TIVOLI – Primo anniversario della scomparsa di Augusto Pennacchi

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di Francesca Romana SeveriniDomenica 7 giugno, il Santuario della Madonna di Fatima di San Vittorino Romano ha accolto una messa in suffragio di Augusto Pennacchi, il 18enne di Villa Adriana travolto e ucciso da un altro centauro che – sotto l’effetto di cocaina e alcol – ha invaso la sua corsia nel tragico incidente in moto avvenuto il 1° giugno 2025 a Palombara Sabina (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO). Augusto Pennacchi, il 18enne di Villa Adriana deceduto in seguito ad un incidente in moto Nella Cripta dei Pastorelli si è tenuta una celebrazione molto sentita, alla quale hanno preso parte numerose persone tra familiari, amici e conoscenti, riuniti in un clima di raccoglimento e preghiera.A un anno dalla tragica scomparsa del diciottenne, vittima di un incidente stradale, il ricordo della mamma Arianna ha dato avvio a una celebrazione segnata da grande commozione e vicinanza.  «Sono trascorse le stagioni, un tempo di lacrime, un silenzio assordante, l’enormità della tua assenza. Ti cerco in ogni cosa, spero di trovarti dove non sei. Tu che eri sempre in grado di trovare tutto ciò che io non riuscivo a trovare. Ma dove sei adesso? Non ti vedo, non ti sento, non ti sogno. Mi manchi, figlio mio, mi manchi quando ti cerco e trovo solo un ricordo. Mi manchi mentre guardo tanti visi ma non trovo il tuo», ha letto la mamma Arianna.  «Perderti è come aver perso una parte di me. La parte che mi è rimasta sopravvive di ricordi, ma dai ricordi non potrò mai tirarti fuori per viverti ancora. Siamo nella casa del Signore, prego per te e per noi affinché ci sia pace, ma non perdono chi ti ha strappato da noi, da questa vita a cui eri saldamente aggrappato», ha concluso.L’intera liturgia ha assunto i toni di un vero e proprio omaggio al giovane, con una forte presenza simbolica: in ogni banco della cripta erano presenti cuori blu con le sue iniziali e molte persone indossavano magliette con la sua fotografia, segni concreti di affetto e vicinanza.  La cerimonia è poi proseguita con l’omelia di don Alessandro Mantini, assistente pastorale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha ripercorso i dodici mesi segnati da dolore profondo ma anche dalla nascita di una nuova comunità, resa possibile dall’esperienza condivisa della sofferenza e dalla vicinanza reciproca.Il sacerdote ha sottolineato più volte come, dentro il dolore, si siano create occasioni di incontro e sostegno, capaci di trasformare il ricordo in legame vivo: «Stiamo sperimentando una cosa nuova – ha detto con Mantini – il dolore che diventa amore».  Particolarmente intenso è stato il passaggio rivolto ai presenti, invitati a non lasciarsi chiudere dalle difficoltà ma a vivere la vita nella sua pienezza con coraggio e apertura, distinguendo tra ciò che appare “difficile” e ciò che resta “possibile” anche quando il dolore sembra togliere ogni prospettiva.A chiusura dell’omelia, anche il riferimento alla speranza cristiana, affidato alle parole di Sant’Agostino: chi muore non scompare ma è «semplicemente nella stanza accanto ed è sempre lui. Continua ad amarci così come noi lo amiamo».Al termine della messa, la mamma Arianna ha donato ai presenti fiori fatti a mano, realizzati in ricordo di Augusto.La celebrazione è terminata con la lettura della lettera della sorella Ilaria.