Non tutta la frutta protegge il cuore allo stesso modo

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AGI - Mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno potrebbe non bastare per proteggere davvero il cuore. A fare la differenza non sarebbe soltanto la quantità, ma soprattutto il tipo di alimenti scelti. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Food & Function da ricercatori della University of Reading, Harvard Medical School, University of California Davis e Mars Inc., secondo cui meno di una persona su cinque raggiunge livelli adeguati di flavanoli, composti vegetali associati a una riduzione del rischio cardiovascolare. I flavanoli e il cuoreLa ricerca ha analizzato l’alimentazione di oltre 30mila persone tra Regno Unito e Stati Uniti utilizzando biomarcatori biologici per misurare l’effettivo apporto di flavanoli nella dieta. Secondo gli autori, molti individui seguono formalmente le raccomandazioni nutrizionali, ma assumono comunque quantità insufficienti di questi composti bioattivi. “Molti pensano che basti mangiare molta frutta e verdura”, spiega Javier Ottaviani, autore principale dello studio. “In realtà ciò che conta è soprattutto quali frutti e verdure si scelgono”.I flavanoli appartengono alla famiglia dei polifenoli e sono presenti soprattutto in alcuni frutti, tè e legumiNegli ultimi anni diversi studi clinici avevano suggerito che un’assunzione quotidiana di circa 500 milligrammi di flavanoli può ridurre significativamente il rischio di morte cardiovascolare. Secondo il nuovo studio, tuttavia, la maggior parte della popolazione resta ben al di sotto di questa soglia anche seguendo linee guida alimentari considerate sane. Tra gli alimenti più ricchi di flavanoli figurano prugne, mirtilli, more, ciliegie, fave, mele con la buccia e tè verde.Le prugne risultano tra le fonti più concentrate, con circa 450 milligrammi di flavanoli per mezzo chilo di prodotto, seguite da mirtilli rossi, more e tè verde. Una semplice tazza di tè verde da 250 millilitri può fornire circa 200 milligrammi di flavanoli. Secondo gli studiosi, l’assunzione di questi composti potrebbe essere favorita con piccole modifiche quotidiane alla dieta.Come si aumenta la quantità di flavanoli“Aggiungere una mela intera con la buccia, una manciata di more o una tazza di tè verde può aumentare in modo significativo la quantità di flavanoli realmente assorbiti”, osserva Ottaviani. Lo studio solleva anche interrogativi sulle attuali raccomandazioni nutrizionali. “Cinque porzioni al giorno restano un messaggio corretto”, spiega Gunter Kuhnle della University of Reading. “Ma forse dobbiamo iniziare a ragionare meglio su quali cinque”. Secondo i ricercatori, infatti, frutta e verdura non sono equivalenti dal punto di vista nutrizionale.Alcuni alimenti forniscono composti bioattivi con effetti molto differenti rispetto ad altri. Le differenze non riguardano soltanto vitamine e minerali ma anche sostanze capaci di influenzare infiammazione, funzione vascolare e metabolismo. I risultati potrebbero avere implicazioni future anche per le linee guida alimentari europee e internazionali, orientando raccomandazioni più specifiche sulla qualità degli alimenti vegetali da consumare regolarmente. Secondo gli autori, la sfida futura sarà tradurre queste evidenze scientifiche in indicazioni semplici e accessibili per la popolazione generale, mantenendo però l’equilibrio tra varietà alimentare e prevenzione cardiovascolare.