Sulla riforma della medicina generale “nessuna nuova, buone nuove. Non abbiamo avuto più notizie dopo l’incontro del 13 maggio con ministero della Salute, Regioni, rappresentanti della Maggioranza, presidenti delle due commissioni Affari sociali di Senato e Camera e Dipartimento Affari legislativi della Presidenza del Consiglio per verificare la legittimità dei processi di riforma previsti. So che la settimana successiva c’è stato un incontro con i pediatri e ora siamo in attesa delle decisioni. Nel frattempo mi pare che l’urgenza sia passata: il decreto si sarebbe dovuto fare entro fine maggio e siamo al 4 giugno. Il problema non si pone”. Appare cautamente ottimista il segretario della Fimmg Silvestro Scotti, da sempre fieramente contrario alla riforma che punterebbe a rendere operative le Case di comunità (finanziate con i fondi del Pnrr) entro il 30 giugno. E questo anche attraverso nuove forme organizzative per i medici di famiglia.Il silenzio sulla riformaCome scrive ‘La Repubblica’, le parti non si sono più incontrate, ma la novità è che adesso – a livello politico e nonostante il placet di diverse Regioni – si punterebbe a soprassedere. “Le Case di Comunità nel frattempo stanno aprendo – ragiona Scotti parlando con LaSalute di LaPresse – Per me che tutto sia fermo è la notizia migliore, anche se credo che la categoria debba impegnarsi per risolvere il problema” di come rendere operative tutte le strutture territoriali realizzate con i fondi del Pnrr.La bocciatura di Tajani Ma cosa sta succedendo davvero a livello politico? Ai primi di maggio a ‘bocciare’ la riforma era stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ogni paziente desidera avere un medico di famiglia di fiducia, che conosce e che è sempre disponibile. Per questo il medico di famiglia è insostituibile presidio sanitario e sociale del Servizio sanitario nazionale senza il quale l’intero sistema cadrebbe in gravi difficoltà – aveva affermato – Soluzioni pasticciate e burocratiche rischiano di mettere in difficoltà il Servizio sanitario nazionale, aumentando i costi pubblici e rendendo inefficiente il servizio di prima assistenza, presidio sanitario essenziale dei cittadini”. L’appuntamento del 13 giugnoE adesso? “Come anticipato, il 13 giugno faremo un’Assemblea con tutti i consigli direttivi d’Italia dove stimolerò i colleghi a collaborare per far partire le Case di Comunità”, conclude il segretario Fimmg. Intanto i medici di famiglia restano in stato di agitazione, continuano a fare muro rispetto alla riforma e ad aspettare lungo la riva del fiume.Questo articolo Riforma e Case di Comunità, Scotti (Fimmg): “Nessuna nuova buone nuove” proviene da LaPresse