Il pelo del gatto non peggiore l'asma. Lo rivela uno studio

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AGI - La convivenza con un gatto non aggrava i sintomi respiratori. Lo stabilisce una ricerca condotta su oltre 30mila bambini dal Karolinska Institutet. Un dato rassicurante per molte famiglie. L'asma è una delle malattie croniche più diffuse tra i più piccoli e rappresenta, a livello globale, una delle principali cause di ricovero ospedaliero in età pediatrica. Di fronte a una diagnosi di questo tipo, per molti genitori l'idea di tenere un animale domestico in casa diventa fonte di ansia e di scelte sofferte.Tuttavia, una recente e imponente ricerca condotta in Svezia ribalta una convinzione profondamente radicata: convivere con un gatto non peggiora il decorso clinico dei bambini che soffrono di asma o allergie respiratorie. A fare chiarezza su un tema finora dibattuto è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Frontiers in Allergy. Fino a oggi, infatti, le indicazioni sui rischi legati al pelo e alla forfora degli animali derivavano spesso da resoconti aneddotici o da indagini cliniche su scala ridotta, capaci di restituire un quadro frammentario e a volte contraddittorio. Il nuovo lavoro dei ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma offre invece una prospettiva solida, basata sull'incrocio di dati sanitari e anagrafici su scala nazionale.I numeri della ricerca svedeseI numeri analizzati dal team guidato dalla dottoressa Resthie R. Putri parlano chiaro. I ricercatori hanno monitorato per due anni una platea di 30.277 giovani pazienti di età compresa tra i 4 e i 17 anni, tutti con una diagnosi pregressa di asma o allergia. Grazie al sofisticato sistema di tracciamento svedese, che dal 2023 impone la registrazione obbligatoria dei gatti domestici, è emerso che quasi un bambino su dieci viveva con un felino.Confronto tra i gruppi analizzatiConfrontando il decorso clinico dei due gruppi attraverso le cartelle cliniche, gli accessi al pronto soccorso e i farmaci prescritti, i ricercatori non hanno riscontrato alcuna differenza clinica rilevante. La percentuale di asma da moderata a grave ha interessato il 9,6 per cento dei piccoli esposti quotidianamente ai gatti, un dato persino lievemente inferiore rispetto al 10,1 per cento registrato tra chi non ne possedeva uno. Anche le tanto temute riacutizzazioni, i classici attacchi d'asma, si sono mantenute su livelli praticamente identici per entrambi i gruppi, sfiorando il tre per cento. Anche i test specifici sulla funzionalità polmonare, condotti su un sottogruppo di pazienti, hanno confermato la totale assenza di divari significativi.Spiegazione dell'esposizione agli allergeniLa dottoressa Putri ha spiegato che, a breve termine, la gravità della malattia, il controllo dei sintomi e la funzionalità respiratoria dei bambini con animali domestici sono del tutto sovrapponibili a quelli dei loro coetanei senza gatti. Questo fenomeno apparentemente controintuitivo è stato spiegato nella ricerca e la risposta potrebbe nascondersi nella nostra routine quotidiana. L'esposizione agli allergeni felini è talmente ubiquitaria da interessare ambienti condivisi come le aule scolastiche o i mezzi di trasporto pubblico. In sostanza, la semplice assenza di un micio tra le mura domestiche non è sufficiente a isolare i soggetti allergici dal contatto con questi allergeni.Limiti e conclusioni della ricercaNaturalmente il rigore scientifico impone cautela e gli stessi autori sottolineano alcuni limiti fisiologici dell'indagine. I ricercatori non disponevano di informazioni di dettaglio su quali allergeni specifici scatenassero le reazioni nei singoli pazienti e la recente istituzione del registro felino potrebbe aver lasciato fuori qualche animale non censito. Eppure, il messaggio che emerge dalla ricerca svedese è forte e rassicurante, ovvero accogliere un gatto in una famiglia dove vive un bambino asmatico non si traduce in un automatico peggioramento della sua salute respiratoria. Un'evidenza preziosa che potrebbe evitare a molti genitori rinunce dolorose e restituire un po' di serenità al rapporto tra i più piccoli e i nostri amici a quattro zampe.