L’asse USA-Cina ha già deciso chi sopravvive. Gli imprenditori italiani non sono nella lista

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Si delinea ormai dall’inizio del 2026 uno scenario macroeconomico globale segnato da incertezza e rischi stagflattivi — cioè quell’insieme di stagnazione e inflazione causato da tensioni geopolitiche che molti continuano a sottovalutare.Nell’area euro, il progressivo rallentamento della crescita si accompagna a pressioni inflazionistiche crescenti, soprattutto legate all’aumento dei prezzi energetici. Nello scenario base previsto, la Banca Centrale Europea potrebbe effettuare 2 rialzi dei tassi nel corso del 2026 — rendendo più caro il costo del denaro per famiglie e imprese. Tuttavia, in uno scenario avverso, con un’inflazione che punta verso il 4%, l’Istituto di Francoforte potrebbe essere costretto a implementare fino a 4 rialzi, per ancorare le aspettative di medio termine. Ancora più strette, quindi, ancora più costi per chi produce.Fed ferma, BCE in movimento: la divergenza che contaNegli Stati Uniti, nonostante segnali di minore solidità economica, la Fed — la Federal Reserve, l’equivalente americano della nostra banca centrale — appare orientata a mantenere i tassi stabili nel breve periodo, valutando interventi restrittivi solo verso fine del 2026. L’impostazione sul reddito fisso resta prudente, data l’incertezza sull’inflazione e sui flussi energetici globali. Sui titoli di Stato, compresi i Bund, prevale una posizione neutrale.Gli spread italiani, pur mantenendo una certa compressione, risentono della pressione legata ai sussidi energetici e al rallentamento economico. Sul fronte del credito è consigliabile adottare un approccio difensivo e selettivo, preferendo scadenze medio-brevi.Geopolitica bipolare e mercati: l’asse USA-Cina che decide tuttoIn definitiva, il mercato sconta un contesto complesso dove la priorità sembra rimanere la gestione del rischio e la diversificazione — e questo nella consapevolezza di una forte polarizzazione degli assi geopolitici: Stati Uniti da una parte, Cina dall’altra, che si contendono influenza, supremazia sui mercati e controllo delle risorse strategiche primarie.La riflessione che faccio agli imprenditori è questa: ok, tutto questo è bello, bellissimo. Ma voi che fate?Ci sono imprenditori che leggono i giornali, girano su Facebook e aspettano che passi la tempesta. E ci sono imprenditori che invece fanno pianificazione strategica, che pensano a cosa fare della propria azienda, consapevoli che il mondo politico se ne è dimenticato.La differenza, alla lunga, si vede.Valerio Malvezzi, 12 giugno 2026The post L’asse USA-Cina ha già deciso chi sopravvive. Gli imprenditori italiani non sono nella lista appeared first on Radio Radio.