicidio di Chiara Poggi. Una volta depositata l’istanza, passaggio atteso entro cinque giorni, l’ex studente della Bocconi potrà ritirare i propri effetti personali e lasciare il carcere. Il parere è ora al vaglio del tribunale di sorveglianza, chiamato a pronunciarsi in via definitiva sulla richiesta. La decisione è attesa nei prossimi giorni e sarà notificata ai legali non appena depositata. Stasi sta scontando la pena per l’omicidio della giovane, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Già ammesso al regime di semilibertà, potrebbe ora accedere alla misura alternativa che gli consentirebbe di proseguire l’espiazione fuori dall’istituto, con un programma di reinserimento controllato. Questo articolo Garlasco, i detenuti di Bollate ai giornalisti: “Stasi non è più qui, è a casa” proviene da LaPresse