Assolta per legittima difesa: la Corte d’Assise d’appello di Torino ribalta così la sentenza di primo grado per Makka Sulaev, condannata a nove anni e quattro mesi per aver ucciso il padre violento il primo marzo 2024 a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. Makka Sulaev, oggi 20enne, quel giorno, nella loro abitazione, stava difendendo la madre dall’aggressione, l’ennesima, del padre Akhyad Sulaev, 50 anni.L’avvocato di Makka Sulaev: “Finalmente è libera”Si chiude così il secondo grado della vicenda processuale a carico della ragazza che torna libera dopo la sentenza pronunciata dalla giudice Cristina Domaneschi. “In aula ha pianto, finalmente è libera – dice a LaPresse l’avvocato Massimiliano Sfolcini, che difende la ragazza – È stato stravolto l’impianto accusatorio, si parlava di premeditazione, in appello è stata assolta per legittima difesa. Forse la sentenza sarà impugnata dalla Procura generale in Cassazione, ma nel frattempo Makka è libera”.Le violenze e i maltrattamentiIl processo d’appello si era aperto due giorni fa. In primo grado, i giudici non avevano riconosciuto la legittima difesa, tesi sostenuta fin dall’inizio dal legale della ragazza. Nella prima udienza era stata sentita in aula una amica di Makka Sulaev che quel giorno era in casa per dare ripetizioni ai fratelli piccoli della ragazza. Era lì quando scoppiò la lite. E in aula erano stati ascoltati anche gli audio di quanto stava accadendo, registrati con i cellulari. Quel giorno, la giovane era intervenuta durante una lite tra i genitori, frapponendosi tra il padre e la madre. Dalle indagini era emerso un quadro di maltrattamenti e violenze continui nei confronti della moglie e della ragazza. In casa, c’erano anche gli altri figli della coppia arrivata in Piemonte dalla Cecenia nel 2015, tutti minorenni. Il 50enne, rientrato a casa dopo essersi licenziato, aveva prima iniziato a picchiare la madre e quando la figlia era intervenuta per difenderla, si era scagliato contro di lei. Fu in quel momento che Makka Sulaev, come ha raccontato lei stessa, prese un coltello per difendersi e lo colpì all’addome e alla schiena. Il padre morì nell’abitazione al primo piano di via San Giovanni poco dopo l’arrivo dei soccorsi. La ragazza era stata arrestata il 4 marzo successivo e, assistita da Sfolcini, aveva risposto a tutte le domande del pm di Alessandria, Andrea Trucano. Per lei, fu decisa la collocazione in una comunità protetta, dove ha potuto continuare a studiare. Questo articolo Makka Sulaev uccise il padre violento, assolta per legittima difesa proviene da LaPresse