Entrare al circolo ‘Tennis Parioli’ è ormai come entrare nella leggenda. Dopo Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta, Flavio Cobolli è il terzo socio onorario, cresciuto nel club, finalista del Roland Garros. Senza contare la lista lunghissima di giocatori finiti tra i primi cento delle classifiche Atp. A guidare il circolo, da sette anni, è Claudio Panatta, il fratello dell’unico italiano ad aver vinto l’Open di Francia: “Mio fratello Adriano, la sera prima della finale- ha raccontato ridendo – al telefono mi ha detto che non vedeva l’ora di togliersi quest’altro “problema” dopo quello degli Internazionali di Roma (il cui scettro è passato a Jannik Sinner)”. Flavio Cobolli è entrato al circolo all’età di nove anni, subito affidato tra le esperti mani di Roberto Meneschincheri. Direttore tecnico ma anche allenatore di grandi campioni e campionesse come Roberta Vinci: “E’ sempre stato un grande lottatore e un grande esempio per tutti negli allenamenti. Non si stancava mai perchè si divertiva e quella voglia di divertimento ancora non gli è passata. Questo forse è il segreto del suo successo. Un successo che in qualche modo doveva arrivare perchè ha sempre avuto qualità ma nessuno si aspettava in maniera così veloce”. Per Panatta “è la storia che si ripete”, un pensiero senza vanità perchè scorrendo i trofei ci si accorge che la storia è proprio li tra quei campi di terra rossa: “Vedere Flavio in finale per noi è stato un onore, una gioia infinita. E’ molto legato alla società, quando può viene a trovarci, parla con i ragazzi”. “E’ un esempio per tutti i nostri figli – dice Giada, una mamma che ha iscritto il figlio al circolo – io conosco bene il fratello e la sua famiglia, sono persone d’oro”. Cobolli però è conosciuto anche per il carattere molto forte e spesso combattivo: “E’ sempre stato il suo segreto – spiega ancora Meneschincheri – è un lottatore nato con una dote fisica molto importante. Ricordo che da ragazzo ci faceva arrabbiare perchè arrivava di sera al campo d’inverno in canottiera ma lui non sentiva ragioni. Voleva fare di testa sua. Anche farlo uscire dal campo era una battaglia ogni volta”. A tenere i campi in ordine, tra i tanti, c’è anche Francesco. Lui Flavio lo conosce bene e ne condivide la stessa passione calcistica: “Spesso viene con la sciarpa della Roma – ci dice ridendo mentre fuori dal campo 11 riordina le prenotazioni – si ferma con i ragazzi più piccoli, ci parla, gli da consigli. Passa i pomeriggi a giocare a biliardo”.{"@context": "http://schema.org","@type": "VideoObject","name": "Cobolli raccontato dai soci del Circolo Parioli: "E\' sempre stato un lottatore"","description": "Cobolli raccontato dai soci del Circolo Parioli: "E\' sempre stato un lottatore"","thumbnailUrl": "https://img.lapresse.it/2026/06/08/b7ea38b5cd9c99f49ba62db2fd7d70ed-1200x675.jpg","uploadDate": "2026-06-08T18:47:36+02:00","contentUrl": "https://videolapresse-meride-tv.akamaized.net/exposed/folder29/1780936692_0d0e2c7c89d294652e33d5b633436b26_lapresse_hd.mp4"}Questo articolo Cobolli raccontato dai soci del Circolo Parioli: "E' sempre stato un lottatore" proviene da LaPresse