Hezbollah ha una nuova tattica per combattere l’esercito di Israele: «Li lasciamo entrare e li colpiamo allo scoperto. Siamo pronti a una guerra lunga, Israele no», dice oggi a Repubblica Ali Daher, membro del consiglio politico di Hezbollah di cui è responsabile dei rapporti con i partiti. «Ovviamente doveva esserci una risposta all’attacco israeliano a Beirut, e la reazione doveva essere ben ponderata in modo da non peggiorare la situazione per i civili. L’Iran ha sempre detto che sostiene il Libano e appoggia Hezbollah e ha agito di conseguenza. Ma la guerra è guerra, non ci aspettiamo certo che per ogni attacco di Israele l’Iran torni di nuovo a colpire».Netanyahu e TrumpSecondo Ali Daher Netanyahu e Trump «sono bravissimi propagandisti. La realtà è che siamo entrati in guerra a marzo perché erano passati 15 mesi dall’accordo del 2024 e Israele non lo aveva mai rispettato: ogni giorno c’erano attentati, violazioni, bombardamenti. Non potevamo restare ancora a guardare senza rispondere. La resistenza militare era ben preparata e pronta per combattere una guerra lunga».Poi spiega il cambio di rotta: «Al Sud la resistenza ha cambiato tattica rispetto al 2024. Allora ci muovevamo per evitare la loro avanzata, e ci è costato molti morti: è l’esercito con la tecnologia più avanzata e una potente aviazione, fermarlo ti costringe a pagare un prezzo molto alto. La tattica stavolta è un’altra. Vogliono occupare? Paghino loro il prezzo più alto. Ci difendiamo con meno forze dirette per minimizzare il costo in termini di vite. I soldati israeliani avanzando si scoprono, e noi li attacchiamo. Entrano, ma non permettiamo loro di stabilizzarsi. Così al sud le nostre perdite sono diminuite, e le loro cresciute in modo esponenziale».Perché in guerraPoi Daher spiega perché Hezbollah è entrata in guerra: «Perché dopo l’accordo del 2024 il nostro governo non è stato all’altezza. Aveva il dovere di difendere il territorio e il suo popolo, era responsabile della liberazione dei prigionieri e della restituzione dei territori alla gente, ma è stato così debole che Israele ha occupato più spazio durante l’accordo che nella guerra precedente. Io vengo da un villaggio vicino alla Linea Blu: il 27 novembre 2024, quando è stato firmato l’accordo, nel mio paese era stato distrutto il 30 per cento delle case. Nei 15 mesi successivi la percentuale è salita al 70. Il governo voleva liberare i nostri territori con la diplomazia, invece ha lasciato che gli israeliani occupassero e distruggessero tutto».Israele e PalestinaInfine, secondo Daher «esiste il popolo palestinese. Il vero progetto di Israele lo hanno dichiarato Netanyahu e altri, lavorano per creare la Grande Israele. Lo dicono loro, non noi, e uno Stato con questa ideologia è pericoloso per tutti i popoli del Medio Oriente». Siete antisemiti? «Non abbiamo problemi con gli ebrei. Ma la Palestina è del popolo palestinese, qualunque siano le sue religioni. Se ne permettono il ritorno, come Stato sceglieranno la forma che preferiscono».L'articolo La nuova tattica di Hezbollah contro l’Idf: «Li lasciamo entrare e li colpiamo allo scoperto» proviene da Open.