È soprattutto dalla Sicilia che passano le speranze del centrosinistra di ribaltare gli equilibri e lanciare la sfida al governo di Giorgia Meloni, a valle di una tornata di elezioni amministrative che hanno regalato alla coalizione ben poche gioie, dalla sconfitta a Venezia al primo turno, alla conferma di Arezzo e Macerata in due regioni un tempo considerate roccaforti (per le Marche l’adesione a destra è più marcata, stante che anche il governatore è di centrodestra). Ai ballottaggi delle elezioni comunali erano tre i comuni al voto nella regione Sicilia: Agrigento, Bronte e Ispica. Ad Agrigento, è stato Michele Sodano ad avere la meglio, strappando la città al centrodestra. A Bronte, il nuovo primo cittadino è Giuseppe Gullotta, candidato di Controcorrente, la formazione politica lanciata da Ismaele La Vardera, consigliere regionale di opposizione ed ex inviato de Le Iene. Il centrodestra si accontenta solo di Ispica, dove ad avere la meglio è il civico Pierenzo Muraglie.Il primo sindaco di sinistra nel feudo della DcIl risultato per certi versi più sorprendente è senz’altro quello che arriva da Agrigento, dove per la prima volta è stato eletto un sindaco progressista: Michele Sodano, ex M5s. Non era mai accaduto che la sinistra governasse la città dei Templi: prima dell’elezione diretta è stata feudo incontrastato della Dc e dagli anni Novanta in poi dagli eredi, come Udeur e Udc. Solo in un frangente, era il 2007, i Ds vinsero le amministrative ma appoggiando Marco Zambuto, esponente dell’Udeur, che diventò sindaco. Negli ultimi anni Agrigento è stato il bacino elettorale incontrastato di politici che rappresentano i partiti di centrodestra, in particolare Forza Italia e Unione di Centro. L’assist perfetto a Sodano, che ha mancato la vittoria al primo turno per una manciata di voti, è arrivato dai rivali di centrodestra, che si sono presentati divisi e con due candidati: Dino Alonge, sconfitto al ballottaggio, sostenuto da FdI, Fi, Mpa e Udc; e Luigi Gentile, appoggiato da Lega, Dc e Nm.Il Pd suona la carica: «Ora tutti uniti per cacciare Schifani»A suonare la carica è Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia: «Quindici giorni fa, il centrodestra in Sicilia governava 11 comuni al voto con il sistema proporzionale. Oggi, ad urne chiuse dopo i ballottaggi, ne governa solo 4. Una vera e propria Waterloo, una sconfitta di proporzioni epocali». Secondo l’esponente dem, la vittoria più significativa è quella ottenuta ad Agrigento, una città che descrive come «devastata da scandali, lotte di potere e indagini per corruzione» e che ora «rappresenta un vero e proprio avviso di sfratto nei confronti di Schifani e del centrodestra». Barbagallo, quindi, lancia un appello agli alleati: «Adesso occorre accelerare il processo costituente di un’alleanza e di un programma che sia in grado di liberare tutta la Sicilia da un sistema criminogeno che ha razziato la nostra regione. Il Pd, di gran lunga il primo partito della coalizione, c’è e farà la sua parte fino in fondo».L’exploit di Controcorrente, il movimento politico dell’ex ienaMa dietro l’exploit dei candidati progressisti in Sicilia non ci sono (solo) i partiti tradizionali. A risultare decisivo è anche Controcorrente, il movimento politico di Ismaele La Vardera, consigliere regionale ed ex inviato de Le Iene, nato dopo la rottura con Cateno De Luca. «Non sarà una partita facile, ma ci metteremo anima, cuore e passione. Michele non sei solo, Agrigento è con te!», ha urlato La Vardera ad Agrigento, dove festeggiava la vittoria di Sodano, iscritto al suo movimento. Oltre a Sodano, Controcorrente ha vinto anche con Gullotta a Bronte. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Giuseppe Trovato (@_peppetrovato)Foto copertina: Instagram/Michele SodanoL'articolo La sinistra incassa un buon risultato in Sicilia (anche grazie a un’ex Iena). La vittoria ad Agrigento carica il Pd: «Liberiamo la regione da un sistema criminogeno» proviene da Open.