Lo sfogo di Beatrice Arnera sul «pancino sospetto». L’attacco dopo la foto con Raoul Bova: «Stavolta non starò in silenzio»

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Quando una persona l’ha fermata per strada per farle gli auguri, Beatrice Arnera ha capito che il gossip fino a quel momento trascurabile su di lei era passato dalla «ennesima copertina di un giornale alla vita vera». L’attrice con una serie di storie ha voluto mettere in chiaro che non è incinta del suo nuovo compagno Raoul Bova. Nonostante la copertina di Diva e Donna, che la ritraeva al mare con l’attore. Il tutto accompagnato da un titolo allusivo su una presunta gravidanza in arrivo.L’attacco alla copertina di Dive e Donna: «Stavolta non starò in silenzio»«Pensavo che la frase “pancino sospetto” fosse ormai solo un meme dedicato ad una vecchia stampa obsoleta – scrive Arnera su Instagram – e invece eccomi qui a commentare la copertina di un settimanale. Potrei limitarmi a dire che non sono incinta. E in effetti non lo sono. Ma, a differenza degli ultimi mesi, questa volta non resterò in silenzio». E poi continua: «Quella che avete visto non è semplicemente la copertina di un giornale che fa un’illazione. Quella che avete visto è la rappresentazione della legittimazione di uno sguardo che fa sentire chiunque autorizzato ad osservare, interpretare e commentare il corpo delle donne come se fosse uno spazio pubblico, come se fosse elemento di dibattito. E no, non parlo solo del mio corpo ma di quello della vicina di ombrellone, dell’amica della vicina di casa, della ragazza che incroci nello spogliatoio della palestra».Quella pancia «è di una persona normale che vive, mangia e si gode il mare»L’attrice insiste puntando il dito contor l’uso di vezzeggiativi come «pancino», che è «una delle più grandi ferite inflitte alle donne nel 2026». E poi aggiunge: «Quello che spesso dimentichiamo è che dietro ad ogni corpo esiste una storia che nessuno conosce. La pancia che avete visto è quella di una persona normale, una persona che vive, mangia, respira, ride e si gode il mare». Arnera mette in guardia chi ancora usa con leggerezza certi termini su certi temi, perché rischia di ignorare situazioni ben più dolorose: «Possono esserci percorsi molto più delicati, fatti di attese, tentativi, cure, paure, speranze e ferite che appartengono alla sfera più intima. Lo dico perché conosco bene quanto il tema della maternità possa essere complesso e quanto dolore possa nascondersi dietro domande e supposizioni che vengono pronunciate con leggerezza».E infine conclude: «I corpi non andrebbero osservati e analizzati, ma solo incontrati e ascoltati. Non parlo ai giornali, parlo a chi è dall’altra parte. Non lasciatevi fuorviare lo sguardo, continuate a vivere, sorridere, respirare, mangiare. Lasciate che il vostro corpo abiti il mondo e, che quel mondo, se lo goda».L'articolo Lo sfogo di Beatrice Arnera sul «pancino sospetto». L’attacco dopo la foto con Raoul Bova: «Stavolta non starò in silenzio» proviene da Open.