Ecco la bomba. Ovvero il documento con cui Giuseppe Cipriani, attraverso la sua società, ha deciso di chiedere 250 milioni di euro di danni per il caso Minetti a Il Fatto Quotidiano e alla Rai. La denuncia è stata depositata non in Italia ma presso la Corte distrettuale di New York. Un atto di 32 pagine, scritto da Reinhardt Savic Foley LLP, per ottenere il risarcimento dei danni arrecati dagli articoli e dai servizi realizzati in queste settimane.La Cipriani Usa Inc. è infatti convinta che la pubblicazione di notizie non fondate abbia avuto un impatto non solo sulla vita privata di Cipriani e Nicole Minetti, ma anche un impatto commerciale “immediato e grave” per la società. In particolare, a causare i guai sarebbero state le soffiate su presunti rapporti con Jeffrey Epstein, sui inesistenti visite del ministro Carlo Nordio nel Ranch, sulle accuse “relative all’adozione e al trattamento medico del figlio adottivo” e sulle presunte feste con sesso e droga (smentite dalla procura generale e con accuse da parte di una massaggiatrice che la stessa massaggiatrice ora ha ritrattato). “Cipriani ha subito e continuerà a subire danni significativi a lungo termine in termini di rapporti bancari, licenze e opportunità commerciali”, si legge, è stata “danneggiata direttamente la credibilità commerciale del gruppo” per “perdite complessive non inferiori a 250 milioni”.La società è convinta che benché le accuse fossero rivolte a Cipriani e a Minetti, queste abbiano avuto un riflesso anche sulla società. “Sebbene le falsità fossero presentate come riferite personalmente a Giuseppe Cipriani – si legge nel documento – i convenuti sapevano (oppure hanno agito ignorando colpevolmente tale circostanza) che la campagna avrebbe necessariamente e prevedibilmente provocato un grave e immediato danno commerciale a Cipriani Usa e all’intera attività Cipriani, inclusa quella con sede a New York”. E infatti è proprio questo il problema. Cipriani Inc fa sapere che uno dei finanziatori “ha ritardato la chiusura di una rilevante operazione da 50 milioni di dollari e ha richiesto che Cipriani incaricasse una società investigativa indipendente esterna, sostenendo costi straordinari, per indagare e confutare accuse che non avrebbero mai dovuto essere pubblicate”. Da qui la richiesta di “tutela” in tribunale, e non una azione per diffamazione, per “interferenza illecita con rapporti commerciali futuri, falsa rappresentazione dannosa e denigrazione commerciale”.La “campagna di diffamazione”, secondo la società, sarebbe partita ad aprile del 2026 utilizzando “utilizzato insinuazioni, immagini suggestive, omissioni di fatti favorevoli, citazioni selettive e rappresentazioni false per dipingere Giuseppe Cipriani come un ‘Epstein italiano’, Nicole Minetti come una ‘Ghislaine Maxwell italiana’ e suggerire condotte criminali, immorali, corrotte, sfruttatrici e sessualmente predatorie”. Le accuse, essendo Cipriani imprenditore noto e in attività, che hanno ovviamente avuto effetti non solo sul soggetto privato ma anche sulla “reputazione commerciale, i rapporti finanziari e le prospettive economiche del gruppo Cipriani”.Nel mirino c’è ovviamente il Fatto Quotidiano, il primo a puntare tutte le proprie fiches sulla testimonianza raccolta in Urugauy. Ma anche la Rai, che entra in scena nella vicenda Minetti soprattutto per le notizie “non ancora verificate” rilasciate in diretta dal suo conduttore, Sigfrido Ranucci, durante una puntata di È Sempre Cartabianca del 28 aprile 2026. “I convenuti – si legge nel documento – hanno riportato ripetutamente che il ministro della Giustizia italiano Carlo Nordio avrebbe visitato la residenza di Giuseppe Cipriani a Punta del Este, in Uruguay, per discutere o organizzare un favore politico illecito in relazione a una richiesta di grazia presidenziale presentata da Nicole Minetti“. E visto che quella fonte non ha mai trovato riscontro; visto che lo stesso ministro ha negato di essere mai stato nel Ranch; e visto che, anche secondo i legali di Cipriani, Nordio “non ha mai incontrato” l’imprenditore e “non ha mai messo piede nella sua residenza a Punta del Este”, ecco che gli avvocati sono pronti a trascinare Viale Mazzini nella causa. A