L’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps non ha colto di sorpresa il governo. Secondo quanto emerge, Palazzo Chigi e il Ministero dell’Economia erano stati informati preventivamente delle intenzioni dell’amministratore delegato Carlo Messina, segnale di un dialogo istituzionale che precede una delle operazioni più rilevanti dell’attuale stagione di consolidamento bancario.Ufficialmente l’esecutivo continua a mantenere una posizione di distanza dal risiko bancario. Tuttavia, negli ambienti governativi prevale una valutazione improntata alla non ostilità nei confronti dell’operazione. Un atteggiamento che nasce soprattutto dalla convinzione che l’asse tra Intesa e Unipol possa offrire maggiori garanzie sul fronte della tutela del risparmio italiano e degli asset considerati strategici.Generali e il nodo dell’italianità del risparmioIl punto centrale della partita non riguarda soltanto Mps. Sullo sfondo c’è infatti Generali, uno dei principali custodi del risparmio nazionale e tra i maggiori investitori in titoli di Stato italiani. Per questo motivo, all’interno delle istituzioni viene osservata con particolare attenzione qualsiasi operazione che possa incidere sugli equilibri della compagnia assicurativa.In questa prospettiva, l’operazione sostenuta da Intesa viene letta come una soluzione in grado di preservare il controllo italiano su un patrimonio finanziario ritenuto strategico, evitando scenari che potrebbero aumentare l’influenza di soggetti esteri su asset particolarmente sensibili. È una valutazione che spiega perché l’iniziativa di Carlo Messina sia stata accolta con interesse in diversi ambienti governativi.La posizione della Lega e gli equilibri nella maggioranzaLa lettura prevalente a Palazzo Chigi non coincide però completamente con quella maturata in alcuni settori della Lega. Matteo Salvini aveva più volte guardato con favore all’ipotesi di un rafforzamento del cosiddetto terzo polo bancario attraverso l’integrazione tra Banco Bpm e Mps, considerata una delle possibili soluzioni per il riassetto del settore.Leggi anche:Risiko bancario: Intesa Sanpaolo punta su Mps con UnipolBanco Bpm propone la fusione a MpsL’offerta di Intesa cambia però il quadro e riduce sensibilmente gli spazi per quello scenario. Non sfugge inoltre il significato politico delle parole pronunciate negli ultimi mesi da Carlo Messina sul rapporto tra banche e politica economica. Il messaggio, letto da molti osservatori come un invito alla stabilità normativa e fiscale, va nella direzione opposta rispetto alle periodiche richieste di interventi sugli extraprofitti bancari. “La presidente del Consiglio, non è un mistero, mi chiamò e concordammo ad una operazione chiamiamola amichevole. Quello era l’accordo per un tot di anni e non certo bisogna ridiscuterne ogni anno”, ha dichiarato in conferenza stampa il Ceo di Intesa. “Una cosa dobbiamo dircela. Il debito pubblico italiano – ha aggiunto – è finanziato principalmente dalle banche e dalle assicurazioni. Se si vuol fare la contabilità credo che non sia l’approccio migliore e non credo che sia corretto torna su questi temi ogni anno”. Insomma, un avvertimento amichevole alle tentazioni punitive del Carroccio nei confronti delle istituzioni finanziarie in tempi in cui le norme europee non consentono di intervenire sul taglio delle accise. Gli istituti di credito non sono disponibili a fare da Bancomat perché svolgono già un ruolo fondamentale di stabilizzatori del debito pubblico.La nota del Mef: valorizzata la banca risanataEmerge, inoltre, un elemento politico non secondario. Il Ministero dell’Economia, che mantiene una quota del 4,8% di Mps, ha accolto con favore l’Opas e appare in sintonia con l’impostazione complessiva del governo. Una posizione che finisce per pesare più degli orientamenti espressi dal partito di Matteo Salvini, contribuendo a delineare un quadro nel quale il dossier viene gestito soprattutto secondo logiche istituzionali.Non a caso il Tesoro ha diffuso una nota dai toni misurati ma significativi: “Il Mef prende atto delle iniziative su Mps di cui è stato informato, che riconoscono la valorizzazione della banca risollevata da una posizione prefallimentare”. Una formulazione che, pur senza entrare nel merito dell’operazione, sottolinea il percorso di rilancio compiuto da Monte dei Paschi e lascia trasparire soddisfazione per il fatto che il mercato riconosca oggi un valore molto diverso rispetto a quello dell’istituto negli anni più difficili.La replica di Cimbri smonta l’ipotesi Banco Bpm-MpsA rendere ancora più evidente la distanza tra i diversi scenari in campo sono arrivate le parole del presidente di Unipol, Carlo Cimbri. Rispondendo a una domanda sull’operazione Banco Bpm-Mps, Cimbri ha utilizzato una metafora destinata a far discutere. “Gli amori si costruiscono e non si improvvisano. Le possibilità di successo di un innamorato che pensa di concupire l’amata semplicemente recapitando una lettera sono scarse”, ha osservato il manager, aggiungendo che si tratta di “tentativi di un innamorato disperato che hanno poca possibilità di successo”.Al di là dell’immagine evocativa, il messaggio è chiaro: secondo Cimbri, l’ipotesi Banco Bpm-Mps non disponeva delle basi industriali e relazionali necessarie per arrivare a destinazione. Una valutazione che finisce per rafforzare indirettamente la credibilità del progetto sostenuto dall’asse Intesa-Unipol e che contribuisce a spiegare perché, nelle ultime ore, gli equilibri del risiko bancario abbiano iniziato a muoversi in una direzione diversa da quella immaginata da alcuni protagonisti della partita.Enrico Foscarini, 8 giugno 2026L'articolo Mps, l’asse Intesa-Unipol rassicura il governo proviene da Nicolaporro.it.