In queste ore sta circolando su WhatsApp una catena che sta allarmando molti utenti italiani, soprattutto gli amministratori di gruppi. Il messaggio invita a attivare urgentemente una funzione chiamata "Privacy avanzata della chat" per impedire all'intelligenza artificiale di accedere ai messaggi, ai numeri di telefono e alle informazioni personali salvate sul telefono. È il classico formato delle catene virali: tono allarmista, istruzioni precise, e l'invito finale a condividerlo con tutti i gruppi di cui fate parte. Il problema è che le informazioni contenute sono in larga parte false. Questo è il testo che sta circolando:Ciao a tutti, solo per vostra informazione: amministratori di gruppo, prendete nota!Importante per tutte le chat di gruppo!A partire da sabato, l'intelligenza artificiale sarà disponibile su WhatsApp e avrà accesso a tutte le chat.Tutti gli amministratori di chat di gruppo possono/devono attivare l'opzione "Privacy avanzata". In caso contrario, l'intelligenza artificiale potrà aprire i messaggi di gruppo, visualizzare i numeri di telefono e persino recuperare informazioni personali dal vostro telefono, incluse le chat private.Come impedirlo:Aprite la chat di gruppo.Toccate il nome della chat in alto.Scorrete verso il basso e attivate l'opzione "Privacy avanzata della chat".Fatelo il prima possibile e condividete questa informazione con gli altri gruppi di cui fate parte, soprattutto se siete amministratori. La funzione "Privacy avanzata della chat" esiste davvero su WhatsApp, questo è vero. Ed è anche vero che può essere attivata dagli amministratori nei gruppi. Ma tutto il resto è sbagliato.Secondo le FAQ ufficiali di WhatsApp, tutte le chat sono private per impostazione predefinita, indipendentemente da qualsiasi impostazione aggiuntiva. I messaggi sono sempre protetti dalla crittografia end-to-end, che significa che nessuno, nemmeno WhatsApp o Meta, può leggere il contenuto delle vostre conversazioni. Questo vale sia che la Privacy avanzata sia attivata o disattivata.Sulla questione dell'IA, WhatsApp è ancora più esplicita: Meta AI non può accedere alle vostre chat. L'unica cosa che può leggere sono i messaggi che gli utenti decidono esplicitamente di inviarle, cioè quando si interagisce direttamente con il chatbot. Nient'altro. Anche qui, indipendentemente dalla Privacy avanzata. La funzione esiste, ma fa cose molto più circoscritte di quello che la catena vuole farvi credere. Quando è attivata in un gruppo, impedisce ai membri di salvare automaticamente i file multimediali nella galleria del proprio dispositivo, di chiedere a Meta AI di creare riepiloghi o rispondere a domande basate su quella chat, e di esportare la conversazione. Utile in certi contesti, ma nulla a che vedere con la protezione della privacy di base delle vostre chat, che è già garantita di default. Questa non è la prima catena di questo tipo e non sarà l'ultima. Il formato è sempre lo stesso: urgenza, istruzioni dettagliate che sembrano autorevoli, e l'invito a condividere il più velocemente possibile. Proprio quell'invito a condividere in fretta è il segnale più affidabile che qualcosa non torna: serve a impedirvi di verificare prima di agire.Prima di condividere qualsiasi messaggio allarmistico che ricevete su WhatsApp, prendete trenta secondi per cercarne il testo online. Nella maggior parte dei casi troverete già una smentita. E se non la trovate, non condividete.L'articolo La catena WhatsApp che sta allarmando l'Italia: l'IA leggerà davvero i nostri messaggi? sembra essere il primo su Smartworld.