Il Francia ha già stato Putin

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Qui al bar non facciamo in tempo a riprenderci dalle risate per il tifo politico di Nicola Fratoianni, che ai Mondiali tiene per il Brasile per Lula anziché per l’italiano Carlo Ancelotti, che ci tocca già ritornare seri. E allarmati: secondo il premier francese, Sebastien Lecornu, sulle presidenziali del 2027 aleggia la minaccia di “pesanti prospettive di ingerenze straniere”. Roba da far tremare i polsi: chissà se i cittadini sapranno scegliere degnamente chi li dovrà governare. Oltralpe si sono portati avanti: con Emmanuel Macron che da anni galleggia a percentuali di consenso tragiche e il Rassemblement national che, stavolta, rischia di superare seriamente il cordone sanitario e far conquistare a Jordan Bardella l’Eliseo, a un anno dall’apertura delle urne dicono già che il risultato rischia di essere falsato. Sottinteso: per colpa di Putin. Ancora non si vota, ma già ha stato lui. E cosa faranno, allora, i francesi? Seguiranno l’esempio romeno? Si annulleranno le elezioni e si rivoterà fino a che non uscirà il risultato giusto? Oppure si agirà preventivamente? Niente presidenziali, dato che rischiano di essere inquinate dalle ingerenze straniere; così poi non bisogna nemmeno invalidarle e ripeterle. È la democrazia in salsa europea, che però rischia di ritorcersi contro i suoi promotori: come in Germania, dove hanno fatto di tutto persino per mettere fuori legge Afd, e alla fine i sondaggi ne incoronano la leader, Alice Weidel, come la politica più apprezzata del Paese. Un capolavoro. A furia di pensarci minacciati da Putin, gli somigliamo sempre di più.Il Barista, 12 giugno 2026L'articolo Il Francia ha già stato Putin proviene da Nicolaporro.it.