East Med. Dagli Usa nuovo impulso alla cooperazione energetica regionale

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Una settimana di incontri ad alto livello negli Stati Uniti sta imprimendo nuovo slancio alla cooperazione energetica nel Mediterraneo orientale. Da un lato, a Washington, i Paesi membri dell’East Mediterranean Gas Forum (Emgf) hanno riaffermato il loro impegno a favore dello sviluppo delle risorse energetiche nel rispetto del diritto internazionale. Dall’altro, a Houston, è in programma il lancio ufficiale dell’East Med Energy Center, una delle principali iniziative previste dall’EastMed Act approvato dal Congresso statunitense nel 2019.Le due iniziative si inseriscono in un più ampio sforzo di rafforzamento delle partnership energetiche e strategiche nella regione, coinvolgendo governi, organizzazioni internazionali, università, centri di ricerca e settore privato.Nel corso della riunione ministeriale dell’Emgf, ospitata a Washington sotto la presidenza greca, i partecipanti hanno adottato all’unanimità un comunicato congiunto che sottolinea come lo sviluppo delle risorse di gas naturale del Mediterraneo orientale debba avvenire nel quadro del diritto internazionale e nel pieno rispetto dei diritti sovrani degli Stati sulle proprie risorse naturali.Il messaggio politico emerso dall’incontro è stato quello di promuovere un modello di cooperazione regionale fondato su regole condivise, interessi comuni e stabilità, in contrapposizione a logiche di confronto e ad azioni unilaterali. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e conflitti in corso, la riunione ha riunito allo stesso tavolo rappresentanti di Grecia, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Palestina e Italia, oltre a Stati Uniti e Banca Mondiale.Secondo il ministro greco dell’Ambiente e dell’Energia, Stavros Papastavrou, l’importanza di queste iniziative va oltre il settore energetico. “Stiamo costruendo un quadro di cooperazione fondato sul pieno rispetto del diritto internazionale, di valori condivisi e di regole commerciali, un quadro che rafforza la stabilità e scoraggia azioni unilaterali e aggressive. Il nostro obiettivo comune è la sicurezza energetica e la prosperità dei nostri popoli”, ha dichiarato.L’incontro ha inoltre evidenziato l’evoluzione dell’Emgf, che dal 2021 ha lo status di organizzazione internazionale con sede al Cairo. Nato per coordinare lo sviluppo e l’utilizzo delle risorse energetiche della regione, il Forum ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, diventando una piattaforma di dialogo tra governi, autorità di regolazione, organizzazioni internazionali e operatori privati, con l’obiettivo di promuovere progetti comuni, maggiore connettività energetica e integrazione regionale.Anche l’Italia ha ribadito il proprio sostegno all’iniziativa. L’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci, ha ringraziato il segretario all’Energia statunitense Chris Wright per aver presieduto la riunione dell’Emgf e ha sottolineato che «in qualità di membro fondatore, l’Italia è impegnata a rafforzare la cooperazione nel settore energetico nella regione», elogiando al contempo la leadership esercitata dalla presidenza greca.L’attenzione si sposta ora su Houston, dove l’11 giugno verrà inaugurato l’East Med Energy Center presso il Baker Institute della Rice University. Il nuovo centro rappresenta l’attuazione di una delle disposizioni chiave dell’EastMed Act e punta a rafforzare la cooperazione tra Stati Uniti, Grecia, Cipro e Israele nell’ambito del formato 3+1.Secondo quanto annunciato, il centro promuoverà attività congiunte nei settori della sicurezza energetica, della ricerca, dell’innovazione e delle tecnologie avanzate, mettendo in rete università, laboratori di ricerca e aziende private. La struttura sarà inoltre chiamata a svolgere un ruolo di supporto nell’analisi delle minacce alla sicurezza energetica e delle dinamiche geopolitiche che interessano il Mediterraneo orientale.Alla cerimonia di lancio parteciperanno il segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright, il ministro greco Stavros Papastavrou, il ministro cipriota Michalis Damianos e rappresentanti israeliani. Sono inoltre previsti incontri dedicati a infrastrutture critiche, cybersicurezza e stabilità regionale.Nel loro insieme, gli appuntamenti di Washington e Houston mostrano come la cooperazione energetica nel Mediterraneo orientale stia assumendo una dimensione sempre più ampia. Accanto allo sviluppo delle risorse naturali, i governi della regione e i loro partner statunitensi puntano infatti a costruire un quadro di collaborazione che includa sicurezza, tecnologia, ricerca e resilienza strategica, rafforzando al tempo stesso i meccanismi di dialogo e coordinamento regionale.(Foto: X, @MPeronaci)