Meloni: “L’Italia non è la Repubblica delle banane”. Poi dice no alla patrimoniale

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Giorgia Meloni è intervenuta all’Assemblea di Confcommercio a Roma affrontando diversi temi, dalla patrimoniale al lavoro passando per energia e transizione ecologica. “In questi anni abbiamo lavorato molto anche per rafforzare il potere d’acquisto degli italiani. Abbiamo agito su più fronti, il primo dei quali è stato il taglio delle tasse sul costo del lavoro. Siamo partiti ovviamente dai redditi più bassi, via via abbiamo allargato il raggio d’azione, non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più, particolarmente per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio perché il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo governo. Per intenderci, altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo, un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrificio”, ha detto la premier parlando all’Auditorium della Conciliazione. La questione della patrimoniale di recente è tornata al centro del dibattito politico, spinta dalle forze di opposizione. “Io non so se è una ricetta vincente, penso che sia una proposta giusta dal punto di vista sociale ed equa, perché se in Italia abbiamo 79 super super miliardari che hanno un patrimonio di 357 miliardi di euro, mentre la sanità pubblica che arranca viene mandata avanti attraverso le tasse del ceto medio, io mi chiedo come si costruisce un Paese giusto quando c’è chi è super super miliardario e chi invece sta diventando super super povero”, ha detto Angelo Bonelli, leader di Avs. La premier, già in passato, aveva espresso la sua contrarietà verso questo tipo di misure definendole “ricette tardo-comuniste che non passeranno in ogni caso fin quando governiamo noi”. Meloni: “L’Italia non è la Repubblica delle banane”Il governo si è mosso per contrastare il “fenomeno odioso delle attività ‘apri e chiudi’, ovvero quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse, poi chiudendo e riaprendo sotto un altro nome”, ha detto ancora la presidente del Consiglio. “Finora ne abbiamo chiuse d’ufficio 24mila, un risultato importante per lo Stato, ma certamente più importante per gli imprenditori onesti di questa nazione che pagano le tasse e non meritano di subire la concorrenza sleale di chi magari dopo essere entrato illegalmente in Italia, si mette pure a farci concorrenza sleale. Non si può fare perché il messaggio che vogliamo lanciare a tutti è che questa non è la Repubblica delle banane. Qui si rispettano le regole“, ha aggiunto. Meloni: “Non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”“Dall’inizio del nostro mandato siamo schierati sullo stesso fronte nel sostenere un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica, il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier è lì a dimostrarlo. La richiesta ad esempio pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nord Africa senza alcun beneficio, tra l’altro, in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo”, ha dichiarato la leader di Palazzo Chigi. “Per la stessa ragione non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto, sia in via ordinaria, sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello stretto di Hormuz. Se noi vogliamo contenere l’effetto inflazionistico della crisi energetica sui cittadini e allo stesso tempo salvare un settore che fa muovere e vivere la nazione, come un’altra crisi, quella del Covid ci ha ampiamente dimostrato, non bisogna avere paura di fare quello che è giusto fare”. Meloni: “Emergenza demografica, a rischio la tenuta dello Stato sociale”La presidente del Consiglio ha poi discusso di natalità. “Noi abbiamo un’emergenza che si chiama giovani generazioni, che si chiama sicuramente capacità di offrire maggiori e migliori opportunità alle energie migliori che abbiamo e dall’altra parte la necessità che abbiamo di ribaltare quella emergenza demografica che diventa uno dei nostri più grandi problemi economici”, ha affermato. “Non è solamente un tema, ovviamente importante, che è dare continuità alla nostra storia, alla nostra identità, alla nostra civiltà. È un tema di tenuta del nostro welfare. È un tema di tenuta del nostro Stato sociale, se noi non invertiamo i dati sulla demografia”. Questo articolo Meloni: “L’Italia non è la Repubblica delle banane”. Poi dice no alla patrimoniale proviene da LaPresse