Taremi: «Sport e politica dovrebbero restare separati, il calcio porta pace! L’Inter sarà sempre speciale per me»

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L’ex attaccante dell’Inter, ora all’Olympiakos, Mehdi Taremi, si prepara ad iniziare il suo Mondiale con l’Iran: queste le parole dell’attaccanteMehdi Taremi, ex attaccante dell’Inter e oggi punto di riferimento dell’Iran, si prepara a vivere il Mondiale 2026 in un contesto particolare. Il bomber iraniano, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato alla vigilia della sfida contro la Nuova Zelanda, primo appuntamento del suo torneo. Per la nazionale iraniana non sono stati giorni semplici, tra questioni legate ai visti, tensioni diplomatiche e una preparazione vissuta in un clima tutt’altro che ordinario.Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoDomani Taremi entrerà negli Stati Uniti con il resto della squadra, attraversando la frontiera messicana per raggiungere Los Angeles. Un passaggio simbolico, considerando il contesto politico e le difficoltà incontrate da dirigenti, giornalisti e tifosi iraniani. L’attaccante, però, prova a riportare il discorso sul campo, sottolineando la volontà del gruppo di restare concentrato sul calcio.Taremi Iran, la concentrazione in vista del MondialeCONDIZIONE – «Se devo parlare esclusivamente del lato fisico e mentale, posso dire che mi sento bene: io e tutti i compagni, per quanto possibile, siamo molto concentrati in vista del torneo. Quando entriamo in campo e ci alleniamo, facciamo tutto normalmente. Insomma, restiamo focalizzati sul calcio. Naturalmente ci sono sempre cose che accadono al di fuori del gioco, ma l’unica cosa utile da fare in questi casi è cercare di mantenere l’attenzione su ciò che possiamo controllare».Taremi Iran, il tema politico e il messaggio dello sportSPORT E POLITICA – «Non è la mia prima Coppa del Mondo, ma la terza… Si dice sempre che, una volta sceso dall’aereo ed entrato nel paese ospitante, si dovrebbe percepire un’atmosfera di cordialità e unità. Forse è solo una mia impressione, ma in questo momento non la sento. È ovvio che ci sia molta tensione, ma penso che sport e politica dovrebbero essere sempre separati. Lo sport ha a che fare con il rispetto, la pace, l’unione. La Coppa del Mondo ha un pubblico di non so quanti miliardi di persone e può promuovere questi sentimenti, può spingere un mondo libero dai conflitti, non solo per l’Iran ma per tutti. Aggiungo solo che qualsiasi Paese che accetti di ospitare un Mondiale deve seguire i regolamenti della Fifa e adempiere alle proprie responsabilità come nazione ospitante. È questo che intendo quando dico che la politica va separata e i principi dello sport preservati».MESSAGGIO DELL’IRAN – «Vogliamo trasmettere un messaggio di pace attraverso il nostro gioco e la nostra cultura, che è molto ricca. I media non la mostrano correttamente al mondo. Credo che il nostro popolo sia orgoglioso di noi, semplicemente per essere andati lì e aver giocato in queste circostanze. Adesso, dopo l’orgoglio, dobbiamo dare loro qualche gioia, quindi vincere le partite».Taremi Iran, preparazione e ambizioni della nazionaleALLENAMENTI – «No, la preparazione sta proseguendo in modo professionale e la squadra lavora duramente ogni giorno. La nostra ambizione è semplice: rappresentare l’Iran nel miglior modo possibile e dare tutto in campo, nonostante qualsiasi difficoltà ci circondi. Abbiamo molti buoni giocatori in rosa e i tifosi internazionali vedranno una squadra forte nel collettivo: siamo veramente un gruppo, non un elenco di individualità. Questa è un po’ la nostra forza».GIRONE – «Non andiamo troppo oltre. Nel nostro girone ogni partita sarà difficile. Squadre come il Belgio e l’Egitto hanno molta qualità ed esperienza, ma pure la Nuova Zelanda non va certamente sottovalutata. Quindi, rispettiamo tutti gli avversari e ci concentriamo sulla preparazione migliore per ogni incontro. Sappiamo che se faremo le cose per bene, ci giocheremo le nostre carte. E potremo ottenere un risultato positivo, anzi storico per il calcio iraniano».Taremi Iran, l’esperienza all’Olympiacos e il ricordo dell’InterOLYMPIACOS – «È stato un periodo positivo per me. Vivere in Grecia è molto piacevole, apprezzo davvero lo stile di vita, le persone e l’atmosfera di questo Paese mediterraneo. È un luogo in cui mi sento a mio agio sia dentro che fuori dal campo. All’Olympiacos ho vissuto una buona esperienza, abbiamo provato a vincere il titolo e fatto bene in Champions: questo mi ha aiutato a continuare il mio sviluppo come calciatore. Anche se ho ormai 33 anni, penso di poter crescere ancora e per questo voglio concentrarmi sul mio lavoro».INTER – «Nel calcio non va tutto come vorremmo, gli infortuni fanno parte del gioco e io cerco di guardare avanti piuttosto che indietro. Al di là di quanto abbia segnato, di quanti assist abbia fatto e dei trofei mancati, l’Inter sarà sempre un club speciale per me, per tutto ciò che ho vissuto lì, per i compagni di squadra e per i tifosi».SUCCESSI NERAZZURRI – «Certo, non ho mai smesso di seguire l’Inter e penso che le due coppe vinte siano meritate, frutto del grande lavoro dei miei compagni: sono ancora in contatto con molti di loro, li considero amici. A Milano ho trascorso una parte importante della mia carriera, ma ora devo concentrarmi sulla mia squadra attuale e sulle responsabilità che ho nei confronti dell’Olympiacos».CHAMPIONS SVANITA – «I ricordi sono altri, e tutti belli. Abbiamo lottato su ogni fronte, potevamo vincere diversi trofei, ma purtroppo non ne abbiamo sollevato nemmeno uno: capita, ma la grande esperienza non me la toglie nessuno. E anche questo Mondiale, nonostante tutto, è un’esperienza unica che ricorderemo per tutta la vita».Taremi guarda dunque al Mondiale con l’obiettivo di rappresentare al meglio l’Iran, senza dimenticare il passato all’Inter e il presente all’Olympiacos. In un torneo iniziato tra tensioni e difficoltà, l’attaccante vuole riportare al centro il campo, il gruppo e il messaggio universale dello sport.