Il sistema bipolare, i talk show e la violenza che ci fanno sottovoce

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Crediamo da tempo che il bipolarismo non sia una forma di democrazia evoluta, ma la sua negazione più raffinata. Se controlli entrambi i poli di un sistema, hai risolto il problema alla radice — anzi, li generi tu stesso. Li costruisci a misura. Ci danno la possibilità di schierarci da una parte o dall’altra, e ci sembra di partecipare. Ma sia schierati da una parte che dall’altra, il risultato è sempre lo stesso.In televisione, quando vedete una persona parlare, le mettono accanto il suo avversario che scuote la testa e la deride. Credono di fare informazione. In realtà esercitano una violenza nei vostri confronti: non vi danno la possibilità di seguire serenamente le idee di qualcuno, e poi altrettanto serenamente quelle dell’altro. La Scuola di Francoforte lo aveva già teorizzato: i media di massa formattano, non informano. Lo scontro alimenta le fazioni, tiene alta l’attenzione, fa comodo a chi possiede quei microfoni.Noi crediamo che schierarsi da una parte o dall’altra — o girare la testa e far finta di niente — produca lo stesso risultato: restare schiavi. Pagare le bollette a fine mese, e trovarsi dentro persino il canone di un servizio che pubblico non è più, perché è sempre al servizio di qualcuno. Un paese civile, tutto questo, non avrebbe mai dovuto accettarlo.The post Il sistema bipolare, i talk show e la violenza che ci fanno sottovoce appeared first on Radio Radio.