Eros Ramazzotti mancava da San Siro da 28 anni e per il ritorno sul palco più importante della sua città d’adozione ieri sera ha voluto fare le cose in grande, con ospiti a sorpresa e uno show dal grande effetto scenico di fronte a 51mila fan. É la prima data delle sette negli stadi italiani di ‘Una Storia Importante World Tour’, con 260mila biglietti venduti e che arriva dopo le tappe europee, a cui seguiranno concerti in Nord America e America Latina, 30 paesi per oltre 550mila spettatori. Come non bastasse, il cantante romano tornerà nella primavera del 2027 nelle arene del Vecchio Continente, con quattro appuntamenti italiani al via il 7 maggio al nuovo Unipol Dome di Milano. Eros arriva sullo stage poco dopo le 21 in total black su ‘Taxi Story’, poi subito il primo classico, ‘Un’emozione per sempre’ e il pubblico non si fa pregare a cantare di ‘certi amori’. Ramazzotti sul soul elegante di ‘Un cuore con le ali’ attraversa le passerelle a ferro di cavallo che lo portano in mezzo al pubblico, che si alza dalle sedie riservate agli spettatori del prato per andargli incontro mentre lui omaggia con un ricordo sentito Pino Daniele. PH Francesco PrandoniDietro Eros uno schermo centrale e due laterali con effetti e luci eleganti e sobri. La scaletta è un’impressionante sequenza di hit di quella storia importante che Eros porta sul palco di Milano stasera. ‘L’Aurora’ è accompagnata da immagini intime e private di padre e figlia, con il cameo in video pre-registrato di Alicia Keys. ‘Adesso Tu’ è costellata di immagini di quella borgata romana da cui quel ragazzo introverso di periferia ha spiccato il volo. Gli spalti di San Siro disegnano una coreografia da derby su ‘Una Storia Importante’ con la scritta ‘1986 Una Storia Importante 2026’, mentre il campo del Meazza diventa una bandiera italiana. È una tripletta micidiale con cui il concerto decolla. Poi la prima ospite/amica, Giorgia, per un duetto infuocato su ‘Quanto amore sei’. C’è un altro amico e l’atmosfera é più informale con Max Pezzali, chiacchiere spontanee tra due colleghi che hanno scritto la storia del pop italiano, che poi cantano insieme ‘Come nei film’. Speranza, condivisione, fratellanza, concetti semplici ma non scontati in tempi turbolenti e bui come quelli che stiamo vivendo, sublimati dalla parola pace scritta in maiuscolo, accompagnano sullo schermo una versione sontuosamente gospel di ‘Se bastasse’, che emoziona senza bisogno di prediche, chiusa da un assolo alla chitarra di Ramazzotti, che mette in mostra anche le due doti di musicista. ‘Il messaggio che voglio trasmettere è sempre lo stesso, di pace, perché soprattutto oggi di questo ce n’è tantissimo bisogno. Io ho sempre cantato canzoni più leggere ma di tirare su quel problema che c’è sempre stato, la guerra, i problemi dell’infanzia, dei bambini maltrattati, questo è la base di tutto per me. C’è bisogno di giustizia, io penso che nel mondo molta gente vuole questo’, aveva detto primo dello show milanese in una dichiarazione Eros, restio ai proclami dal palco ma intenzionato comunque a comunicare il suo pensiero. Si va verso il finale con un altro, l’ennesimo, classico, ‘Un’altra te’, che nel finale regala una citazione di ‘No Woman No Cry’ di Bob Marley. Poi è la volta di Elisa, riempita di complimenti da Eros, che lo accompagna su ‘Buona Stella’. Se l’esibizione è una collezioni di successi, l’uomo d’oro, anzi di platino, della musica italiana, uno dei pochi artisti di casa nostra a raggiungere successo globale, in realtà ha ancora delle carte pesanti da mettere sul tavolo. E allora ecco quella ‘Terra Promessa’, che dall’anonimato lo portò a calcare il palco dell’Ariston, vincendo tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo del 1984. Stasera è un brano a tinte black, nel quale spicca l’arrangiamento dei fiati di una band che non perde un colpo e asseconda il protagonista alla perfezione. Via libera allora alla sensualità latina di ‘Fuoco nel Fuoco’, che precede il pop-rock in crescendo di ‘Cose della vita’. Ramazzotti ormai ha capito di aver vinto la sfida San Siro e appare rilassato e felice, non nascondendo l’emozione per una serata che definisce “stupenda”, prima di congedarsi sulle note di ‘Più bella cosa’, la canzone forse più suonata al taglio della torta dei matrimoni italiani da nord a sud e ovviamente cantata all’unisono da tutto lo stadio, l’inno all’amore semplice ma perfetto, che fa capire perché questo signore abbia venduto oltre 80 milioni di dischi in carriera.Questo articolo Eros Ramazzotti a San Siro canta la sua storia importante tra pace e speranza proviene da LaPresse