“Stai zitta”. Meloni cita Almirante, Bersani impazzisce

Wait 5 sec.

Giorgia Meloni ha scelto di rendere omaggio a Enrico Berlinguer nel giorno dell’anniversario della sua morte, definendolo un punto di riferimento per la sinistra e uno dei protagonisti della storia della Repubblica. La presidente del Consiglio ha così compiuto un gesto istituzionale di rispetto trasversale, eppure insufficiente secondo i figli ideologici del leader del Partito Comunista. Il motivo? Il richiamo della premier, all’interno del comunicato di ricordo a Berlinguer, al gesto storico di Giorgio Almirante, leader del MSI, che nel giugno 1984 volle presentarsi alla camera ardente per rendere omaggio al feretro del suo avversario politico.Meloni ha ricordato quel momento come un segno di rispetto umano e istituzionale che testimonia come si possa condurre un confronto politico fermo negli ideali, ma rispettoso delle persone, senza demonizzare l’avversario. Parole che richiamano un’idea di comunità nazionale condivisa, oltre delle divisioni. Apriti cielo: affiancare i nomi di Almirante e Berlinguer per la sinistra oggi è una bestemmia. E così Pierluigi Bersani ospite da Lilli Gruber schiuma di rabbia sostenendo che nominare Almirante in quel contesto sia un atto provocatorio. La sua reazione è stata netta: “È la giornata di Berlinguer, parla di lui, sennò stai zitta”. Addirittura “stai zitta”. Un invito al silenzio che rivela molto di più di una semplice polemica di giornata oltre, onestamente, a un registro stilistico che se fosse stato attribuito a un uomo di destra sarebbe stato tacciato di patriarcato.Eppure la storia racconta di un rapporto di enorme rispetto tra Berlinguer e Almirante nonostante le visioni opposte. I due leader, su fronti ideologici distanti, si riconoscevano come avversari leali all’interno delle regole democratiche. E si vedevano spesso in segreto per tentare di scoraggiare e disinnescare i movimenti estremisti all’interno dei due partiti. Quando morì Berlinguer, Almirante non solo andò alla camera ardente, ma pronunciò parole di stima: “Sono venuto a rendere omaggio a un uomo da cui mi ha diviso tutto ma che ho sempre apprezzato e stimato”. In un’Italia segnata dal terrorismo e dalle tensioni degli anni di piombo, gesti come questo rappresentavano un argine contro la barbarie dello scontro totale.Oggi, però, per una certa sinistra e per i suoi eredi ideologici, Almirante non merita nemmeno gli onori della memoria. La demonizzazione retroattiva del leader missino diventa pretestuosa quando serve a colpire la destra al governo. Bersani, che pure ha vissuto quegli anni, sembra dimenticare che la politica matura si nutre anche di riconoscimenti trasversali. Pretendere che Meloni taccia sul gesto di Almirante equivale a rivendicare la proprietà esclusiva della memoria di Berlinguer, trasformando un anniversario in un’occasione per alimentare ulteriori divisioni. Questa reazione illumina un limite profondo dei democratici contemporanei.Da un lato si ergono a promotori della democrazia e del pluralismo; dall’altro, quando la destra compie un gesto di rispetto istituzionale, lo bollano come provocazione. È la stessa sinistra che fatica a riconoscere il valore di una destra che ha compiuto un percorso democratico, preferendo mantenere vivo lo spauracchio del fascismo eterno per giustificare la propria superiorità morale. Se Berlinguer e Almirante pur divisi da tutto seppero elevarsi al di sopra dell’odio ideologico, non si può certo dire lo stesso dei loro eredi. La cosa divertente? Molti di questi hanno la faccia tosta di definirsi difensori della democrazia.Alessandro Bonelli, 13 giugno 2026L'articolo “Stai zitta”. Meloni cita Almirante, Bersani impazzisce proviene da Nicolaporro.it.