Ranucci si contesta anche il fatto di aver “ribadito l’affermazione nella puntata di Report del 3 maggio 2026: nella stessa trasmissione ha anche insinuato che Cipriani avesse forti legami con la politica e che tali legami potessero aver facilitato pratiche politiche, contribuendo a una narrativa di corruzione. Un giornalista del Fatto Quotidiano ha inoltre suggerito che il padre di Cipriani fosse amico del ministro Nordio, senza prove a sostegno. Tali dichiarazioni hanno falsamente dipinto Cipriani come soggetto che utilizza connessioni politiche per ottenere favori illeciti”.Stesso discorso per le feste a base di sesso e droga, già ritrattate anche dalla principale accusatrice. Per la Cipriani Inc si tratterebbe di “insinuazioni, imprudenti e prive di fondamento. “Quella di Giuseppe Cipriani in Uruguay conosciuta come Gin Tonic è una residenza, non un ranch”, scrivono gli avvocati nella richiesta di risarcimento. Inoltre “le prove raccolte dalle autorità di polizia italiane hanno contraddetto le accuse, incluse dichiarazioni giurate di personale attuale ed ex del Gin Tonic e informazioni secondo cui almeno una fonte era stata citata erroneamente o sostanzialmente travisata”. La bufala sarebbe anche nella persona della massaggiatrice, dipinta come una dipendente di lungo corso della residenza. Graciela Torres sarebbe stata invece “impiegata presso la residenza di Punta del Este per un totale di circa otto mesi, non venti anni”. Poi alla fine del rapporto di lavoro ha fatto causa per ottenere il pagamento di salari e benefici, senza però citare mai condotte illecite di tipo sessuale da parte di Cipriani. “Il 29 maggio 2026 Torres ha firmato una dichiarazione giurata notarile in cui ha confermato tra l’altro che Nicole Minetti non ha mai reclutato ragazze né favorito la prostituzione presso la residenza del signor Cipriani a Punta del Este, che la controversia economica da 6.000 dollari era una mera controversia lavorativa e che non aveva esperienza con i media, di conseguenza le sue precedenti dichiarazioni sono state materialmente distorte”. Tradotto: nessuna prova dei presunti festini che dimostrerebbero, secondo le accuse del Fatto, il mancato “cambio di vita” della Minetti (trasformazione che, tra le altre cose, sta alla base della grazia concessa dal Quirinale).Infine, il capitolo dell’adozione del figlio su cui il Fatto e altri hanno adombrato strani complotti indimostrati. Per la Cipriani Inc, i media italiani avrebbero sostenuto che i due coniugi “avrebbero ottenuto in modo improprio l’adozione di un bambino in Uruguay, corrompendo funzionari pubblici”. Fatto che, secondo i legali, sarebbe del tutto inesistente. Non solo, come stabilito dalla procura generale di Milano, l’avvocato che ha avuto un incidente domestico (Mercedes Nieto) non era il legale della madre ma il tutore del bambino, e peraltro era favorevole all’adozione. Ma tutto si è svolto secondo un “procedimento completo e regolare, con nomina di tutore legale indipendente e documenti ufficiali che sono stati omessi o ignorati”. Insomma: gli avvocati fanno sapere che “è falso che Cipriani o Minetti abbiano avviato procedimenti per togliere la potestà genitoriale alla madre biologica: tali procedimenti sono stati avviati d’ufficio dal tribunale, il minore è stato inizialmente preso in carico dai servizi sociali nel 2018 a causa di gravi condizioni familiari della madre biologica, inclusi problemi di tossicodipendenza e detenzione”.La Cipriani Inc contesta ai giornali anche “le insinuazioni secondo cui Giuseppe Cipriani e la sua partner Nicole Minetti avrebbero portato illegalmente il bambino negli Stati Uniti e fatto eseguire un intervento chirurgico non necessario a Boston, con il pretesto di creare una base medica a sostegno di una richiesta di grazia presentata da Nicole Minetti”. Falso, secondo i legali. Che infatti raccontano nell’atto di citazione di come al bimbo fosse stata raccomandata una operazione da diverse strutture mediche indipendenti e di come il trasferimento negli Stati Uniti sia stato autorizzato dalle competenti autorità uruguaiane.L'articolo Il Fatto e Ranucci nei guai: ecco la denuncia, cosa ha in mano Cipriani proviene da Nicolaporro.it.