Giordano umilia Cerno per l’attacco a Vannacci: «Da che pulpito…»

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«Ho letto ieri l’editoriale dell’amico Cerno che dà lezioni a Vannacci chiamandolo “Badoglio” e concludendo, dopo alcune allusioni ineleganti, che Vannacci non può dire di essere la “vera destra perché la destra non sa nemmeno dove sia di casa”». Inizia così la difesa di Mario Giordano, conduttore di Fuori dal Coro, verso Roberto Vannacci. Il generale «non è purtroppo venuto in trasmissione» da lui, ma ha trovato il tempo di andare da Lilli Gruber dove «ha dato una lezione non da poco alla regina del politicamente corretto». Su La Verità, in riposta a un lettore che chiedeva le posizioni dell’eurodeputato rispetto alla pandemia Covid Giordano torna sull’editoriale del collega Cerno: «Ora, con tutto il rispetto e la stima, ma un generale della Folgore, che ha difeso il tricolore sui più pericolosi campi di battaglia del mondo, deve prendere lezioni su cos’è la destra da un ex parlamentare Pd, nonché condirettore di Repubblica? Scusa Tommaso ma a tutto c’è un limite». Ma che editoriale ha fatto Cerno?Ieri Tommaso Cerno, su Il Giornale, ha scritto un editoriale dal titolo “La moglie del soldato” (l’allusione, nel film di Neil Jordan è sottile, la moglie a cui si affeziona il protagonista è transgender). Accusa il generale di aver preferito Elly Schlein come «compagna e concubina politica» e con lei di «contribuire a riempire l’Italia delle persone che (a parole) odia», perché «ormai Vannacci è alleato della sinistra» ed è «in campo per aprire le porte agli islamisti e per presentarsi in tv a parlare male degli omosessuali (…) salvo poi finire per finanziare con i suoi voti il Gay Pride di Alessandro Zan. Insomma, una specie di Badoglio dei nostri giorni».L'articolo Giordano umilia Cerno per l’attacco a Vannacci: «Da che pulpito…» proviene da Open.