Italia, l’attacco di Damascelli: “Baldini trattato come uno scappato di casa: hanno paura di lui?”

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ITALIA-BALDINI – Le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia dovevano rappresentare soltanto una parentesi dopo il terremoto che ha travolto il calcio italiano. La mancata qualificazione ai Mondiali 2026 ha infatti segnato uno dei punti più bassi della storia azzurra, portando alle dimissioni di Gennaro Gattuso e all’affidamento della panchina a Silvio Baldini.Eppure, in pochi giorni, il tecnico toscano è riuscito a trasformare due semplici test estivi in qualcosa di più. Le sfide contro Lussemburgo e Grecia sono diventate il laboratorio di una possibile nuova Nazionale, fondata sul coraggio e sulla valorizzazione dei giovani.La scelta di Baldini è stata chiara fin dal primo momento. Niente ritorno ai senatori, niente convocazioni dettate dall’esperienza. Il commissario tecnico ad interim ha deciso di puntare sul blocco dell’Under 21, spiegando come fosse inutile affidarsi a giocatori reduci dalla delusione mondiale e già proiettati alle vacanze. Una decisione forte, perfino contestata all’estero, ma che ha trasmesso un messaggio preciso: per ripartire bisogna guardare avanti.Le prestazioni offerte contro Lussemburgo e Grecia hanno mostrato una squadra fresca, intensa e soprattutto affamata. Al di là dei risultati, ciò che ha colpito è stata la voglia dei giovani azzurri di conquistarsi uno spazio importante nel futuro della Nazionale. Un atteggiamento che negli ultimi anni era spesso mancato e che rappresenta forse l’aspetto più incoraggiante dell’intera gestione Baldini.Lo stesso Baldini ha più volte sottolineato di non sentirsi il candidato ideale per la panchina azzurra, arrivando ad affermare di non possedere il curriculum necessario per guidare stabilmente la Nazionale maggiore. Parole che testimoniano umiltà ma che, allo stesso tempo, non cancellano quanto di interessante si è visto in queste settimane.Per questo motivo la FIGC dovrebbe riflettere attentamente prima di archiviare questa esperienza. Negli ultimi anni l’Italia si è affidata a tecnici affermati come Roberto Mancini e Antonio Conte, allenatori dal profilo internazionale e dal curriculum prestigioso. Baldini rappresenterebbe invece una scelta completamente diversa: meno legata al nome e più a un progetto tecnico di lungo periodo.Naturalmente due amichevoli non bastano per costruire una candidatura definitiva. Il livello degli avversari e il carattere non ufficiale degli incontri impongono prudenza nei giudizi. Tuttavia sarebbe un errore valutare Baldini esclusivamente sulla base dei risultati. Il vero elemento di novità è la visione proposta: una Nazionale che torna a investire sui giovani, che premia il merito e che prova a creare un’identità riconoscibile.Dopo il fallimento mondiale, il calcio italiano ha bisogno soprattutto di idee. E in questo momento Baldini sembra averne più di molti altri. Per questo le partite contro Lussemburgo e Grecia potrebbero non rappresentare soltanto la conclusione di un incarico temporaneo. Potrebbero essere, invece, l’inizio di un nuovo ciclo.La decisione finale spetterà alla Federazione. Ma se l’obiettivo è davvero quello di ricostruire dalle fondamenta, allora la permanenza di Silvio Baldini sulla panchina azzurra non dovrebbe essere considerata un’ipotesi romantica o d’emergenza. Dovrebbe essere una possibilità concreta.“Baldini è l’uomo giusto da cui ripartire”A sostenere la candidatura di Baldini è stato anche Tony Damascelli, intervenuto durante la trasmissione Radio Radio Mattino – Sport & News. Damascelli ha criticato il modo in cui il tecnico toscano viene percepito nell’ambiente calcistico, affermando che “Baldini viene trattato come uno scappato di casa“, nonostante sia un professionista con una lunga esperienza alle spalle. Secondo il giornalista, è sorprendente che molte società di Serie A alla ricerca di un allenatore non abbiano mai preso seriamente in considerazione il suo profilo, preferendo affidarsi ai soliti nomi che da anni gravitano attorno alle panchine più importanti. Una riflessione che si collega direttamente al dibattito sulla Nazionale. L’eventuale conferma di Baldini rappresenterebbe infatti una scelta controcorrente rispetto alle logiche che hanno caratterizzato il calcio italiano negli ultimi anni. Per Damascelli, il tecnico toscano paga proprio la sua estraneità a determinati equilibri consolidati del sistema, ma potrebbe essere l’uomo giusto per guidare una ricostruzione fondata sul merito e sulla valorizzazione dei giovani.Ascolta l’intervento completo sul canale YouTube di Radio Radio Lo SportThe post Italia, l’attacco di Damascelli: “Baldini trattato come uno scappato di casa: hanno paura di lui?” appeared first on Radio Radio.