Sembra incredibile, visto dall’Italia, l’episodio che si è verificato a New Orleans, Usa. Il 5 giugno 2026, in apertura delle Scientific Sessions dell’American Diabetes Association (ADA), cinque ricercatori – tra cui l’editor-in-chief della prestigiosa rivista ‘Diabetes Care’ – sono stati allontanati dal Congresso, mentre distribuivano copie di un editoriale dedicato agli effetti dei tagli alla ricerca biomedica negli Stati Uniti. Nel mirino, le sforbiciate dell’amministrazione Trump che tante critiche in quest mesi hanno raccolto negli Stati Uniti (e non solo). La Società Italiana di Diabetologia (Sid) ha seguito con attenzione e preoccupazione quanto avvenuto Oltreoceano. E, senza entrare nel merito delle dinamiche politiche interne a un altro Paese, o giudicare gli asettici criteri di gestione di uno spazio considerato proprietà strettamente privata, ricorda come “un ricercatore, specie se membro di quella società scientifica, non possa essere considerato un mero ospite, ma sia per, definizione, ‘a casa’”.Libertà di ricerca chiave per il progressoIn una nota la Società italiana di diabetologia sottolinea come la “libertà di ricerca e la libertà di espressione di chi la pratica sono condizioni costitutive del progresso scientifico. Il confronto critico è il meccanismo attraverso cui la scienza biomedica corregge sé stessa e serve i pazienti. La valutazione dei progetti di ricerca secondo criteri di merito scientifico, affidata alla revisione tra pari, è una garanzia di qualità che nessuna esigenza di altra natura dovrebbe poter sostituire”.Esprimendo vicinanza e solidarietà ai colleghi coinvolti, Sid ribadisce la convinzione che “la salute delle persone con diabete dipenda, oggi come sempre, da una ricerca libera, rigorosa e indipendente, sostenuta attraverso finanziamenti indirizzati solo dal merito scientifico e dai bisogni dei pazienti”.Una responsabilità “che riguarda l’intera comunità scientifica, al di là dei confini nazionali, e che la nostra Società continuerà a difendere con fermezza e senso di responsabilità. La diabetologia italiana riconosce il debito che ha verso la collaborazione scientifica internazionale e rinnova il proprio impegno a sostenere gli spazi di confronto aperto, plurale e fondato sull’evidenza che ne sono la premessa”, chiosa la società scientifica presieduta da Raffaella Buzzetti.Questo articolo Diabetologi Usa contro i tagli di Trump alla ricerca allontanati dall’ADA proviene da LaPresse