Calci, pugni, schiaffi e strette al collo, insieme a insulti e minacce di morte in caso di rottura della relazione: questo è il quadro allarmante di violenze ricostruito dai carabinieri ai danni di una ragazza di 19 anni, perseguitata dal fidanzato di 25 anni, di origini peruviane. Quest’ultimo è stato arrestato con l’accusa di atti persecutori e lesioni personali.Arresto e provvedimenti cautelariL’ordinanza cautelare è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Roma Piazza Bologna e dalla Compagnia di Roma Parioli, che hanno rintracciato il giovane, residente nella Capitale e già con precedenti penali. Il soggetto è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’ausilio di un braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica, sulla base di solidi elementi investigativi raccolti dai militari. Le indagini sono iniziate in seguito a un intervento dello scorso aprile in via Apuania, quando i carabinieri erano stati chiamati per una segnalazione di aggressione in strada ai danni della giovane, che mostrava evidenti segni di percosse.Indagini e ricostruzione degli episodi di violenzaGli approfondimenti successivi, supportati da testimonianze e riscontri investigativi, hanno permesso di ricostruire una serie di episodi di violenza che erano iniziati nei mesi precedenti, dopo la scarcerazione dell’indagato. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe messo in atto, nel tempo, ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica, con aggressioni che comprendevano calci, pugni, schiaffi e strette al collo, sia in ambito domestico sia in strada. Inoltre, durante i momenti in cui la ragazza manifestava l’intenzione di interrompere la relazione, l’uomo avrebbe accompagnato le sue azioni con minacce di morte e gravi insulti.Danneggiamenti e rischi per la vittimaNel corso delle indagini, sono stati documentati anche episodi di danneggiamento nei confronti dell’abitazione dei genitori della giovane, dove la vittima aveva cercato rifugio. In più occasioni, l’uomo si sarebbe presentato sul posto nel tentativo di costringerla a uscire, arrivando a danneggiare il portone d’ingresso e a rimuovere le telecamere di videosorveglianza esterne. La sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione delle condotte hanno quindi portato all’emissione della misura cautelare. Una volta eseguito il provvedimento, l’uomo è stato poi associato al carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.