A un giornalista può capitare di essere smentito dai fatti, in carriera è successo anche a me. Ma Marco Travaglio ha battuto ogni record: a sbugiardarlo è infatti una massaggiatrice uruguaiana che lui aveva raccattato e offerto in pasto all’opinione pubblica, convinto di aver trovato la pistola fumante che dimostrava come Nicole Minetti non meritasse la grazia concessale dal Presidente Mattarella: “Quello che ho raccontato al Fatto Quotidiano – ha messo la signorina per iscritto davanti a un notaio – sono tutte e solo balle”.Davanti a una figura di palta del genere uno dovrebbe arrendersi: “Scusate tutti, sono stato un cretino”. Niente, lui rilancia: dalla massaggiatrice si passa a due anonimi autisti uruguaiani sulla cui credibilità viene da ridere.Una volta si chiamava “la legge del sospetto” ed è stato lo strumento con cui Robespierre varò la stagione della ghigliottina ai tempi della Rivoluzione francese, legge che permetteva di tagliare le teste sulla base di paranoie, ossessioni e teoremi immaginari. Marco Travaglio se ne è fatto moderno interprete, distribuendo sentenze basate sul nulla, e il bello è che non si dà pace che le sue paranoie non si trasformino in fatti giudiziari.Che si parli della Minetti indegna o di Berlusconi mafioso nonostante sei, dicasi sei, assoluzioni, lo spartito non cambia: “I fatti mi smentiscono ma ho ragione io”. E allora la “il sospetto” viene a noi. Perché lo fa? Occhio direttore, che alla fine sul patibolo ci finì Robespierre.Alessandro Sallusti, 8 giugno 2026L'articolo Se Travaglio si fa fregare da una massaggiatrice proviene da Nicolaporro.it.