Roberto Formigoni non esclude un ritorno: «Accetterei la presidenza della Lombardia»

Wait 5 sec.

Roberto Formigoni oggi ha 79 anni. La sua carriera politica – interrotta da una vicenda giudiziaria che lo ha costretto a ritirarsi – è durata più di quarant’anni. E gli piacerebbe tornare alla politica vera: «L’idea non l’ho abbandonata». Tanto che se gli proponessero di tornare alla Presidenza della Lombardia «credo che accetterei». L’ex governatore parla in un’intervista a Il Giornale: «Oggi l’interesse per la politica è intatto. La politica è una droga. Ti dà dipendenza. Leggo di politica e di economia poi sono interpellato da gente che vuole il mio parere su tanti temi». Dice che lo interpellano «molti giovani» che gli chiedono di insegnare loro cosa sia la politica.Formigoni e la sanitàUno dei temi su cui gli chiedono consigli è la sanità: «La Lombardia è diventata una regione modello nel mondo. Il Wall Street Journal durante la campagna elettorale di Obama diede un consiglio al futuro presidente: se vuoi saperne di sanità vai a fare un giro in Lombardia…». Come candidato sindaco di Milano benedice Maurizio Lupi: «Se non emergono altri candidati mi sembra il candidato migliore. Con tutto il rispetto per i candidati civici». Mentre sulla condanna: «Io sono innocente. Sono stato condannato perché alcune delibere avrebbero favorito alcune aziende. Ma le delibere non sono mie, sono approvate da tutta la giunta. Sono preparate dagli uffici, dal direttore generale, dall’assessore, poi varate dalla giunta all’unanimità. Una delle leggi contestate era stata approvata dal Consiglio regionale col voto a favore perfino del Pd…».Il carcereÈ rimasto in cella per cinque mesi, poi i domiciliari per 4 anni: «In carcere ho ricevuto moltissime visite di politici, anche di sinistra, e soprattutto ho ricevuto in cinque mesi 4000 lettere di cittadini. Ho sentito affetto e solidarietà. Ho conosciuto il mondo del carcere. Ho apprezzato il rispetto degli altri carcerati e dei secondini. Mi chiamavano presidente. Il primo giorno che sono entrato ho incontrato i miei tre compagni di cella. Uno aveva l’ergastolo. Appena mi ha visto mi ha detto: “Presidente, in questa cella noi ci dividiamo tutti gli incarichi domestici: tenere in ordine, pulire, spazzare, cucinare. Beh, lei è esentato, il nostro è un gesto di gratitudine per quel che ha fatto per la nostra regione”».Lavora per pagare i debitiDice che lavora «perché devo pagare i debiti. La condanna mi ha portato a un fortissimo danno economico». Ricorda Berlusconi: «Era un genio e una persona amabilissima. Ci siamo sentiti negli anni Settanta. Io ero capo del movimento popolare e lui era l’imprenditore di “Milano 2” . Mi ha telefonato e mi ha detto: “Io sono l’imprenditore sulla cresta dell’onda, tu sei un giovane personaggio politico emergente. Incontriamoci”. Ci siamo visti e mi ha fatto una grande impressione. Il mio è stato il rapporto con un genio, in tutti i campi: economia, edilizia, commercio, televisione, sport, politica…».MeloniMentre su Giorgia Meloni dice che ha grande stima ma il governo avrebbe potuto fare di più: «Ha ottenuto risultati positivi. Giorgia Meloni si è fatta da sé. Prima donna segretaria di un partito, prima donna capo di governo, donna di destra che ha saputo dialogare in campo internazionale con tutti. Ha fatto una politica vicina al centro, ha mostrato grandissime doti politiche». E conclude con le due grandi emergenze d’Italia: «L’emergenza educativa e l’emergenza demografica. Oggi i giovani sono abbandonati a se stessi. Bisogna costruire un sistema educativo pluralista, bisogna investire, rilanciare e dare spazio alla scuola paritaria. E poi c’è l’emergenza demografica: nel 1943 in piena guerra e con le città bombardate le donne italiane misero al mondo un milione di bambini. Nel 2025 ne hanno messi al mondo 360 mila».L'articolo Roberto Formigoni non esclude un ritorno: «Accetterei la presidenza della Lombardia» proviene da Open.