Elezioni FIGC e norma pantouflage: il caso Malagò passa ufficialmente all’Anac

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Elezioni FIGC e la verità sulla norma pantouflage: il caso Malagò è passato ufficialmente all’AnacIl percorso verso le prossime elezioni della FIGC si arricchisce di un nuovo, fondamentale snodo istituzionale. La potenziale ineleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza federale, legata alla discussa applicazione della cosiddetta norma “pantouflage“, non verrà giudicata dal Collegio di Garanzia dello Sport. L’organo istituito presso il Coni ha infatti stabilito di non avere la competenza necessaria per deliberare in merito, trasferendo di fatto l’onere della decisione finale all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Lo riporta Calcio e Finanza.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoQuesta presa di posizione rappresenta la risposta formale alla richiesta di parere avanzata dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. L’intervento del ministro era scaturito a seguito di una specifica interrogazione parlamentare, mirata a fare chiarezza sulle regole che governano i passaggi di ruolo nelle cariche apicali del nostro sistema sportivo.Le motivazioni del Collegio di GaranziaAttraverso un documento ufficiale, il Collegio ha chiarito i motivi del proprio passo indietro, delineando i confini della propria giurisdizione: «Parrebbe esorbitare dalla competenza del Collegio una pronuncia avente ad oggetto tale verifica preliminare – si legge nella pronuncia, relativa in particolare all’art.3 delle Norme organizzative interne federali (Noif) della FIGC –, anche sulla base della considerazione che il Collegio stesso potrebbe essere chiamato a pronunciarsi in ultimo grado sui provvedimenti di ammissione e/o diniego delle candidature in caso di impugnazione».A ulteriore chiarimento della propria estraneità rispetto a questo specifico profilo giuridico e amministrativo, l’organo sportivo ha aggiunto: «se, da un lato, non è in discussione nel caso in esame ed in relazione alla procedura elettorale il possesso dei requisiti rilevanti ai fini dell’ordinamento sportivo previsti all’art. 29 dello Statuto FIGC, approvato dalla Giunta Nazionale del Coni, dall’altro, la valutazione di eventuali altri profili di candidabilità e/o eleggibilità, che non rientrano in questi ultimi, finirebbe per esulare dalla competenza di questo Collegio, attenendo eventualmente alla competenza funzionale dell’Autorità nazionale anticorruzione».I tempi dell’istruttoria e le reazioni istituzionaliIl fascicolo su Giovanni Malagò passa quindi sulla scrivania dell’Anac. Resta ora da capire se l’Autorità riuscirà a esprimersi in maniera definitiva prima del 22 giugno, data in cui si terranno le elezioni FIGC. Il ministro Andrea Abodi ha espresso in merito una cauta speranza: «Mi auguro di sì. Il rispetto è assoluto, i tempi li valuterà l’Autorità perché è un tema che merita approfondimento. E l’approfondimento presuppone il tempo. L’Anac sa perfettamente quale è l’appuntamento».Di tutt’altro avviso appare invece Luciano Buonfiglio, presidente del CONI e successore dello stesso Malagò, che non nasconde il proprio scetticismo sulle tempistiche procedurali: «Sono convinto che il parere non arriverà prima delle elezioni. Un’istruttoria l’Anac non la fa in un tempo così breve. Per quello che mi riguarda ho attivato il Collegio di Garanzia perché ritengo sacrosanto che ci sia una risposta tempestiva da parte del Coni».L'articolo Elezioni FIGC e norma pantouflage: il caso Malagò passa ufficialmente all’Anac proviene da Calcio News 24.