Eriksen, il malore e il defibrillatore: tutti i rischi per il cuore

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Sembra un film giù visto, quello del calciatore danese Christian Eriksen, che domenica sera si è accasciato durante l’amichevole tra Danimarca e Ucraina. Se il medico della nazionale danese, Morten Boesen, tranquillizza sulle condizioni del giovane (“sta bene. È con la sua famiglia ed è di buon umore. Si prevede possa essere dimesso presto e tornare a casa”), l’episodio ricorda molto da vicino quanto accadde al calciatore durante la fase finale del Campionato Europeo del 2021. Quasi cinque anni fa, i fan seguirono col fiato sospeso il malore durante la partita d’esordio della Danimarca agli Europei contro la Finlandia: all’epoca il calciatore fu salvato dalle manovre di rianimazione in campo. Poi l’addio al campionato italiano. “Oggi Eriksen non ha un pacemaker, ma un defibrillatore cardiaco sottocutaneo: se ha un’aritmia grave, praticamente un arresto cardiaco, allora il device interviene. Il defibrillatore gli dà una scarica, una defibrillazione elettrica in piena regola, facendo ripartire il cuore”, spiega a LaSalute di LaPresse Antonio Rebuzzi, cardiologo dell’Università Cattolica di Roma.Regole diverse e rischi per la salute“In Italia le persone che hanno questo ICD (defibrillatore cardioversore impiantabile) non possono giocare a pallone,  secondo me giustamente. Questo perché perché il calcio è uno sport traumatico e i giocatori possono prendere una gomitata o un colpo sul defibrillatore, che così rischia di perdere i suoi parametri. Invece, come dimostra proprio il caso di Eriksen, fuori dall’Italia questo è consentito”, continua il cardiologo.Ma quale sicurezza garantisce il defibrillatore? Il device è “una protezione, se non viene danneggiato da un trauma: in caso di aritmia pericolosa, il defibrillatore dà una scarica e ripristina mediamente il ritmo normale”, risponde Rebuzzi.Quali sono le conseguenze per il cuore? “Se Eriksen continua ad avere defibrillazioni e malori è meglio che non giochi, perché chiaramente vuol dire che non può sopportare lo sforzo fisico e le condizioni del muscolo cardiaco man mano si possono deteriorare”, conclude Rebuzzi.Questo articolo Eriksen, il malore e il defibrillatore: tutti i rischi per il cuore proviene da LaPresse