In riferimento all’articolo GUIDONIA – “La stazione vecchia non va chiusa”: il caso arriva in Parlamento, da Beatrice Benet, Segretaria del Circolo di Rifondazione Comunista di Guidonia Montecelio, riceviamo e pubblichiamo: Beatrice Benet, Segretaria del Circolo di Rifondazione Comunista di Guidonia Montecelio “La notizia che il caso della chiusura della storica stazione di Guidonia sia finalmente approdato in Parlamento ci vede, purtroppo, confermati in una battaglia che, come comunisti, portiamo avanti da anni.È triste dover dire “lo avevamo detto”, ma la realtà dei fatti ci impone di non tacere davanti a quello che si sta consumando a danno del nostro territorio.Il nostro allarme non è mai stato rivolto esclusivamente alla chiusura della stazione storica — un pezzo di memoria e di identità della nostra città — ma soprattutto al disegno ben più ampio e preoccupante che vi fa da sfondo: la speculazione edilizia che si è venuta a creare attorno alla nuova stazione di Colle Fiorito.È proprio su questo nesso tra la dismissione del centro cittadino e i nuovi interessi privati, sancito nella Determina Comunale n. 35/2026 (che formalizza un indirizzo urbanistico orientato a favorire la delocalizzazione verso la nuova area), che chiediamo risposte chiare e urgenti. Sopra la vecchia stazione di Guidonia Ma il nostro allarme, troppo a lungo ignorato, riguardava anche una questione tecnica fondamentale: dov’è finito il raddoppio del binario?Mentre il tratto fino a Bagni di Tivoli ha visto avanzamenti, la tratta verso Guidonia continua a subire ritardi e incertezze.La “nuova” stazione di Collefiorito rischia di diventare una cattedrale nel deserto, mentre la città viene privata del suo principale snodo ferroviario.Non c’è più tempo.È fissato per ottobre il termine ultimo in cui RFI procederà allo smantellamento del primo e del terzo binario della stazione di Guidonia storica: un colpo mortale alla funzionalità dell’infrastruttura.Rinnoviamo con forza la nostra proposta tecnica ad RFI, all’Amministrazione Comunale, ai parlamentari del Partito Democratico e alla cittadinanza tutta: l’unica soluzione sensata per salvare la vecchia stazione e garantire il diritto alla mobilità resta la nostra gestione duale delle stazioni.Guidonia Centro deve restare un Hub Regionale Veloce (collegamenti verso l’Abruzzo), mentre Collefiorito deve operare come Hub Metropolitano FL2. Chiediamo fermamente che si mantenga la fermata presso la stazione di Guidonia Centro per i convogli strategici (come i regionali R 4544, R 4540 e i regionali veloci RV 4164, RV 4166 verso l’Abruzzo; e i RV 4163, RV 4167, R 4561 verso Roma).Di fronte a questa minaccia imminente, chiediamo una massima mobilitazione dei pendolari, della cittadinanza, di tutte le forze politiche e sociali e di tutti gli attori istituzionali.Non permetteremo che il futuro di Guidonia venga scritto nei palazzi del potere, lontano dai bisogni reali della nostra comunità.È il momento di unire le forze per difendere un diritto fondamentale: il diritto a una mobilità degna e a una città viva”.L'articolo GUIDONIA – Apre la nuova stazione, i comunisti: “Dietro c’è la speculazione edilizia” proviene da Tiburno Tv.