«Esattamente un anno fa ti ho perso per sempre. Esattamente un anno fa, in uno stanzino dell’ospedale, un medico mi guardò e disse: “La morte non è niente”. Ma come poteva non essere niente, se ad andartene quel giorno eri proprio tu, che per me eri e sempre sarai TUTTO?Esattamente un anno fa mi ritrovavo seduta in prima fila, senza avere nemmeno il coraggio di voltarmi verso destra per guardare la tua bara bianca, che sembrava troppo piccola per contenere tutta la tua vita. Ascoltavo immobile le parole degli altri, tutti i pensieri che loro erano riusciti a scriverti, sentendo dentro di me un vuoto colmo di cose che io, invece, non ero riuscita a dirti.Ma forse il nostro rapporto le aveva già racchiuse tutte, tanto da non lasciar spazio alle parole.Sono passati 365 giorni, quattro stagioni intere. Il mondo ha continuato a girare, eppure per me si è fermato la mattina in cui sei uscito di casa e non sei più tornato. Nonostante questo, il tuo shampoo verde per i ricci è rimasto nella doccia accanto al mio. C’è uno yogurt in frigo che mamma continua a comprare, ma che nessuno ha il coraggio di mangiare perché era il tuo preferito. Qualcuno ogni tanto apre il tuo cassetto e prende i tuoi calzini, mentre Claudio continua a indossare le tue felpe, nonostante gli stiano piccole, lo sappiamo tutti, ma nessuno glielo dice.Ogni tanto mi capita di affacciarmi per cercare la tua moto nel parcheggio, quella stessa moto su cui non sono mai salita e che mi faceva tanta paura ma che per te era libertà e felicità assoluta. “Senti Ila, questa è vita”, mi dicevi ridendo mentre la mettevi in moto e mi facevi ascoltare il rumore del motore.Mi manca tutto di te: i tuoi ricci bellissimi, le sopracciglia folte che mi chiedevi puntualmente di sistemare; mi manca vedere il casco che appoggiavi sempre sopra le mie cose, mi mancano le mattine in cui ti svegliavi arrabbiato perché la notte ti avevo tirato via tutte le coperte, o quando litigavamo per chi dovesse mangiare l’ultimo gelato nel frigo. Alla fine lo lasciavi sempre a me e poi andavi a ricomprartelo da solo.Sei arrivato nella nostra vita come un dono inaspettato e, così inaspettatamente, un giorno, da solo, te ne sei andato. Un attimo… è bastato solo un attimo. Sei stato strappato via da chi ha scelto per te. Da chi ha spento la tua vita, come se il tuo domani non valesse. Tu che hai pagato con la vita l’errore di qualcun altro.Mamma, papà, Claudio, io: da allora nessuno di noi avrebbe più camminato da solo, perché ero certa che saresti stato proprio tu, il più piccolo della famiglia, a prenderti cura di tutti noi. E così è stato. Continua a farlo, ti prego. Custodisci i nostri passi come noi custodiamo ogni tuo singolo ricordo. Sono certa che non ci sia distanza che possa dividerci davvero, perché chi si è amato così intensamente non si perde mai.Sei in ogni lacrima, in ogni pensiero. Sei il sole, la luna e tutte le stelle. Sei il mio coraggio, la mia forza e la mia più grande debolezza. Non c’è respiro in cui tu non ci sia.L’amore che hai lasciato non conosce confini: nei nostri cuori vivi eternamente. Oggi più che mai voglio dirti grazie, Augusto. Grazie per ciò che sei stato, per la luce che continui a essere e per tutto quello che sarai, per sempre, dentro di me.Custodisco gelosamente ogni nostro ricordo, nella speranza di poterne costruire di nuovi un giorno… Spero, con tutto il mio cuore, di essere tua sorella in ogni altra vita che ci aspetta», ha concluso commossa.L’ultimo dei tre eventi per ricordare Augusto si terrà sabato 13 giugno alle ore 16:00 con il torneo “Augusto 3vs3” al Parco Malala, a Villa Adriana, dove avverrà l’inaugurazione del campetto da basket a lui dedicato.L'articolo TIVOLI – Primo anniversario della scomparsa di Augusto Pennacchi proviene da Tiburno Tv.