Nel 2025 gli incassi dei Comuni italiani derivanti dalle multe per eccesso di velocità rilevate tramite autovelox hanno registrato una significativa frenata. Secondo i dati del Ministero dell’Interno elaborati dal Codacons, le entrate complessive delle principali città italiane sono scese dell’8,9% rispetto all’anno precedente, passando da 62,1 milioni a 56,5 milioni di euro.Un dato che segna un’inversione di tendenza e che trova spiegazione in due fattori principali. Da una parte, la stretta introdotta dal Ministero dei Trasporti nel giugno 2025 ha reso più rigorose le condizioni per l’installazione dei dispositivi di rilevazione della velocità. Dall’altra, continua a pesare l’effetto delle pronunce della Cassazione sugli autovelox non omologati, che hanno alimentato ricorsi e contestazioni in tutta Italia.Le nuove regole frenano gli incassi da autoveloxLa riduzione delle entrate coincide con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni che impongono ai Comuni di ottenere il via libera del Prefetto per installare autovelox sulle strade considerate ad alta incidentalità. Le norme prevedono inoltre una distanza minima obbligatoria tra i dispositivi, differenziata in base alla tipologia della strada.Secondo il Codacons, proprio queste novità avrebbero contribuito alla diminuzione degli incassi derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità, insieme all’incertezza normativa che continua a caratterizzare il tema degli apparecchi non omologati.Firenze resta prima, Roma dimezza gli incassiNonostante il calo generale, Firenze si conferma la capitale italiana delle multe da autovelox con 19,7 milioni di euro, un valore nettamente superiore a tutte le altre città.Seguono Bologna con 9,2 milioni e Milano con 6,9 milioni, mentre Roma si ferma a 2,3 milioni, pur restando tra le prime posizioni della classifica nazionale.La capitale registra però un crollo significativo: gli incassi risultano praticamente dimezzati rispetto ai 4,8 milioni del 2024, segno di un ridimensionamento marcato dei controlli o delle contestazioni accolte.I casi di forte crescita e i crolli: Genova, Bari e AnconaIl quadro nazionale mostra forti differenze tra città. Ancona registra un incremento del +100%, passando da 855mila euro a 1,8 milioni, mentre anche Genova (+54%) e Bologna (+21%) mostrano una crescita delle entrate.All’opposto, città come Milano (-34,8%), Torino (-47,7%) e soprattutto Bari (-73%) segnano un netto arretramento. Colpiscono anche i casi estremi di Trieste e Bolzano, dove gli incassi da autovelox si riducono a poche migliaia di euro.Il caso dei piccoli Comuni: Galatina e Colle Santa LuciaFuori dalle grandi città emergono numeri ancora più significativi. Il Comune salentino di Galatina ha incassato nel 2025 ben 5,3 milioni di euro grazie agli autovelox, cifra che sale a circa 9,3 milioni considerando anche le entrate dei comuni limitrofi come Trepuzzi, Cavallino e Lecce, oltre alla Provincia.Ancora più sorprendente è il caso di Colle Santa Lucia, in provincia di Belluno: un piccolo centro di poco più di 300 abitanti che, grazie a un singolo autovelox, ha raccolto oltre 2 milioni di euro tra il 2021 e il 2025, con una media stimata di 5.989 euro per residente.Un quadro ancora in evoluzioneResta infine aperta la questione normativa sugli autovelox non omologati, stimati in circa 7 su 10, le cui sanzioni erano state giudicate nulle dalla Cassazione nell’aprile 2024.Il decreto del Ministero dei Trasporti, che dovrebbe sanare la situazione, prevede un regime di omologazione automatica per gli apparecchi successivi al 2017 e procedure semplificate per quelli più recenti. Tuttavia il provvedimento non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, lasciando il settore in una fase di incertezza.Enrico Foscarini, 5 giugno 2026L'articolo Autovelox, incassi giù ma nuovi record nei piccoli Comuni proviene da Nicolaporro.it.