Mondiali 2026, i 5 rischi infettivi e le contromisure dell’AI

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Milioni di tifosi si sposteranno per assistere ai Mondiali 2026. E le mega strutture da 94.000 posti come il Dallas Stadium creano condizioni ideali per la trasmissione di patogeni come influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale. “Proprio le malattie respiratorie comuni trasmesse per via aerea rappresentano la minaccia più concreta e immediata per la salute collettiva legaa al torneo”. A spiegarlo a LaSalute di LaPresse sono i ‘moschettieri dell’epidemiologia’ Massimo Ciccozzi e Francesco Branda, due degli scienziati ideatori del gruppo di ricerca Gabie.Gli esperti individuano 5 possibili rischi infettivi, ma anche potenziali contromisure con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (AI). Perché s le malattie respiratorie stagionali sono il primo rischio per gli spettatori dei Mondiali 2026, “l’AI offre modelli predittivi che non richiedono test di massa. Sistemi di sorveglianza che incrociano in tempo reale i sintomi compatibili rilevati da pronto soccorso, farmacie e sensori ambientali, attivando allerte localizzate prima ancora che si formi un focolaio. L’Edge AI, che elabora i flussi di persone direttamente sugli stadi senza inviare dati al cloud, riduce la congestione agli ingressi e abbassa il rischio di assembramenti prolungati”, spiegano gli epidemiologi.Il morbillo in Usa e i rischi per i tifosiNel mirino degli esperti di Gabie al secondo punto c’è il morbillo. “Nel 2026 gli Stati Uniti hanno avuto il numero più alto di casi di morbillo degli ultimi 25 anni (quasi 2.000 da inizio anno), e il virus è riemerso in alcune aree del Messico e del Canada”. Gli epidemiologi sottolineano che, a causa del calo dei tassi di vaccinazione, tra 25 anni il morbillo potrebbe diventare endemico, con conseguenze molto serie per la salute pubblica.Il team di Gabie ha sviluppato ‘Measles Tracker’: un hub progettato anche per gli Stati Uniti. Come emerge dalla pubblicazione scientifica su ‘Jamia Open’, lo strumento è nato per superare i limiti dei sistemi di sorveglianza attuali. Il ‘Measles Tracker’ è ideato per centralizzare e armonizzare i dati di sorveglianza del morbillo provenienti da fonti pubbliche statunitensi, inclusi i rapporti ufficiali delle agenzie e i resoconti di focolai catturati dai media.Questa soluzione non si limita a raccogliere dati. Come spiega l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, il Tracker “li elabora per fornire una visione della situazione reale e, utilizzando l’intelligenza artificiale, cerca modelli per predire potenziali epidemie”. Un esempio concreto e avanzato di sorveglianza digitale, potenzialmente adattabile per i Mondiali 2026.Arbovirosi e zanzareAl terzo punto le arbovirosi: la Dengue ha registrato un’impennata senza precedenti nell’emisfero occidentale, con quasi un milione di casi sospetti segnalati. Il Messico ha riportato oltre 2.100 casi nel 2026, con quattro decessi. La presenza di zanzare vettrici in molte aree degli Stati Uniti meridionali e del Messico rende la sorveglianza delle arbovirosi una priorità.L’esperienza maturata in Italia con ArboItaly dal team Gabie è un modello di riferimento. Si tratta di una piattaforma nazionale centralizzata e completa dedicata alla sorveglianza delle arbovirosi, che non solo consolida i dati epidemiologici provenienti da diverse fonti ufficiali, ma li standardizza e li integra con informazioni su vettori, condizioni climatiche e ospiti diversi (uomo, zanzare, equidi). Un’architettura metodologica che può essere adattata al contesto dei Mondiali 2026 per la Dengue e la Chikungunya. Anche perché Messico e Stati Uniti meridionali presentano condizioni climatiche favorevoli alla proliferazione di Aedes aegypti e Aedes albopictus. Ebola e i viaggiatoriSe il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa Hans Kluge rassicura tifosi e viaggiatori, l’epidemia di Ebola “non è sotto controllo, perché ci sono continue guerre, perché la popolazione è affamata, perché gli aiuti umanitari sono non sufficienti”, sottolinea Massimo Ciccozzi. “Proprio in questo contesto di fragilità geopolitica, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata come infrastruttura cognitiva in tempo reale, capace di integrare dati provenienti da sequenze genomiche, referti sanitari, sistemi di allerta transfrontalieri, indicatori di mobilità e social media”, spiegano Francesco Branda e Massimo Ciccozzi, autori di un’analisi inviata a ‘The Lancet Global Health’. Hantavirus e la sorveglianza One HealthIl recente focolaio di Hantavirus Andes su una nave da crociera ha acceso i riflettori sui rischi di patogeni esotici in ambienti ad alta densità umana. Il virus Andes “possiede una rara capacità di trasmissione interumana. Ma se ci si fosse trovati di fronte a una trasmissione esclusivamente ambientale, i sistemi tradizionali di sorveglianza avrebbero avuto molte più difficoltà a riconoscere rapidamente il rischio”, dicono gli esperti di Gabie.“Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma: un luogo come una nave da crociera, uno stadio o un aeroporto, deve essere letto come un ecosistema complesso, nel quale dati epidemiologici, ambientali, logistici, genetici e infrastrutturali siano integrati in un unico modello di sorveglianza”, dice Branda. L’approccio AI based è stato descritto dal team di Gabie su ‘Environmental Pollution’. L’idea è quella di estendere il concetto di sorveglianza delle acque reflue a una vera e propria epidemiologia infrastrutturale, con dati su campionamento passivo, genomica e flussi di persone per rilevare la circolazione subclinica di patogeni e attivare risposte tempestive. Applicato ai grandi impianti sportivi e ai sistemi di trasporto pubblico nelle città dei Mondiali 2026, rappresenterebbe una strategia One Health in tempo reale.Acque reflue nel mirinoUno degli strumenti più potenti a disposizione degli epidemiologi è proprio la sorveglianza delle acque reflue. A Los Angeles il monitoraggio locale è stato collegato direttamente agli scarichi di uno stadio da 70.000 posti, raccogliendo campioni prima, durante e dopo le partite per un’analisi di laboratorio con sequenziamento genomico mirato a identificare molteplici classi di agenti patogeni.Per i nostri specialisti la vera eredità dei Mondiali 2026 non sarà solo sportiva. I sistemi di AI, i modelli predittivi e le piattaforme di comunicazione sviluppati per il torneo resteranno disponibili per i sistemi sanitari di Canada, Stati Uniti e Messico molto dopo l’ultimo goal. Stando a Massimo Ciccozzi, però, la via da percorre evita l’eccessiva automazione. In un recente paper su ‘Artificial Intelligence in Life Sciences’, Ciccozzi e Branda hanno introdotto il concetto di “sovranità cognitiva”. La capacità di individui e istituzioni di mantenere il controllo sui processi di valutazione, verifica e decisione in ambienti saturi di AI è, insomma, fondamentale. La tecnologia “può aiutarci ad affrontare situazioni di emergenza sanitaria globale, come le pandemie o i focolai infettivi. Ma l’intelligenza è umana”, chiosa Ciccozzi.Questo articolo Mondiali 2026, i 5 rischi infettivi e le contromisure dell’AI proviene da LaPresse