Se il mare si ammala, ci ammaliamo anche noi. Dal primo Forum internazionale su oceani e salute umana dell’Istituto superiore di sanità arriva un nuovo impulso ad agire per spostare al centro dell’interesse della sanità pubblica la salute degli oceani, cuore pulsante della nostra sopravvivenza. L’oceano è uno scudo climatico che assorbe il 90% del calore in eccesso, una fabbrica di elementi essenziali alla vita. Dalle coste alle acque più profonde ogni inquinante che viaggia nei mari non conosce frontiere e finisce per avere un impatto sulla nostra salute. Per queste ragioni l’Istituto superiore di sanità – nella Giornata mondiale degli oceani – ha codificato le dieci azioni prioritarie emerse dal Forum per comprendere i fenomeni che stanno alterando l’equilibrio dei mari e disegnare azioni di promozione della salute pubblica e benessere delle comunità per il futuro delle prossime generazioni. 1. Oceani determinante di vita e salute Mari interni, aree costiere, mari aperti e oceani, apparentemente differenziati, vanno pensati come un unico oceano globale, unitario sul piano funzionale e biogeochimico, determinante strutturale della salute umana. L’oceano regola il clima dell’intero pianeta, sostiene la sicurezza alimentare mondiale, è fonte inesauribile di nuove risorse farmacologiche e nutrizionali, alimenta la produzione di ossigeno, presiede al benessere mentale e sociale delle popolazioni. 2. Una priorità di sanità pubblica globale Gli oceani non sono solo bacini d’acqua, ecosistemi e fabbriche di biodiversità, ma vanno riconosciuti come una priorità globale di sanità pubblica. Inquadrare i nessi tra salute umana e oceani nella disciplina della Planetary Health è la strategia per fare progressi nella protezione delle comunità di fronte a rischi sanitari emergenti senza precedenti. 3. Gli oceani sono la nostra memoria Gli oceani sono un ‘archivio’ delle azioni dell’uomo accumulate nel tempo. Il mare accumula, trasforma, e restituisce le tracce delle attività umane. 4. Includere la salute umana nel Trattato sugli alti mari Il nuovo Accordo sugli alti mari segna un passaggio cruciale per proteggere gli oceani, promuovendo azioni concrete per conservare le risorse genetiche e la biodiversità marina. Integrare la protezione della salute umana nelle politiche globali sugli oceani è tuttavia fondamentale per comunicare che l’alterazione di equilibri naturali vitali, dovuta a pressioni, cambiamenti e inquinamenti, impatta direttamente sulle comunità costiere e globali attraverso il cibo, l’acqua e l’aria. 5. Ogni goccia contaLa protezione della salute umana richiede una visione integrata che prevenga e controlli il percorso dell’inquinamento dalla sorgente al mare. Comprendere il destino ambientale e le vie di trasmissione dei contaminanti significa prevenire il rischio prima che raggiunga ecosistemi e persone. 6. Una rete di ricerca internazionale Comprendere e gestire un cambiamento globale senza precedenti richiede un azione globale senza precedenti. La produzione di dati attraverso osservazioni episodiche o studi di settore, frammentati nel tempo e nello spazio, dovrebbe essere integrata in sistemi internazionali di monitoraggio continui, comparabili e interoperabili. E produrre dati rintracciabili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili, capaci di collegare oceano, clima e salute per anticipare rischi emergenti. 7. Un solo mare, una sola saluteMari, oceani e salute umana rappresentano il cuore pulsante degli obiettivi globali delle Nazioni unite. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ogni traguardo raggiunto per la protezione del mare è un passo avanti per il nostro benessere. È fondamentale che tutti i Paesi convergano in una cultura di science diplomacy, verso una strategia globale per l’acqua, coordinando investimenti e ricerca per proteggere la salute pubblica in modo coerente e trasparente. 8. Le reti europee di osservazione e ricerca ambientale Le infrastrutture europee di osservazione e ricerca ambientale stanno già producendo serie estese di dati di qualità attraverso capacità analitiche fondamentali. Il passo decisivo è trasformare la complessità dei dati in conoscenze e informazioni funzionali a disegnare strumenti operativi di prevenzione sanitaria, valutazione del rischio e supporto alle decisioni pubbliche. 9. Un’unica squadra per un unico obiettivo È necessario un salto culturale per far sì che scienza e sanità pubblica progrediscano insieme verso il benessere comune. È il momento di superare l’isolamento delle istituzioni, la settorialità delle ricerche, l’approccio disciplinare negli studi: chi si occupa di ambiente e chi si occupa di salute dovrebbe invertire la tendenza alla separazione, condividendo obiettivi e modelli, producendo e valorizzando dati e decisioni verso un obiettivo convergente. 10. Proteggere il mare per il futuro delle nuove generazioniInquadrare nella disciplina della Planetary Health la ricerca e la protezione degli oceani, significa conservare gli ambienti più fragili e cruciali per la nostra sopravvivenza. Prendersi cura degli oceani è un atto di giustizia verso le generazioni future, garantendo loro la salute, insieme ad un ambiente e ad una qualità di vita migliore.Questo articolo Le 10 azioni per salvare gli oceani, il report dell’Iss proviene da LaPresse