Crisi carburanti e voli per l’estate, Unem rassicura: “Non avremo problemi di jet fuel”

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L’Unem (Unione Energie per la Mobilità) rassicura in merito alla crisi carburanti scoppiata con l’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e e Iran. “Problemi di jet fuel almeno per l’estate non li avremo”, ha affermato il presidente dell’Unem Gianni Murano nel corso di un punto stampa prima dell’assemblea 2026, a Roma, riferendosi ai problemi di approvvigionamento legati al blocco nello Stretto di Hormuz. “La gerarchia dei prezzi si è capovolta. Prima del 2022 la benzina, su base media mensile, quotava più di gasolio e jet fuel; dopo la crisi in Ucraina le quotazioni si sono inizialmente allineate ma dal 28 febbraio gasolio e jet fuel hanno nettamente superato quelle della benzina”.Per quanto riguarda l’Italia “il jet fuel lo importiamo per circa il 50% del nostro fabbisogno, di cui solo il 20% riconducibile direttamente alle rotte che passano dallo stretto di Hormuz. E nei primi quattro mesi va registrato un calo delle importazioni di circa il 6% e un aumento significativo della produzione nazionale (+10%) che nei mesi di marzo e aprile ha permesso di coprire quasi il 70% dei consumi nazionali”, ha aggiunto.Unem: “La bolletta sale di 9 miliardi se finisce la guerra in Iran”Murano ha poi fatto una stima della bolletta energetica italiana. “Lo scorso anno abbiamo avuto un esborso complessivo di 48,7 miliardi di euro” per la fattura energetica del Paese, “oltre 7 miliardi in meno rispetto al 2024. Ma quest’anno la nostra stima è che potrebbe salire intorno ai 57-58 miliardi, ossia 8-9 in più del 2025, nel caso in cui comunque la crisi iraniana rientrasse”, ha affermato. “Quanto a quella petrolifera si stima un valore di circa 24 miliardi di euro, 4,5 miliardi in più del 2025, con l’ipotesi di quotazioni medie di 90 dollari barile in media annua”.Unem: “Petrolio e gas ancora a lungo nel mix mondiale”“La domanda di energia sta crescendo e continuerà a farlo nei prossimi decenni. E ciò vale anche per il petrolio e per il gas che resteranno ancora a lungo componenti significative del mix energetico mondiale”, ha detto ancora il presidente dell’Unem. “La transizione energetica non consiste in una sostituzione immediata delle fonti ma è un processo graduale e articolato in cui le nuove tecnologie si affermano progressivamente mentre quelle esistenti continuano a garantire il funzionamento dell’economia”. Tradotto significa che “le energie rinnovabili si mostrano addizionali alle fonti energetiche tradizionali, non le sostituiscono automaticamente”.Unem: “Senza il taglio delle accise ancora meno entrate per lo Stato”Sui prezzi dei carburanti “il governo è intervenuto con una riduzione delle accise per contenere l’aumento dei prezzi al dettaglio. Ciò ha consentito di limitare la crescita inflattiva minimizzando l’impatto sulle abitudini di consumo dei cittadini e degli operatori professionali”, ha sottolineato Murano. Si stima che “la riduzione delle accise nei primi quattro mesi dell’anno sia costata oltre 1 miliardo di euro, cioè come se fossero venuti meno 1,6 miliardi di litri di carburanti. Tuttavia, senza il taglio, si dovrebbe valutare uno scenario alternativo, caratterizzato da prezzi dei carburanti estremamente elevati che avrebbero alimentato l’inflazione e depresso i consumi, con significativi effetti negativi sia sulle uscite che sulle entrate del bilancio dello Stato”. Nello scenario di Unem si ipotizza che “al netto dell’inflazione, un ipotetico calo del 10% delle vendite di carburanti avrebbe comportato, per tre mesi, una diminuzione delle entrate, da accise e Iva, con un costo complessivo per l’erario pari a quello sostenuto per la riduzione delle accise”.Questo articolo Crisi carburanti e voli per l’estate, Unem rassicura: “Non avremo problemi di jet fuel” proviene da LaPresse